I legali dei familiari di Enrico De Pedis, il boss della Banda della Magliana ucciso nel gennaio 1990, hanno confermato oggi ai pm che indagano sulla scomparsa di Emanuela Orlandi la disponibilità dei loro assistiti a far ispezionare la tomba del loro congiunto, sepolto nella basilica di Sant'Apollinare, nel centro di Roma.
Gli avvocati Maurilio Prioreschi e Lorenzo Radogna hanno incontrato il pubblico ministero Andrea De Gasperis, titolare degli accertamenti insieme con i colleghi Simona Maisto e Roberto Staffa, e gli hanno rappresentato, secondo quanto si è appreso, che i familiari di De Pedis, in particolare i fratelli e la vedova, non hanno nulla in contrario alla riapertura della tomba soprattutto per fugare tutti i sospetti che circondano quella sepoltura. L'intenzione dei familiari di "Renatino", una volta eseguita l'ispezione, è quella di procedere alla cremazione dei resti.
In questi giorni la procura sta valutando l'eventualità di chiedere al Vaticano di poter controllare il sepolcro. A parlare dell'opportunità di "andare a vedere cosa c'é nella tomba di De Pedis" se si vuole fare luce sul caso Orlandi era stata una telefonata arrivata al programma "Chi l'ha visto?". Gli stessi legali dei familiari di De Pedis presenteranno nei prossimi giorni una querela nei confronti di Sabrina Minardi, l'ex amante del boss che ha chiamato in causa la Banda della Magliana a proposito del caso Orlandi. Con l'uscita di scena di Italo Ormanni, che da domani sarà a capo del Dipartimento Affari di Giustizia del ministero della Giustizia, sarà direttamente il procuratore della repubblica Giovanni Ferrara a coordinare le indagini sulla scomparsa della ragazza, avvenuta 25 anni fa.