Cronaca • Cronache italiane

Preso il piromane che "illuminava" le notti fiorentine. Aveva bruciato 60 auto in poche settimane. Una carriera da incendiario lunga 20 anni

10 maggio 2008
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Dovrebbero essere finiti gli incubi notturni dei fiorentini, da alcune settimane alle prese con un piromane che in poco tempo ha bruciato 60 auto in una ventina di raid incendiari in diversi punti della citta': stanotte intorno alle 2 polizia e carabinieri hanno fermato il presunto autore dei rogho, il fiorentino 37enne Francesco Nassi. L'uomo e' stato colto quasi in flagranza di reato, mentre aveva appena finito di dare fuoco a un'autoin via Francesco Nullo, in zona stadio; poco prima avrebbe dato alle fiamme altre due automobili in via Cadorna. Il curriculum di piromane di Francesco Nassi e' lungo quasi 20 anni. Nel 1989, a soli 18 anni, era stato arrestato per incendio, truffa e ricettazione. Nel 1998 venne arrestato per l'incendio avvenuto il 14 febbraio di quell'anno all'Hotel Sant'Anna di Roma, chesorge in Borgo Pio: ci furono 14 feriti. Sempre nel 1998 incendio' l'hotel 'Le Conchiglie' di Riccione. Venne condannato nel 2002 a due anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato, perche' giudicato responsabile di alcuni roghi avvenuti a Firenze, che colpirono camper,motorini, il telone di una pizzeria e alcuni cassonetti nel gennaio 1997. Nel 1998 brucio' la palestra 'Body's Gim': in quell'occasione, Nassi dette fuoco alla struttura perche' il personal trainer si era rifiutato di accompagnarlo a casa. L'uomo soffre di crisi depressive ed e' in cura con gli psicofarmaci. Gia' in passato, durante un processo, una perizia gli riconobbe la seminfermita' mentale. Stanotte, dopo il fermo, Nassi si e' sentito male ed e' stato ricoverato all'ospedale di Santa Maria Nuova, dove e' piantonato. L'uomo, secondo quanto spiegato dal capo della Squadra Mobile di Firenze, Filippo Ferri, ha negato ogni addebito. E' stato un filmato ripreso dalle telecamere di unistituto di vigilanza privato a dare una svolta alle indagini che poi hanno portato, stanotte, al fermo di Francesco Nassi. La squadra anti-piromane coordinata dalla Questura, nel corso delle indagini, aveva convocato tassisti e istituti di vigilanza privati, perche' collaborassero all'inchiesta. Alcuni giorni fa un dipendente della 'Securtel' di Scandicci ha fornito un filmato risalente al 21 marzo, in cui si vede un uomo, che scende da una 'Saab', si avvicina a un autolavaggio, prende delle taniche, e poco dopo delle macchine vanno a fuoco. Benche' le immaginifossero sfuocate, gli inquirenti sono riusciti ad appurare che, sui 12sospettati tenuti d'occhio dall'inizio delle indagini, uno di loro aveva una Saab. Da qui e' iniziata la caccia all'uomo che, ogni notte, ha visto impegnati 200 agenti fra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Guardia di Finanza. Si sono divisi la citta' in 36 sottosettori: 10 controllati da uomini in borghese, 26 da quelli in divisa. Inoltre, come ha ricordato il Comandante provinciale dei Carabinieri, Francesco Benedetto, si e' fatto ricorso anche al Ris, per capire il profilo psicologico del piromane. Finche', dopo lunghi pedinamenti, le forze dell'ordine sono riusciti a coglierlo quasi sul fatto, mentre dava fuoco a un'auto in zona stadio. Per incendiare le auto, l'uomo usava un liquido infiammabile, e non la diavolina, come era emerso in un primo momento. Le forze dell'ordine hanno trovato, durante le perquisizioni domiciliari, 14 grosse taniche di benzina e 25 bombolette di gas infiammabile contenente gpl. Taniche e bombolette erano sia nella casadi lungarno Colombo, dove Nassi vive con la madre, sia in altri due locali di proprieta' sua e dei familiari. Secondo quanto spiegato dagli inquirenti, per avviare i roghi l'uomo usava il liquido infiammabile, che incendiava con le bombolette utilizzate come lanciafiamme, e si serviva anche di stracci in materiale sintetico peravviare piu' lentamente la combustione: in questo modo aveva il tempo di allontanarsi dal luogo dell'incendio e di non essere colto in flagranza di reato. I vigili del fuoco ritengono che il gas e la sostanza gommosa contenuti nelle bombolette fossero la miscela usata dal piromane per accendere il fuoco alle gomme delle auto in sosta e da qui provocare la loro distruzione per incendio. Tra il momento in cui appiccava il rogo e l'effettivo divampare delle fiamme, passavano sempre alcune decine di secondi, e il piromane era cosi' riuscito, fino a stanotte, a far perdere le tracce. In passato Francesco Nassi aveva lavorato in alcune televisioni locali della Toscana, dove presentava alcune televendite: in particolare, hanno notato gli inquirenti, l'uomo vendeva piscine. Quella della televisone era un passione: era stato, negli anni passati, anche 'capoclaque' in una trasmissione su un'importante emittente nazionale privata. Nell'ultimo periodo la follia incendiariadell'uomo si sarebbe riaccesa, e dal 21 aprile a oggi, in 20 raid, ha dato alle fiamme 63 auto, comprese quelle di stanotte. C'era stato un breve periodo di inattivita', tra il 30 aprile e il 6 maggio, dovuto al fatto che Nassi era stato arrestato per furto di un navigatore satellitare da un'auto in provincia di Siena, ed era stato in carcere per tre giorni. Poi era tornato a colpire nella notte tra mercoledi' egiovedi', e infine ieri sera. ''Proviamo una gioia incontenibile per aver dato una risposta alla citta', che viveva nell'ansia notturna'', ha detto il questore di Firenze, Francesco Tagliente, che si e' detto soddisfatto aver risolto un caso ''che ha richiesto una indagine complessa'' e ha sottolineato l'efficacia del lavoro svolto in sinergia tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale, coordinati dal sostituto procuratore dellaRepubblica di Firenze, Luigi Bocciolini. ''Non escludiamo - ha aggiunto Tagliente - che le azioni del piromane, nei giorni scorsi possano essere state emulate da qualcuno. E non escludiamo che altri emuli possano entrare in azione. Ce lo aspettiamo. Da tempo seguivamo piu' piste per individuare il responsabile degli incendi dolosi ma non le riveliamo perche' temiamo che ci siano stati uno o piu' emuli''. ''Mi compiaccio con le Forze di Polizia per la brillante operazione di stanotte - ha dichiarato il prefetto di Firenze Andrea De Martino -. Una sfida inutile alla citta' ed ai suoi abitanti quella del piromane che si e' conclusa con un altro successo delle Forze dell'Ordine frutto di professionalita' e tenacia. Per giorni con impegno non comune di uomini e mezzi, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Polizia Municipale di Firenze hanno battuto il territorio controllando le zone individuate negli orari a maggior rischio secondo strategie coordinate ed avvalendosi anche delle preziose indicazioni fornite dai Vigili del Fuoco''. Ora proseguono leindagini per appurare se tutte e 63 le auto bruciate sono da imputare a Nassi, o se ci siano stati degli ''emuli''. A dirlo, saranno le perizie tecnico-scientifiche sulle carcasse dei veicoli. 

Fonte: adnkronos
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