Dopo un anno di indagini la SquadraMobile di Roma ha scoperto uno dei modi piu' ingegnosi, utilizzati dalla malavita comune ed organizzata, per sottrarsi all'esecuzione delle pene. Medici compiacenti, dietro compenso, certificavano tossicodipendenza ed alcolismo per consentire ai detenuti di ritornarein liberta'. Certificavano inoltre, falsamente, la regolare frequenza di programmi di riabilitazione consentendo cosi' agli ex detenuti di potersi muovere liberamente, fornendo loro anche un alibi in caso di consumazione di reato. Come spiega una nota della polizia, sono state sequestrate decine di cartelle cliniche presso il Policlinico "Gemelli". Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il giro di false certificazioni fornite ad esponenti di spicco della criminalita'. E' stato accertato che un'assistente sociale che svolgeva funzioni di segreteria presso il day hospital di psichiatria del Policlinico "Gemelli" provvedeva a fissare gli appuntamenti e a stabilire il costo delle false certificazioni. A rivolgersi ai sanitari compiacenti, sottolinea la nota, anche personaggi molto noti delle cronache giudiziarie, anch'essi arrestati per corruzione.L'operazione ha portato all'esecuzione di dodici ordinanze di custodia cautelare, eseguite in queste ore. Tra gli arrestati anche un medico in servizio presso il day hospital di psichiatria del Policlinico "Gemelli" di Roma. A lui, sottolinea una nota della polizia, si rivolgevano detenuti e noti esponenti della malavita per ottenere false certificazioni sanitarie epotersi cosi' sottrarre all'esecuzione della pene.
Secondo quanto emerso dall'inchiesta sulle false certificazioni sanitarie rilasciate a detenuti, condotta dal pubblico ministero Diana De Martino, la tariffa per ogni certificato rilasciato si aggirava attorno ai mille euro. La certificazione che stabiliva l'esistenza di depressioni da alcolismo e da tossicodipendenza venivano fornite allo scopo di agevolare l'uscita dal carcere di persone pregiudicate e comunque che non potevano essere rimesse in liberta'.