Cronaca • Cronache italiane

Sicurezza: sono 50 mila i baby rom mendicanti da 3 mila euro al mese

01 luglio 2008
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Rom capaci di guadagnare 3mila euroal mese. Accattoni, di cui non si conosce il numero preciso, ma il cuisfruttamento e' capace di assicurare un giro d'affari di quasi 2milioni di euro l'anno. E' questa l'entita' del business garantita dai piccoli schiavi che emerge incrociando i dati dell'Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia con le stime dell'Unita' del Dipartimento italiano di Polizia criminale per i minori. Sono 50mila i bambini, secondo l'Osservatorio, costretti all'accattonaggio

Sicinform
sulle strade italiane. Soprattutto romeni, tra i 2 e i 12 anni, sfruttati da organizzazioni criminali o direttamente dalle famiglie. Schiavi capaci di guadagnare in media 100 euro al giorno, secondo la polizia. Difficile valutare, secondo gli esperti, il reale guadagno per chi gestisce la tratta. Non esiste una banca dati ufficiale per le vittime dell'accattonaggio. Secondo l'ultimo rapportoMigrantes i rom sono 140mila, per il 60% stanziali: degli altri la meta' e' seminomade, e l'altra e' costituita dai sinti: circensi o giostrai, artisti che viaggiano continuamente. Una 'tribu'' la cui meta' e' costituita da bambini al di sotto dei 14 anni. Un esercito che non tiene conto dei minori arrivati in Italia in modo clandestino. Dal primo gennaio, inoltre, i piccoli romeni non vengono piu' registrati dal Comitato minori stranieri, ne' in nessun altro organo centrale. Cosi' tanti diventano fantasmi di cuinon si conosce il percorso una volta sbarcati in Italia. Difficile strapparli alla strada, prede facile dei diversi mercati illegali: dalla prostituzione ai borseggi, dalla spaccio di droga al lavoro nero.


Baby mendicanti presenti agli angoli delle strade ma il cui sfruttamento e' quasi invisibile nel registro dei reati. Le denunce nel 2006 hanno toccato in alcune citta' incrementi a tre cifre, arrivando anche al 1500%, ma le organizzazioni che gestiscono il business non ne hanno risentito: negli ultimi 2 anni si contano meno di 10 persone arrestate. Un fenomeno in aumento: 540 denunce nel 2006 contro le 455 dell'anno precedente. Secondo le stime della Polizia, relative al 2005e riportate dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, in Italia si contano 455 segnalazioni per impiego di minori in attivita' di accattonaggio: 449 denunce e 6 arresti. Una segnalazione su cinque riguarda la Lombardia (90), seguita dalla Puglia con 77 di cui 4 arresti. Ancora la Sicilia con 48segnalazioni e il Lazio con 42 denunce di cui 2 arresti. In soli dodici mesi, secondo i dati della polizia illustrati in una seduta al Senato dell'esponente di Rifondazione Comunista Tiziana Valpiana, sono 85 in piu' le denunce. Un boom a tre cifre per alcune citta': Taranto ha registrato un incremento delle denunce del 1.500%, Lecce dell'800% e Siracusa del 700%.

Una battaglia per la legalita' che si scontra anche con la difficolta' di strutture di accoglienza non sufficienti econ le stesse vittime, pronte a scappare dai posti di ricovero. Non basta strapparli dalle strade: in molti casi i familiari riescono a ottenerne l'affidamento. Complicato togliere la potesta' ai genitori anche se e' la stessa famiglia a incitarne lo sfruttamento, cosi' come attuare il rimpatrio assistito. Una tratta di schiavi che la Giustizia punisce con la legge 228 del 2003: dagli 8 ai 20 anni di carcere, e pene aumentate se la vittima e' minorenne. Dal 7 settembre 2003 al 31 maggio 2005, secondo il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, sono stati 10 i minorenni vittime di tratta. Per i reati di schiavitu', gli under 18 segnalati come vittime sono stati 115, mentre il reato di riduzione e mantenimento in schiavitu', invece, ne ha coinvolti 111. Le vittime minorenni sono circa il 30%. Il 60% dei casi rilevati interessa la Procura di Roma con 68 minorenni coinvolti, seguita da Napoli con 14. Numeri che non rendono il fenomeno se si pensa che, secondo l'Opera nomadi solo nel Lazio sarebbero almeno 8mila i piccoli mendicanti.

Minori, solo per l'anagrafe. Lavoratori in nero a tutti gli effetti. Spesso soli. Al 30 giugno 2007 i bambini non accompagnati, cioe' senza assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di un affidatario, segnalati al Comitato minori stranieri, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, risultavano6.572. Piccoli provenienti per la maggior parte da Marocco (24%), Albania (18,5%) e Palestina (14%). Una classifica che vedeva in testa,prima del suo ingresso nell'Unione europea, la Romania con il 36% dei piccoli censiti. Vittime per lo piu' adolescenti: il 56% ha 15 o 16 anni, l'11% ha tra i 7 e i 14 anni. A detenere la leadership sono i maschi: oltre il 90%. Sicilia, Lombardia e Piemonte le regioni che accolgono piu' minori non accompagnati: complessivamente ne 'accudiscono' piu' della meta'. Nel 2006 sono sbarcati sulle nostre coste, secondo dati dello stesso ministero dell'Interno, 1.335 minorenni, di cui 972 non accompagnati. Nei primi sei mesi del 2007 gli sbarchi ci hanno consegnato 529 minori di cui 446 arrivati da soli. Lo scorso anno sonostati 34 i piccoli che hanno chiesto asilo. Alla fine di maggio 2007 sono stati 29. Per affrontare il problema la legge sulla tratta di persone prevede all'articolo 12 l'istituzione presso la Presidenza delConsiglio dei ministri di un Fondo per le misure anti-tratta destinatoal finanziamento di programmi di assistenza, di protezione e di integrazione sociale in favore delle vittime. Istruzione, strutture di accoglienza, assistenza sanitaria: le parole chiavi con cui l'Italia costruisce la sua sfida alle organizzazioni criminali. Un percorso che non puo' fare a meno, come si sottolinea nell'articolo 14 sulle misure per la prevenzione, di ''incontri internazionali e campagne di informazione anche all'internodei Paesi di prevalente provenienza delle vittime del traffico di persone''.

Fonte: adnkronos
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