In cinquemila stanno sfilando al corteo 'Free Palestine' per boicottare la presenza di Israele alla Fiera del Libro di Torino. In testa un gruppo di manifestanti sorreggono una enorme bandiera palestinese. Seguono diversi gli striscioni a sostegno della Palestina. In alcuni si legge: "Boicotta Israele sostieni la Palestina", "I comunisti a fianco del popolo palestinese" e "Con la resistenza palestinese". Poi slogan contro Israele e tante bandiere, tra cui quelle dei Comunisti italiani e della pace. Tutto in un clima finora di tranquillità. Per precauzione, però, molti dei negozianti lungo il percorso del corteo hanno deciso di rimanere chiusi.
Il corteo partito da Corso Marconi ha attraversato via Madama Cristina, poi passerà piazza Carducci e via Genova per terminare a piazzale Filzi, circa duecento metri di distanza dall'ingresso del Lingotto, sede della Fiera, come disposto dalla Questura. I punti nevralgici della città sono sorvegliati con discrezione da circa 1.000 agenti, di cui numerosi proprio intorno all'area del Lingotto, la cosidetta 'zona rossa' (chiamata così dai contestatori).

In piazza con i manifestanti c'è anche il leader del Pcl Marco Ferrando. "Sono sorpreso -ha sottolineato - dall'assenza degli stati maggiori della sinistra italiana, ma la trovo una cosa scandalosa che sia soltanto il Partito comunista dei lavoratori, nei fatti la forza più significativa e riconoscibile in questa manifestazione".
Ci sono anche esponenti dell'Uda, l'Unione democratica arabo-palestinese. "Siamo qui -ha spiegato Shokri Hroub- per denunciare la legittima lotta della Palestina e chi legittima l'occupazione dello Stato di Israele. Se viene invitato alla fiera del Libro Israele per una normalizzazione morale è un'operazione molto pericolosa e chi ha promosso questa iniziativa non è per la pace ma è schierato a fianco di chi occupa".
In merito al corteo, il
presidente del Senato Renato Schifani, oggi in visita alla Fiera, ha detto che "se dovesse essere una manifestazione pacata e civile rientrerebbe nell'alveo della costituzionalità.
Ove si dovesse assistere a scene di violenza o a scene esecrabili di bandiere bruciate sarebbe da condannare e tutte le forze politiche, globalmente, di centrodestra e di centrosinistra ne dovrebbero prendere le dovute distanze".
Schifani ha poi spiegato che "
abbiamo voluto significare con questa presenza innanzitutto la vicinanza del nostro Paese a Israele". Da tempo, infatti, ha proseguito il presidente di Palazzo Madama, "siamo impegnati perché Israele possa vivere in libertà e sicurezza" augurando "che questa grande iniziativa possa costituire un momento di dibattito culturale che ponga la centralità della convivenza tra le popolazioni mediando tra le varie sensibilità e rinnegando ogni forma di violenza e di radicalismo che non giova alla pace nel mondo".
In visita alla Fiera oggi anche Sandro Bondi ed Emma Bonino. Il ministro dei Beni culturali si è detto
d'accordo "con le parole pronunciate dal presidente della Repubblica qui alla Fiera: la cultura è strettamente legata alla libertà e al dialogo e questi aspetti sono inscindibili fra loro". Dunque, sottolineando che "è un titolo d'onore per la Fiera del Libro aver invitato Israele", Bondi ha poi affermato di essere "
felice di fare la mia prima visita da ministro alla Fiera del Libro di Torino, perché amo i libri e amo il loro profumo".
Mentre la Bonino riferendosi al corteo di oggi ha sottolineato: "Sulle manifestazioni non ho mai troppi problemi a patto che rispettino tre condizioni: siano non violente, non intralcino la vita cittadina e siano rispettose delle diverse posizioni e non ci siano negazioni nella storia".