Cronaca • Cronache siciliane

Rubare piantine di marijuana? L'ultima frontiera delle guerre tra clan mafiosi

11 marzo 2008
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Il pentito Pietro Romeo è stato sentito stamane in videoconferenza nel processo che si celebra con il rito abbreviato davanti al gup Giangaspare Camerini per il furto di una piantagione di canapa indiana sottratta dalla cosca di Brancaccio alla famiglia mafiosa di Villabate (Pa), nell'ambito di uno scontro sanguinario tra i clan che risale al 1995.
Romeo, esaminato dal pm Adriana Blasco, pur tra tanti "non ricordo", ha confermato di aver visto le piantine di canapa nella "camera della morte" di via Messina Montagne, quartier generale della cosca di Brancaccio, dove erano state portate ad essiccare per potere poi essere rivendute.


Nel processo sono imputati gli ideatori della "spedizione punitiva", che si concretizzò nel furtò delle piantine di canapa indiana, pensata per fare un dispetto ai mafiosi di Villabate. Si tratta di esponenti della famiglia mafiosa di Brancaccio: l' ex killer Giuseppe Giuliano, l' ex reggente Gaspare Spatuzza (entrambi sono detenuti al 41 bis), e il pentito Giovanni Garofalo, quest'ultimo a piede libero.

 

La piantagione si trovava nelle campagne di Cefalà Diana. Le piantine furono estirpate materialmente da Salvatore Faia e Giovanni Ciaramitaro, che sono processati a parte.
L'abbreviato è stato rinviato al prossimo 14 aprile per la discussione del Pm.

Fonte: Ansa
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