Operazione contro il traffico di stupefacenti per la la Squadra Mobile di Milano. Gli uomini della Polizia, stanno eseguendo 29 ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio nel quartiere di Quarto Oggiaro. Di queste 29 ordinanze - è spiegato in una nota - 24 sono state emesse dal Gip presso il Tribunale di Milano e 5 dal Gip presso il Tribunale dei minori. Tre ordinanze, invece, stanno per essere eseguite a Trieste.
Le persone raggiunte dagli ordini di custodia, viene osservato ancora, dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio di cocaina. Gli arresti sono legati alla conclusione di una attività investigativa iniziata nel luglio del 2007: attività, condotta dagli uomini del commissariato di Quarto Oggiaro, che ha già portato all'arresto, in passato, di 14 persone.
L'operazione condotta dalla Squadra Mobile è iniziata alle prime luci dell'alba e ha coinvolto decine di agenti intervenuti nel quartiere alla periferia nord-ovest della città. Le indagini - osserva una nota della Questura - hanno consentito di individuare una struttura criminale ben organizzata alla cui testa si segnalano le famiglie crotonesi Sabatino-Carvelli egemoni, nella zona, per quanto riguarda il traffico di sostanze stupefacenti. In particolare, l'azione della Polizia ha permesso di individuare l'esistenza di un mercato - soprattutto di cocaina - a cielo aperto, grazie a un organizzato sistema di 'cavallini' e vedette, spesso minorenni, capaci sia di smerciare ingenti quantitativi di droga, sia di controllare, in modo capillare, il territorio.
L'attività investigativa diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha permesso il monitoraggio di numerose cessioni di droga - tale da giustificare arresti in flagranza di reato - e la ricostruzione del gruppo criminale, il cui vertice é rappresentato da Mario Carvelli. Un gruppo, viene osservato, organizzato in maniera puntuale e precisa con una ripartizione scientifica dei compiti sia per l'approvvigionamento di droga che per il costante rifornimento ai pusher oltre che per il controllo del territorio di competenza: questo al fine di prevenire possibili sconfinamenti di gruppi rivali e attività repressive delle forze dell'ordine.