E' guerra aperta tra il teatro Massimo e l'ex sovrintendente Francesco Giambrone, al quale la Fondazione chiede un risarcimento danni per l'assunzione di alcuni coristi. Sulla vicenda, ricostruita oggi da alcuni quotidiani locali, l'ex sovrintendente, oggi alla guida del "Maggio fiorentino" ha già annunciato che farà parlare i suoi avvocati, mentre la Fondazione ha diffuso una nota. La vicenda riguarda la sentenza del tribunale sulla stabilizzazione di nove lavoratori (per altri quattro pende tuttora la decisione) assunti alcuni anni fa "con contratti non validi - afferma una nota della fondazione stessa - per gravi vizi formali e in violazione delle leggi che regolano la materia". "Questa situazione venutasi a creare solo di recente ha causato alla Fondazione un danno complessivo di circa 800 mila euro, oltre alle spese legali - prosegue la nota - e si presume che tale danno potrà risultare superiore se anche negli altri ricorsi tuttora pendenti la Fondazione risulterà soccombente in giudizio". Per la Fondazione "i pareri dei legali concordano nel ritenere la diretta imputabilità della vicenda, principalmente, al responsabile dell'ufficio immatricolazione e contratti e anche al sovrintendente dell'epoca".