"E' stato ucciso un'altra volta". "Giuro che trovo tutti i soldi e glieli porto a Del Papa. Ma c'e' una condizione, pero': lui deve riportarmi qui mio marito. Vivo". Morena Sabatini e Fiorella Grasselli, due delle vedove degli operai rimasti uccisi nell'incidente della Umbria Ollii di Campello sul Clitunno, vicino Spoleto, intervengono cosi' in un'inchiesta de "La Repubblica" sulla richiesta di risarcimento
alle famiglie degli operai avanzata dal proprietario dell'azienda Giorgio Del Papa.
Fiorella quindi sottolinea che il signor Del Papa "non si e' mai nemmeno degnato di mandare le condoglianze". E Del Papa, sempre dalle pagine del quotidiano romano, afferma a sua volta: "Ma io non pretendo davvero quei soldi dai familiari delle vittime. Il mio e' un messaggio, perche' i politici mi hanno abbandonato: hanno scelto me come capro espiatorio per le morti bianche. Ma io non ho responsabilita' per quello che e' successo".
'E' inaccettabile l'assurda richiesta di 35 milioni di euro avanzata dall'impresa ai familiari delle vittime della Umbria Olii''. E' quanto affermano in una nota congiunta i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Paola Agnello Modica, Renzo Bellini e Paolo Carcassi, in merito alla richiesta di risarcimento avanzata dall'azienda olearia spoletina per il devastante incendio avvenuto nel novembre del 2006, nel quale persero la vita quattro operai.
''Ribaltare le responsabilità - aggiungono i sindacalisti - su chi ha subito drammaticamente le conseguenze della mancata predisposizione della sicurezza offende non solo le vittime, ma tutti i lavoratori''. ''E' indispensabile - sostengono - che venga attuato il Testo del recente D. Lgs. 81 'Testo Unico sulla Sicurezza nel Lavoro' rendendo concrete ed esigibili le norme adottate ed emanando i provvedimenti che sono previsti, indispensabili per dare realtà a quanto è sulla carta''.
Il Governo, continuano, ''non deve rendersi responsabile della mancata attuazione della legge e deve altresì interrompere i continui e reiterati interventi, attuati con decreti legge, che sospendono o modificano parti del Testo Unico, senza nessun confronto con le Parti ed il Sindacato''.
Cgil, Cisl e Uil, concludono Agnello Modica, Bellini e Carcassi, ''hanno chiesto un urgente incontro al Governo ed ai Capigruppo Parlamentari per esprimere la loro viva preoccupazione e la contrarietà ad interventi non condivisibili nel metodo e che nel merito rischiano di stravolgere quanto contenuto nel 'Testo Unico' sulla sicurezza''.