Cronaca • Cronache siciliane

Indagine del Ministro Giustizia e CSM sulla bambina di Agrigento violentata da pedofilo. Si ricostruiscono vicende giudiziarie.

20 febbraio 2008 06:38
Numero commenti Nessuno   Inserisci un tuo commento

"Adempimenti, molto spesso solo formali, che richiedono tempi molto lunghi". E' uno dei punti su cui si basa la relazione che la procura generale di Palermo ha inviato al ministro della Giustizia, Luigi Scotti, per ricostruire le fasi giudiziarie legate al primo processo per pedofilia in cui il pizzaiolo di Agrigento, Vincenzo Iacono, è stato condannato a sei anni e sei mesi, ma scarcerato prima della sentenza. L'uomo, che era a piede libero, è stato nuovamente arrestato

Master mediazione familiare
giovedì scorso dopo avere violentato una bambina di quattro anni.

La relazione ripercorre le tappe del procedimento, aperto nel 2004, mettendo in evidenza le date in cui il processo ha avuto inizio ma anche quelle in cui la procura di Agrigento ha chiesto al Ris dei carabinieri l'esame sul Dna dei reperti sequestrati e la data in cui gli investigatori hanno risposto, circa un anno e mezzo dopo. La procura fa proprie valutazioni, sottolinea che "il processo penale è un procedimento di notevole complessità" e poi aggiunge: "Quello che è successo ad Agrigento è una delle tante conseguenze di una giustizia che si dilata nel tempo".

Sulla vicenda il Csm ha deciso di aprire un'indagine affidata alla prima commissione, presieduta da Antonio Patrono, togato di Magistratura Indipendente, il quale ha deciso di chiedere anche lui una relazione al procuratore generale di Palermo, Salvatore Celesti, e al presidente della Corte d'appello del capoluogo siciliano Carlo Rotolo. Il "circostanziato rapporto" sollecitato nei giorni scorsi al procuratore generale dal ministro della Giustizia Luigi Scotti è stato spedito oggi da palazzo di giustizia di Palermo a via Arenula. In poche decine di pagine i magistrati siciliani ricostruiscono l'iter giudiziario che ha portato alla scarcerazione di Iacono, il quale era sottoposto solo al divieto di dimora nella provincia di Agrigento e all'obbligo di firma.

Nei giorni scorsi, il ministro Scotti, dopo le polemiche esplose intorno al caso di recidiva, si è riservato di disporre "un'ispezione mirata" per fare luce sulla vicenda.

L'Avvocato generale dello Stato Vittorio Aliquò, sulla base della lunga relazione inviata ieri a Palermo dal procuratore di Agrigento Ignazio De Francisci, ha spedito al ministero della Giustizia un rapporto con l'intera cronologia della vicenda. Il capo dei pm di Agrigento nella propria relazione richiesta da Celesti, ha sottolineato che quando il giudice fu costretto a firmare la scarcerazione per decorrenza dei termini, la perizia del Ris dei carabinieri sul Dna del pedofilo accusato di aver abusato di tre bambine, non era ancora arrivata ai pm che dovevano chiedere il rinvio a giudizio. Un provvedimento che avrebbe bloccato i termini e così si sarebbe evitata la scarcerazione.

La relazione venne consegnata, secondo De Francisci, un anno e mezzo dopo, quando Iacono era già libero. In ambienti investigativi vengono però ricostruite le fasi delle analisi e così risulta che nel gennaio 2005 vengono inviati al Ris di Messina i reperti per l'estrazione del dna. La procura delegò ai carabinieri l'indagine a febbraio, mentre le analisi per l'identificazione di eventuali profili genetici ebbe inizio a luglio 2005. Frattanto Iacono era stato scarcerato il 23 marzo di quello stesso anno per decorrenza dei termini.(ANSA). 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
ItalianNews
Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
ItalianNews
Altre notizie
i.c.one italian wines