Le offese non hanno eta'. Partendo daquesto presupposto, la Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione (una multa di 300 euro) nei confronti di una 93enne di Viareggio, Auretta F., colpevole di avere offeso una vicina di casa dicendo che la sua casa era un "budello, luogo di appuntamenti" e dandole della "prostituta". Se il giudice di Pace aveva assolto l'anziana sulla base del fatto che una "vecchietta novantenne" con quelle espressioni non poteva avere "scalfito la reputazione della parte offesa, una dinamica professoressa", il Tribunale di Viareggio, aprile 2006, l'aveva multata.
La Cassazione e' stata dello stesso avviso e ha evidenziato che "lo stato di anziana" non rende immuni dalla condanna se si offende il prossimo. Inutilmente la difesa della novantatreenne ha tentato di fare annullare la multa, sostenendo che la donna andava assolta data l'eta'e l'inutile "accanimento della querelante verso una anziana indifesa".
La Prima sezione penale ha respinto il ricorso e ha sottolineato che l'anziana aveva comunque espresso "giudizi di 0lampante e tipica offensivita'". E poi, ha aggiunto piazza Cavour, Auretta non doveva essere una persona tanto "indifesa, avendo tutelato i suoi diritti anche in Cassazione". La novantatreene, oltre a tenersi la multa, paghera' anche le spese processuali.