Restano in carcere i cinque ragazzi accusati delpestaggio mortale di Nicola Tommasoli. A deciderlo il Gip di Verona, Sandro Sperandio, che ha convalidato il fermo e respinto l'istanza di arresti domiciliari.
Il giudice si era preso alcune ore per deliberare poi, verso le 14 ha riconvocato i legali dei giovani e si è espresso: per tutti sussiste il pericolo di fuga che motiva la custodia in carcere. Al momento la posizione meno pesante risulterebbe essere quella di Andrea Vesentini che comunque rimane in carcere.
Come previsto, durante l'interrogatorio di garanzia avvenuto nel carcere di Montorio della città scaligera, in quattro - Guglielmo Corsi, Raffaele Dalle Donne, Nicolò Veneri e Federico Perini - si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre Andrea Vesentini ha dato al Gip la sua versione dei fatti.
Il giovane nei giorni scorsi già aveva spiegato di non essere stato coinvolto attivamente nella rissa avvenuta la notte tre il 30 aprile ed il primo maggio scorsi, ma, anzi, di essersi prodigato nel tentativo disperato di dividere i contendenti.
Diversa invece la posizione degli altri quattro indagati che hanno scelto la via del silenzio in attesa dei risultati definitivi dell'autopsia. E' proprio sulla base di quanto il medico legale scriverà sulla sua relazione che si giocherà la partita relativa al reato da attribuire al quintetto: omicidio volontario in caso fossero rilevate lesioni inferte con violenza tali da fare intendere la volontà di uccidere oppure, come ipotizzato dalla difesa, morte della vittima in conseguenza di altro reato se venisse comprovata invece l'esistenza per Tommasoli di una eventuale patologia alla testa. i
Il video mostra alcuni ragazzi che escono da una strada ed entrano in contatto con altri per poi andar via sotto un porticato. In quel momento sarebbe avvenuta l'aggressione che e' costata la vita a Nicola Tommasoli. Le immagini sono state riprese dalle telecamere fisse di una biblioteca sul lato di via Cappello a Verona.