L'aver permesso di ricorrere all'interruzione della gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze". Lo ha detto il Papa agli esponenti del Movimento per la vita ricevuti a 30 anni dalla approvazione in Italia della legge 194 sulla interruzione di gravidanza??
AIUTARE LA FAMIGLIA CON OGNI MEZZO LEGISLATIVO ?
''Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno''. Lo ha chiesto il Papa, nell'udienza ai rappresentanti del Movimento per la vita, ricevuti a 30 anni dalla approvazione in Italia della legge 194 sull'interruzione di gravidanza. E le Istituzioni devono ''di nuovo'' porre vita e famiglia ''al centro''.??"Certamente - ha ricordato il Papa - molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l'aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell'esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall'altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all'accoglienza della vita, e alla tutela dell'istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna".
Ma, ha osservato ancora Benedetto XVI, "diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono.
La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l'impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli, sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l'esigenza dell'amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro". E qui ha inserito l'appello alle Istituzioni a porre "di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l'attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa".
"Occorre - ha sottolineato - aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno".ISRAELE ASSICURI VIVIBILITA' A PALESTINESI E CRISTIANI ?Il Papa chiede al governo israeliano di concedere maggior libertà di movimento ai palestinesi che si spostano per lavoro. Chiede inoltre l'aiuto di Israele perché i cristiani in Terra santa smettano di emigrare, e si ponga fine all'"allarmante declino" della presenza cristiana in Terra santa.
"Vorrei sollecitare il suo governo - ha detto Benedetto XVI al nuovo ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, Mordechay Lewy - a fare uno sforzo per alleviare le sofferenze della comunità palestinese , concedendole la libertà necessaria per muoversi per i propri legittimi impegni, inclusi i viaggi per raggiungere i luoghi di lavoro, così che possano godere di maggior pace e sicurezza". Ricevendo il nuovo ambasciatore Papa ha apprezzato lo "sforzo" del governo israeliano per il successo del processo di Annapolis.
Ha ribadito che "la Santa Sede riconosce il legittimo bisogno di Israele per la sicurezza e la difesa e condanna con forza ogni forma di antisemitismo. E ricorda anche - ha aggiunto - che tutti i popoli hanno il diritto a uguali opportunità". La soluzione di queste questioni, ha osservato, va trovata "nel contesto del processo di pace in Medio oriente".
Circa il declino della presenza cristiana in Terra santa papa Ratzinger ha pregato che "in conseguenza della crescente amicizia tra Israele e Santa Sede, si trovino strade per rassicurare la comunità cristiana così che essa possa sperimentare la speranza di una pace sicura nella terra dei suoi precursori, senza sentire una pressione a lasciarla per stabilirsi in altri luoghi del mondo".??
Il Papa ha chiesto al nuovo ambasciatore di Israele presso la Santa Sede che il suo governo assicuri ai palestinesi la "libertà necessaria per muoversi per i propri legittimi impegni, inclusi i viaggi verso i luoghi di culto, così che possano godere di maggior pace e sicurezza". Riferendosi agli accordi già raggiunti e ai negoziati ancora in corso con Israele, sulle esenzioni fiscali per le istituzioni ecclesiastiche, il Papa ha auspicato che questr "vengano integrate nel sistema legale israeliano così da fornire una durevole base per una fruttuosa cooperazione".
Affrontando l'intero spettro delle questioni in sospeso tra Vaticano e Israele, papa Ratzinger ha quindi ricordato al neoambasciatore il problema dei visti per il personale ecclesiastico. "Sono certo - ha sottolineato - che si farà il possibile per facilitare la soluzione dei problemi in modo accettabile per tutte le parti. Solo quando queste difficoltà saranno superate - ha spiegato - la Chiesa sarà in grado di portare avanti liberamente la propria missione religiosa, educativa, morale e caritativa nella terra dove essa è nata".