Cronaca • Cronache italiane

Il cemento non arretra, è il peggior nemico dellle coste italiane. Alla Campania la maglia nera, Sicilia al terzo posto.

24 giugno 2008
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 E' sempre il cemento il peggior nemico del mare italiano, secondo quanto emerge dai risultati del dossier di Legambiente, 'Mare monstrum 2008', presentato stamani a Roma in occasione della partenza della 23/a edizione di Goletta Verde, la campagna di monitoraggio organizzata dall' associazione lungo le nostre coste. Sia che si tratti di una villetta con vista mare, di un albergo o di un nuovo porto turistico, le costruzioni illegali sul demanio marittimo sono in cima alla lista dei mali del nostro mare, riferisce il dossier.

 In particolare, nel 2007 intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce. Considerando poi anche le altre voci (inquinamento, depurazione, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione) nel 2007 i reati ai danni del mare e delle coste italiane sono stati 14.315, quasi 2 infrazioni a chilometro lungo i 7.400 di costa del Belpaese. Diminuite rispetto all'anno precedente, (erano 19.063 nel 2006), vedono triplicare però il numero dei "colpevoli" (+276,8%) e salire lievemente anche i sequestri (+2,9%).

Sicinform


A guidare la classifica delle regioni e' la Campania, con 2.355 infrazioni accertate dalle forze dell' ordine e dalle Capitanerie di porto, 2.697 persone denunciate o arrestate e 778 sequestri effettuati, seguita da Puglia (2.184 infrazioni) e Sicilia (2.039). Calabria 4/a con 1.675 infrazioni, Sardegna 5/a con 1.154 infrazioni.

 "Sostanzialmente quello che emerge dal dossier - ha spiegato Sebastiano Venneri, vicepresidente e responsabile mare di Legambiente - è che in riva al mare il businnes del mattone non teme confronti e ormai non riguarda più solo case di villeggiatura ma grandi speculazioni immobiliari che vanno dalle megastrutture alberghiere, ai parcheggi fino ai nuovi porti e che non risparmiano neanche le aree protette". In tal senso un caso su tutti: l'abusivismo edilizio lungo i 38 km della Riserva Marina di Capo Rizzuto in Calabria.

Fonte: ansa
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