Cronaca • Cronache siciliane

La Regione siciliana vuole risarcire gli agricoltori danneggiati dalla peronospera

21 febbraio 2008
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L’assessorato Agricoltura e foreste si è attivato per la predisposizione della circolare che consentirà l'attivazione dei 50 milioni di euro stanziati dalla Finanziaria nazionale 2008 (art. 2 comma 135 della legge 244/2007) a favore degli agricoltori siciliani per i danni causati dalla peronospora della vite. Lo ha comunicato l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via, nel corso di una conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche i presidenti delle Commissioni

Sicinform
legislative dell'Ars, Girolamo Turano (Attività produttive) e Giulia Adamo (Ambiente e territorio).

“L'amministrazione regionale - ha spiegato l'assessore La Via - ha già provveduto a richiedere al ministero delle Politiche agricole notizie circa la notifica della norma in questione a Bruxelles, così come previsto dai regolamenti comunitari. Nel contempo stiamo impostando anche la relativa circolare che stabilisce i criteri per l'assegnazione delle risorse stanziate. Non appena avremo la risposta da Roma, e questo dovrebbe avvenire nel giro di qualche giorno, la circolare, dopo il parere positivo da parte dell'Unione europea, potrà essere pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Regione. A quel punto gli agricoltori potranno presentare le domande di risarcimento danni”. L'individuazione dei territori interessati agli interventi avverrà attraverso le segnalazioni pervenute da parte di alcuni Ispettorati Provinciali dell'Agricoltura e sulla base di una relazione tecnico-scientifica sui dati metereologici che dimostrino come l'attacco della peronospora sia stato causato a seguito dell'andamento climatico anomalo. “Abbiamo attivato questo percorso - continua La Via - per consentire la ripresa produttiva ed economica delle numerose imprese danneggiate.

Ecco una scheda sull'agente patogeno.

 

? Cos’è la peronospora. L’agente patogeno della peronospora è un fungo (plasmopara viticola) importato in Europa dall’America verso la fine del XIX secolo. La peronospora rappresenta oggi una delle più gravi e diffuse avversità della vite?

 

Condizioni che hanno favorito l’attacco. Un inverno particolarmente mite ed una primavera fresca e piovosa: condizioni climatiche abbastanza inusuali per la Sicilia occidentale che hanno portato alla presenza contemporanea delle 3 condizioni che favoriscono lo sviluppo del fungo della peronospora, la cosiddetta “regola dei tre 10” (una temperatura minima di almeno 10°C, 10 mm di pioggia caduta nell’arco e 24-48 ore e una lunghezza dei germogli di almeno 10 cm). ?

I sintomi dell’infezione. Innanzitutto la comparsa sulla pagina superiore della foglia di chiazze traslucide simili a macchie d’olio e, in presenza di umidità relativa elevata, di muffa bianca su quella inferiore; nelle forme più gravi si ha il disseccamento e la caduta della foglia, e il deperimento generale della pianta. Durante la fioritura o subito dopo l'allegagione, le infiorescenze e i grappolini possono subire l'attacco del fungo, i rachidi appaiono allessati e si ricoprono di muffa biancastra. Gli acini possono venire colpiti nelle prime fasi d'accrescimento fino a circa 2 mm di diametro. Nel caso di attacchi tardivi gli acini vanno soggetti a marciume bruno e a disseccamento (peronospora larvata). Sui germogli e sui tralci erbacei la malattia si manifesta con imbrunimenti e comparsa di muffa bianca. Sui tralci lignificati la malattia determina profonde fessurazioni e desquamazioni.?

Area di diffusione della peronospora. L’attacco della peronospora si è manifestato prevalentemente nell’area del trapanese dove il fungo plasmophora viticola ha colpito in maniera molto pesante i vigneti con un’incidenza dei danni alle produzioni che oscillano tra il 30% e, nei casi più gravi, l’80%. Ai danni sulla produzione si è si aggiunto il rischio di compromettere il processo di lignificazione delle viti e quindi anche la produzione del prossimo anno.

A beneficiare degli aiuti potranno essere le piccole e medie imprese agricole attive nel settore della produzione viticola in Sicilia. Il contributo concesso sarà in conto capitale e non potrà superare l'80% del danno accertato”.Nel caso in cui le richieste dovessero superare le risorse finanziarie stanziate, avverrà una riduzione proporzionale fra tutti gli interventi dichiarati ammissibili a seguito dell'istruttoria. 

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