Il Sindaco di Verona si è accorto che c’è teppismo, delinquenza, razzismo nella sua città solo quando la polizia ha messo le mani sulle canaglie che hanno pestato e ucciso un povero ragazzo. Fino al giorno prima lui e alcuni suoi colleghi sindaci del nord avevano denunciato l’invasione degli stranieri, tutti delinquenti da cacciare via subito, e il lassismo che aveva permesso a questa feccia di abitare la sua città linda e senza macchia. A smascherare gli squadristi-ultras della squadra di calcio, mascalzoni ideologizzati e ignoranti, ci hanno pensato le forze dell’ordine, così il castello di accuse verso i “diversi” che occupano abusivamente il territorio”, è caduto miseramente.
Ma il Sindaco Tosi non se n’è dato peso: ha rivoltato la frittata, prendendosela con il lassismo do chi avrebbe dovuto prevenire e non l’ha fatto, mettere in galera e non l’ha fatto. Insomma vuole cadere in piedi.
E invece il sindaco ha le sue responsabilità politiche, e non solo. Quando si conducono battaglie a senso unico verso gruppi etnici, stranieri, diversi, si finisce con il far passare l’idea che i guai della gente siano dovuto a questi ospiti indesiderati e a creare una cintura di odio e di sospetto. Il messaggio attecchisce, è il brodo di cultura di persone deboli, senza arte né parte, cresciuti senza idee né valori. Responsabilità gravi, dunque, quelle delle istituzioni che inseguono le emozioni invece che affrontare i problemi, per fare “cassetta” in termini elettorali.
"L'errore piu' grave che si possa fare, che rischia di sminuire la responsabilita' di questi delinquenti, e' trovare una motivazione politica”, scopre Flavio Tosi in Tv, su Canale 5.
Sa che potrebbe essere chiamato a rispondere delle sue battaglie contro i delinquenti di colore diverso e di etnia diversa e si para: “Allora si va a trovare un alibi a un delitto che non ha scusanti e non ha motivazioni”.
Tosi, addirittura, sembra folgorato da una verità che gli era sfuggita: “Questi ragazzi sono italiani, senza problemi economici e quindi non c'e' scusante. Ci deve essere una condanna durissima e speriamo che il capo di imputazione sia di omicidio volontario perche'non possono cavarsela con omicidio preterintenzionale, perche' quando uno e' per terra e lo colpisci in quel modo sai dove lo puoi portare".
"Non si puo' dire che e' stata un'aggressione violenta - continua il sindaco - che e' andata oltre la volonta'. Sarebbe troppo comodo. Dicono che fossero ubriachi, non mi importa non ci sono giustificazioni per un comportamento di questo tipo". "A qualcuno fa comodo strumentalizzare - aggiunge Tosi - perche' Verona e' una citta'di centrodestra tranquilla”.Avete letto bene: città di centrodestra tranquilla.Perché, secondo Rosi, ci sono città di centrosinistra turbolente e pericolose. Non basta affermare che Verono è una città tranquilla, la qualcosa non è del tutto vera, ma va annotato che è tranquilla perché guidata dalla parte che si preccupa della sicurezza. Stupidaggini: ci sono città bene amministrate e male amministrate sia di centrosinistra quanto di centriodestra.
E la buona amministrazione, purtroppo, non risolve, talvolta, i problemi della sicurezza, che si affrontano con una presenza capillare dello Stato nel territorio ( e non con le ronde)“Basta visitarla per rendersi conto che none' l'inferno ma e' una citta' meravigliosa”, avverte Tosi. “L'episodio di Torino dei giorni scorsi dove i vigili urbani sono stati aggrediti da cento persone dimostra che il problema e' il clima di impunita' totale dove uno pensa di permettersi di aggredire le forze dell'ordine perche' alla fine sa che non gli succedera' nulla. A Roma quando c'e' stato l'episodio triste di quel ragazzo ucciso per sbaglio da un agente di polizia, le tifoseria hanno preso d'assalto le caserme della polizia".
Tosi segnala due città di cemtrosinistra, ”casualmente”, contraddiucendo "All'interno delle tifoseria - conclude Tosi - bisognerebbe far pulizia, a volte ci sono dentro dei delinquenti. Chi usa lo scudo della curva per commettere certe cose, non sono tifosi, ma solo dei disgraziati e vanno isolati e colpiti”.
Nella sua difesa della tranquilla città di cemntrodestra, il sindaco giunge anche a questo: pèrecisa che quattro su cinque delinquenti, autori del pestaggio, non sono veronesi, vengono dalla privincia. Insomma non sono puri e bene educati come i veronesi. "Si potrebbe dire che 4 su 5 non erano di Verona, ma della provincia”, osserva, infatti. “ La realta' e' che sono dei disgraziati, dei ragazzi senza valori che non rappresentano i ragazzi di oggi, ne' Verona ne' la societa'. Noi abbiamo tanti bravi ragazzi che si danno da fare con il volontariato. Questi, invece, rappresentano la devianza giovanile e aggredivano chiunque".
Ma le conclusioni sono sorprendenti. "La cosa che fa piu' male - continua Tosi - e' pensare che andava avanti da due anni. Lo scorso anno avevano aggredito e brutalizzato un militante di An a Tregnago. E per questo la politica c'entra poco e bisognerebbe non buttarla in politica anche nel rispetto di chi non c'e' piu', e per il dolore della sua famiglia. Altrimenti si rischia di spostare l'obiettivo".Dunque non bisogna buttarla in politica, che la tranquilla città di centrodestra gli è scappata per caso, visto che non ne sapèeva niente delle bravate dei mascalzoni.