Il Distretto Taormina Etna ha ottenuto l’organizzazione dell’edizione 2009 del “Premio dell’Unione europea per la conservazione del patrimonio culturale”.
Il riconoscimento, promosso dalla Commissione europea per la promozione di pratiche di conservazione del patrimonio culturale europeo, è stato assegnato al “Distretto siciliano” dalla federazione europea per il patrimonio culturale “Europa Nostra”, che durante l’ultima
riunione del Consiglio, tenutosi a L’Aia, ha accettato la proposta. I comuni siciliani hanno sbaragliando la richiesta del Portogallo.
Nel rispetto delle tradizioni sarà il Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano a consegnare i premi. “Per questo territorio – ci dice il sindaco, sen. Pino Firrarello - un’occasione unica, e soprattutto il riconoscimento del lavoro svolto fino ad oggi per far conoscere le caratteristiche di una terra che vanta storia, tradizioni, monumenti e risorse ambientali. Sarà per noi – continua Firrarello - un onore organizzare un premio che in Europa occupa un posto di assoluto rilievo e solitamente viene organizzato nelle capitali. L’ultima edizione, infatti, si è tenuta a Stoccolma, alla presenza di Sua Maestà Reale il Principe di Danimarca, Sua Maestà Reale l’Infanta di Spagna Doña Pilar de Borbón, il Re e la Regina di Svezia, Mr. Jàn Figel e il Ministro della Cultura Svedese, Sig.ra Llena Adelsohn – Liljieroth”.
Soddisfatto l’Amministratore delegato del Distretto “Taormina Etna” dott. Salvatore Spartà che ha anche redatto l’intero progetto: “Un grande sforzo organizzativo ma nel contempo una eccezionale opportunità per il territorio, - ci racconta - Dal 2002 ad oggi, la cerimonia di consegna dei premi è stata ospitata in alcune tra le più prestigiose capitali europee (Monaco di Baviera, Madrid, Bergen, Stoccolma), riunendo il gotha della cultura europea, i migliori tecnici ed esperti del settore ed i maggiori ideatori e promotori di iniziative culturali. Per questo straordinario risultato, - conclude Spartà - bisogna senz’altro ringraziare anche l’ambasciatore Emanuele Scammacca del Murgo il quale è intervenuto presso l’ambasciatore d’Italia a Madrid, a sua volta portavoce della richiesta presso la casa Reale Spagnola”.