La legge sul testamento biologico, se venisse approvata cosi' com'e', varra' in futuro solo per i pazienti che dovessero trovarsi in stato vegetativo, ovvero in una condizione uguale a quella di Eluana Englaro. Lo spiega, provvedimento alla mano, il senatore Pd Ignazio Marino, che lamenta il fatto che la Commissione non abbia, "tra le altre cose", messo mano al comma 7 dell'articolo 5, in cui si parla, appunto, di stato vegetativo. In questo modo il Ddl "e' restrittivo, e non risolve i problemi esistenti".
"Si conferma, all'articolo 5 -spiega Marino al termine della seduta di votazione in Commissione Sanita' di Palazzo Madama- che la legge fa riferimento esclusivamente a pazienti in stato vegetativo. Se dovesse essere approvata cosi' dal Parlamento, non risolvera' le problematiche esistenti nelle nostre rianimazioni. Nel caso, ad esempio, di un paziente in un reparto di rianimazione con un tumore in fase terminale con metastasi al cervello, il rianimatore non potra' parlare con la famiglia per decidere se sospendere i trattamenti che diventano semplicemente un prolungamento dell'agonia''.
''Questo -conclude Marino- e' un grave limite. E' una legge che, di fatto, limita la scelta dei trattamenti solo ai pazienti in stato vegetativo".