Cronaca • Cronache italiane

Caso Eluana, la Procura generale attende le motivazioni della Corte d'Appello

10 luglio 2008
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La Procura generale sta aspettando che sia notificata ufficialmente la decisione della prima sezione civile della Corte d'Appello di Milano con la quale si autorizza Beppino Englaro a sospendere l'alimentazione artificiale della figlia Eluana, la donna di 37 anni in coma dal gennaio del '92, per la quale i giudici di Milano ieri hanno autorizzato la sospensione dell'alimentazione e idratazione forzata, prima di decidere se presentare ricorso in Cassazione contro il provvedimento stesso. Dopo la notifica del provvedimento, secondo quanto appreso a cura degli avvocati del padre di Eluana, la Procura generale avra' sessanta giorni di tempo per presentare l'impugnazione.

Intanto c'é scetticismo all'ospedale Alessandro Manzoni di Lecco su un eventuale trasferimento di Eluana in uno dei reparti per procedere all'interruzione del trattamento che la tiene in vita da oltre 16 anni in quanto è in stato vegetativo permanente. Da quanto si è saputo nell'azienda ospedaliera si ritiene che ci siano strutture più idonee come hospice o cliniche private in grado di assistere Eluana nella fase finale. Dell'eventuale trasferimento all'ospedale lecchese ne aveva parlato ieri la curatrice speciale di Eluana, l'avv.Franca Alessio, spiegando anche che nella struttura il professor Riccardo Massei, l'anestesista che seguì Eluana nel 1992 subito dopo l'incidente stradale che la portò al coma, è disponibile ad aiutare la famiglia Englaro e a dare assistenza alla donna e quindi seguire le indicazioni date dal decreto dei giudici milanesi.

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Di questa sua disponibilità il professore, come già ieri sera ha spiegato, ne ha sempre parlato anche in pubblico. Oggi pomeriggio, comunque, si terrà una riunione tra l'avvocato Franca Alessio, Beppino Englaro ,padre di Eluana, e i suoi legali per decidere come organizzarsi. La direzione generale dell'azienda ospedaliera di Lecco, come fa sapere l'ufficio stampa, sostiene sia "fuori luogo" rilasciare dichiarazioni in merito a un presunto ricovero di Eluana "come qualsiasi opinione su questa vicenda così drammatica".

LA CURATRICE, NON HA PIU' SENSO ASPETTARE - "Sono personalmente dell'idea di non aspettare perché il provvedimento dei giudici di Milano è immediatamente esecutivo e ritengo non ci sia spazio per un ricorso perché il decreto che autorizza la sospensione dei trattamenti che tengono in vita Eluana è ben motivato preciso e ineccepibile". Sono le parole dell'avvocato Franca Alessio la curatrice speciale di Eluana Englaro, la donna di 37 anni di Lecco, in coma dal 1992, e per la quale la prima sezione civile della Corte d'appello di Milano ha autorizzato l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione. L'avvocato Alessio che ieri era convinto di poter trasferire Eluana dalla clinica dove è attualmente all'azienda Ospedaliera di Lecco per l'ultima fase di questa dolorosa vicenda oggi ha invece dovuto ricredersi in quanto l'azienda ospedaliera non sarebbe disposta ad accogliere la donna. "Il medico invece c'é - ha proseguito il legale - perché il professor Riccardo Massei ha dato la sua disponibilità ad assistere Eluana. Ora quindi si tratta di trovare una struttura adeguata o hospice o in Italia o eventualmente all'estro". La curatrice di Eluana ha inoltre aggiunto che in questi giorni verrà presa una decisione "senza affanno ma neanche con un ritardo che ormai non ha più senso perché perderemmo ancora tempo".

ANESTESISTA, DECISIONE GIUSTA E NO RISCHI SOFFERENZA - Non ci sono rischi di sofferenza per Eluana in caso di sospensione dell'alimentazione forzata secondo Tommaso Ciacca, anestesista e rianimatore umbro che fa parte della direzione dell'associazione Luca Coscioni. Il medico, che ha seguito la vicenda di Giovanni Nuvoli, definisce "più che giusta" la decisione dei giudici di Milano. "Eluana - dice Ciacca parlando con l'ANSA - è in coma vegetativo permanente ormai da anni e non può provare alcuna sofferenza o psichica. Non è infatti in grado di reagire agli stimoli qualsiasi essi siano". Una condizione diversa da quella di Nuvoli che aveva chiesto di interrompere la ventilazione artificiale pur essendo cosciente. "In quel caso serviva sedarlo - ha spiegato Ciacca che venne fermato dai carabinieri prima che staccasse il respiratore - mentre per la Englaro non serve". Secondo l'esponente dell'associazione Luca Coscioni, la decisione dei giudici di Milano di autorizzare la sospensione dell'alimentazione per Eluana "é più che giusta perché coglie l'essenza della persona che è tale perché esprime una volontà". "In questo caso come in altri però - ha concluso Ciacca - la giustizia ha dovuto sopperire a un assenza politica e legislativa sulla questione del testamento biologico".

Fonte: ansa
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