Con Sentenza N° 112/2008, la Corte dei Conti ha stabilito che spendere risorse pubbliche per effettuare regali di Natale a Consiglieri Regionali, in occasione di festività natalizie, non risponde ad alcun interesse pubblico ed è quindi estraneo ai fini istituzionali della Pubblica amministrazione.
Ne consegue che in presenza di tali fattispecie sussiste un danno all’Erario, del quale le Amministrazioni ed i Funzionari responsabili sono chiamati a rispondere per il risarcimento.
Eccepisce la magistratura Contabile che tale comportamento soddisfa un interesse di carattere esclusivamente privatistico, che in quanto tale è assolutamente estraneo ai fini istituzionali delle Pubbliche Amministrazioni.
La decisione è della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Calabria, ed è relativa ad un procedimento per danno all’Erario promosso nei confronti dell’ex Presidente del Consiglio Regionale Calabro, Luigi Fedele, e di altri quattro componenti dell’ufficio di Presidenza, condannati alla rifusione del danno provocato alle casse del pubblico Erario.
Il fatto: nel 2006 i suddetti Funzionari avevano disposto per il tramite di proprie deliberazioni, l’acquisto, per la somma di 52mila Euro, di beni di lusso (orologi, borse in pelle, penne, ecc.) da destinare a titolo di omaggio ai singoli Consiglieri regionali in occasione del Natale.
L’acquisto era stato imputando quale “spesa di rappresentanza del Presidente del Consiglio Regionale”.
La Sentenza tende a ribadire, qualora ve ne fosse bisogno, il confine tra denaro pubblico ed interessi privati, che anche nel caso specifico sembra netto, ma che a quanto pare non risulta sempre chiaramente percepito dagli Amministratori pubblici.