Ha gia' confessato il romeno di 20 anni fermato nella notte a Civitavecchia dai Carabinieri di Verona insieme ai militarii di Civitavecchia per il duplice omicidio di Lugagnano di Sona (Verona).Il giovane sottoposto a fermo dai Carabinieri e' Claudiu Stoleru, il collaboratore dell'imbianchino del quale non si avevano notizie dal giorno della morte di Luigi Meche e Luciana Rambaldo. Il romeno e' stato bloccato, a quanto riferiscono gli inquirenti all'ADNKRONOS, mentre tentava di imbarcarsi su di
un traghetto diretto ad Olbia.A morire per primo sarebbe stato l'uomo, finito dal suo assassino a colpi di martello: 15 alla testa e 8 alle braccia,rotte in piu' punti. Il cadavere dell'uomo sarebbe poi stato nascosto in garage, con i polsi legati da una corda, ed occultato con un tappeto e degli stracci.La moglie sarebbe invece stata colpita con una bastone ma sarebbe morta per strangolamento. Anche se e' stata trovata nuda non risulterebbe essere stata sottoposta a violenza.
A Lugagnano di Sona c'e' ancora sconcerto per l'atroce duplice delitto. Tutti ricordano i due coniugi come brave persone, tranquille e disponibili. Luigi aveva continuato a lavorare, nonostante fosse in pensione, e frequentava molto il paese: in questi giorni era impegnatissimo nell'organizzazione della partecipazione all'adunata degli alpini. "Era sempre disponibile e cordiale", aveva detto ieri il sindacodi Lugagano, Gualtiero Mazzi (Lega Nord) che poi, commentando la vicenda, si era detto favorevole alla pena di morte per gli autori di delitti cosi' efferati.