Cronaca • Cronache italiane

“La Orlandi fu uccisa da De Pedis. Il movente? Recuperare i soldi prestati da Calvi allo Ior”. Lo rivela Antonio Mancini, ex vertice della banda della Magnana

24 giugno 2008
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Per Antonio Mancini, soprannominato 'accattone', oggi agli arresti domiciliari ed ex vertice della Banda della Magliana, Emanuela Orlandi non fu rapita per uno scambio con Ali' Agca ma, afferma in un'intervista "Il Messaggero"realizzata attraverso il suo legale Ennio Sciamanna, "per soldi, sempre i soldi". "La banda -spiega Mancini- aveva prestato cifre da capogiro a Roberto Calvi, soldi girati al Vaticano".

"Soldi -continua Mancini- che dovevano tornare prima o poi a casa". E, interpellato sulla possibilita' che la famiglia Orlandi fosse stata davvero cosi' importante da poter essere 'oggetto' di trattative, il pentito della Banda afferma: "Secondo me si', ma non mi vorrei sbilanciare".

Quindi su chi rapi' Emanuela Orlandi e se oggi la supertestimone dice cose verosimili, Mancini sottolinea: "In parte si'. Emanuela Orlandi fu sequestrata da Enrico De Pedis. Le trattative per il rilascio furono gestite in alto. Molto in alto. Per me -aggiunge ancora- De Pedis ammazzo' la Orlandi e provo' ad andare avanti lo stesso con le trattative. Pero' ad un certo punto il Vaticano capi' come poteva essere andata e scatto' il panico".

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Secondo Mancini, inoltre, De Pedis e' sepolto nella chiesa di Sant'Apollinare "perche' ottenne anche questo nelle trattative".

"De Pedis -sottolinea- era religiosissimo. Si', ammazzava la gente, ma era regligioso". Mancini conferma che il gruppo aveva le mani in pasta in affari di alto livello e ricorda come "il documento falso in cui si parlava del cadavere di Moro nel lago della Duchessa lo fece Antonio Chinchiarelli, uno di noi".

"Dal nostro arsenale -afferma ancora- usci' la pistola che uccise Mino Pecorelli e le armi usate per il depistaggio sulla strage di Bologna. Verissimo", sottolinea inoltre Mancini, che loro individuarono la prigione di Moro. "Ce lo chiese -riferisce- Raffaele Cutolo di darci da fare, e trovammo la casa".

"Io penso che la nuova testimone non sia del tutto attentibile. Dice delle cose che sono un po' contrastanti". Lo afferma in un'intervista al ''Messaggero" la sorella di Emanuela Orlandi, Natalina Orlandi, che aggiunge: "Credo, pero', che la pista internazionale, quella dei Lupi grigi e dell'attentato al Papa, non siano in contrapposizione con la Banda della Magliana. Una non esclude l'altra".

Per Natalina Orlandi "e' un'ipotesi", e non va escluso che qualcuno della Banda possa aver prelevato Emanuela per conto dei Lupi grigi. "Noi -dice- abbiamo ricevuto tante telefonate, tante minacce. Ci sono arrivati messaggi scritti da lei, la sua tessera della scuola di musica. Quello che escludo categoricamente e' che Emanuela si sia allontanata volontariamente".

"Mia madre -continua- e' una donna molto religiosa e crede che potrebbe bastare una preghiera del Papa, una sua parola, per scuotere le coscienze. Si aspetta che un suo intervento possa essere d'aiuto. Io -dice ancora- spero che chi sa decida finalmente di parlare. Qualcuno l'ha portata via, forse l'hanno scelta dopo aver fallito qualche altro tentativo di sequestro. Non era lei che volevano. Presero Emanuela -aggiunge- dopo che falli' il tentativo di sequestro del segretario particolare del Papa".
 

Fonte: adnkronos
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