"Veltroni democratico come Stalin" recitava un manifesto portato ieri a piazza Venezia da una torba di tassisti inferociti. Il sindaco capitolino, infatti, aveva appena annunciato il rilascio di 500 licenze per taxi, un’iniziativa affatto gradita alle auto bianche che si sono date tutte appuntamento sotto gli uffici di piazza campidoglio.
Dal primo pomeriggio di ieri Roma si è trovata stretta in una morsa di traffico che ha paralizzato totalmente la città. Nessun taxi alle stazioni, nessun taxi agli aeroporti, tutti ad occupare la piazza cittadina, impedendo così agli stesis mezzi pubblici, presi d’assalto dagli utenti che non avevano altro modo per spostarsi, di effettuare i loro percorsi normali.
Il sindaco, dal canto suo, non sembrava avere alcuna intenzione di tornare al tavolo delle trattative, dopo che ieri era stato bruscamente abbandonato proprio dal sindacto dei tassisti. Oggi, però, si potrebbe tornare tutti quanti attorno ad un nuovo tavolo per cercare uno spiraglio, soprattutto in vista dello sciopero nazionale nel settore dei trasporti indetto per domani. Intanto, la Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha dichiaro che "la Commissione ha emanato un provvedimento ... con cui ha segnalato alle organizzazioni sindacali dei tassisti romani le violazioni di legge poste in essere ... (mancato preavviso, mancata assicurazione delle prestazioni indispensabili e mancata indicazione della durata dello sciopero), e ha richiesto che le modalità dell'astensione non pregiudichino il diritto costituzionale dei cittadini alla libertà di circolazione", concludendo che "nel caso in cui il blocco del servizio taxi dovesse protrarsi anche per la giornata di domani, la Commissione si riserva di adottare gli ulteriori provvedimenti di legge”.