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Cronaca • Cronache italiane

Nucleare, la prima centrale nel 2020
''Ci sarà concorrenza per ospitarle''

11 marzo 2009 19:13
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Dopo il via libera alla delega in materia di energia nucleare contenuta nel disegno di legge sviluppo ''saranno necessari 3-4 anni'' per completare il processo autorizzativo e poi ''4-5 anni'' per costruire la prima centrale nucleare in Italia. Ad affermarlo, nel corso della sua audizione in Commissioni riunite Attivita' Produttive Camera e Senato, e' il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, sottolineando che l'obiettivo e' quello di arrivare ad una prima centrale nucleare entro il 2020.

Nel frattempo, osserva il ministro, ''continueremo a muoverci per migliorare l'efficienza energetica, il risparmio energetico, diversificare le fonti, costruire i rigassificatori e fare nuovi accordi per le interconnessioni''.

 

''Credo che ci sara' concorrenza non solo tra gli operatori privati ma anche tra i territori'' candidati ad ospitare una centrale nucleare ha aggiunto il ministro. Su questo tema, in Italia, infatti, ''mi sembra di cogliere un'inversione di tendenza''.

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''Non ho mai capito -rileva Scajola- perche' in Francia che non e' distante dall'Italia ci siano territori anche a pochi chilometri dal nostro confine che ambiscono ad avere una centrale nucleare e in Italia altri territori che non vogliono''.

 

Scajola, inoltre, si dice fiducioso anche sul numero di eventuali siti idonei ad accogliere centrali nucleari. ''Credo che quando il provvedimento sara' approvato e quando saranno definiti i criteri di idoneita' dei siti, ci saranno in Italia diversi e numerosi siti idonei ad ospitare una centrale nucleare. Credo quindi che ci potra' essere concorrenza'' tra i vari operatori anche se il ''mercato non offre una grande pluralita' di soggetti''.

 

Critiche arrivano dall'opposizione. "In pratica lo ha confermato lo stesso Scajola: sulle nuove centrali nucleari il premier ancora una volta ha mandato in onda solo uno spot pubblicitario" dice il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Attivita' produttive al Senato, Patrizia Bugnano.

"Secondo quanto abbiamo appurato, infatti, il protocollo d'intesa tra Francia e Italia annunciato da Berlusconi nei giorni scorsi e' solo un'enunciazione di principi, non c'e' alcun contenuto concreto -spiega Bugnano- mentre gli aspetti specifici per la realizzazione delle centrali rimangono di competenza di Enel e Edf e saranno chiariti in una seconda fase. Quel che ci preoccupa, comunque, sono gli aspetti relativi allo smaltimento delle scorie radioattive".

 

Patrizia Bugnano lamenta che Scajola "non ha dato alcuna risposta in merito, ma non solo per quel che riguarda le scorie che verranno prodotte dai futuri impianti, bensi' anche per quelle, ancora stivate in luoghi non completamente sicuri, provenienti dalle centrali dismesse dopo il no al nucleare sancito dal referendum nell'87. Il ministro ha detto che per il momento non puo' pronunciarsi e che il problema andra' risolto nell'ambito di una politica piu' generale a livello europeo. Chi vivra', vedra'!''.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkrnos
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