Cronaca • Cronache italiane

Orlandi. Un giallo nel giallo, potrebbe essere risolto in breve tempo se la Santa Sede autorizza l'ispezione nella tomba del boss De Pedis.

26 giugno 2008
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Un giallo nel giallo, un mistero nel mistero, che . Gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta sulla sparizione di Emanuela Orlandi stanno prendendo in esame la possibilità di chiedere al Vaticano di ispezionare la tomba di Enrico De Pedis, il boss della Banda della Magliana, indicato dalla sua ex compagna, Sabrina Minardi, di aver sequestrato, su mandato del cardinale Marcinkus, la minorenne e di averne gettato il cadavere in una betoniera. 

A piazzale Clodio, secondo quanto si è appreso, potrebbe essere valutata a breve la possibilità di verificare se la chiesa romana di Sant'Apollinare, dove si trovano i resti di 'Renatino', ucciso in un agguato nel febbraio 1990, sia o meno sotto la giurisdizione dello Stato Vaticano. 

L'eventuale ispezione della tomba, che comunque dovrebbe essere autorizzata dalla Santa Sede, è stata più volte sollecitata dai familiari della giovane scomparsa. Durante una trasmissione di "Chi l'ha visto" di qualche anno fa andò in onda la telefonata di un uomo il quale sosteneva che per scoprire la verità sulla ragazza scomparsa 25 anni fa si doveva "andare a vedere nella tomba di De Pedis". In passato, alla richiesta di notizie sui motivi della sepoltura di 'Renatino' a Sant'Apollinare, il Vaticano non ha mai risposto agli inquirenti. 

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Nel 2005 inoltre il Vicariato di Roma non autorizzò la riesumazione del cadavere di De Pedis. A parlare del mistero della sepoltura è stata la stessa Minardi agli inquirenti: secondo la donna, la sepoltura nella basilica scaturì dalle offerte, di svariati miliardi a quanto pare, fatte dalla moglie di De Pedis. Tra i tanti misteri che avvolgono la scomparsa della giovane Emanuela Orlandi, uccisa e gettata in una betoniera in un cantiere di Torvaianica, secondo la testimone, quello forse più suggestivo ha come scenario proprio la Basilica di Sant'Apollinare. La chiesa è diventata in questi 25 anni il raccordo virtuale, ma anche concreto tra la vicenda della sparizione della quindicenne e la Banda della Magliana. 

Nella Basilica vicino a Piazza Navona venne sepolto De Pedis, dopo essere stato ucciso a colpi di pistola, nelle camere mortuarie sotterranee della Basilica il 24 aprile 1990, dopo una prima tumulazione frettolosa al Verano. E secondo la 'leggenda' che aleggiava sul caso Orlandi i resti di Emanuela Orlandi riposerebbero proprio dietro la lapide con inciso il nome di de Pedis. Una sepoltura, che aveva suscitato perplessità in ambienti non solo cattolici, che era stata decisa dal cardinale vicario Ugo Poletti, e sollecitata dal rettore della Basilica Piero Vergari. I dubbi riguardavano proprio il curriculum criminale di Renatino ma, nonostante ciò, a De Pedis fu assicurato l'estremo riposo in un luogo sacro, privilegio riservato in passato alle alte sfere del clero e alle famiglie patrizie romane.

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