Cronaca • Cronache italiane

Processo Gea, Lippi riferisce al PM di non avere ricevuto pressioni da Moggi per la nazionaler.

01 aprile 2008
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 Escludo di aver subito pressioni da parte di Luciano Moggi sulla scelta dei giocatori della Nazionale, è accaduto che io chiedessi a Moggi come stavano alcuni giocatori come Miccoli o Del Piero per convocarli e tanti altri. Comunque ho chiamato i giocatori in via del tutto autonoma e non perché me lo ha detto qualcuno".

E' uno dei passaggi dell'audizione dell'ex ct della Nazionale, Marcello Lippi, sentito come teste dal pm della procura di Roma, Luca Palamara,

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nell'ambito dell'inchiesta sulla Gea. Il verbale dell'audizione, sei pagine, è stato acquisito oggi dalla decima sezione del Tribunale di Roma dove anche oggi é proseguita la sfilata dei testi al processo a Moggi e al figlio Alessandro e allo stesso figlio di Lippi, Davide. I contenuti dell'audizione di Lippi prima di oggi non erano mai stati resi pubblici. "Non ritengo che Moggi o Giraudo abbiano influito - spiega Lippi al pm - sulla scelta di Carraro di chiamarmi alla guida della Nazionale che fu di Carraro e mi fu comunicata da Antonio Giraudo. Ma non posso escludere che gli stessi Moggi e Giraudo abbiano perorato la mia nomina a ct della Nazionale". Lippi fu chiamato dal pm Palamara alla vigilia dei Mondiali in Germania, in piena preparazione. "So che Moggi e Carraro - continua Lippi al pm - si conoscono mentre non sono a conoscenza di rapporti tra Moggi e Geronzi". Lippi confida al pm che dopo la sconfitta della Juventus nella finale di Champions League contro il Milan aveva in animo "di lasciare l'attività di allenatore bianconero avendo perso gli stimoli per guidare una grande". "Nonostante questo - si legge nel verbale - Moggi e Giraudo mi convinsero a continuare ancora". A Lippi poi vengono fatti leggere i verbali di intercettazioni della procura di Torino e una telefonata tra Moggi e Giraudo dove i due non esprimono giudizi proprio lusinghieri sul suo conto: "Sono convinto - dice l'ex ct azzurro ora in forza a Sky Sport - che loro abbiano una stima sicuramente diversa e tuttora positiva rispetto a quella che appare quando si parla di barche, donne e motori, tra di noi c'é un ottimo rapporto".

Lippi poi spiega di non conoscere il ruolo ricoperto da Luciano Moggi in seno alla Gea o se svolga qualche ruolo: "So che il figlio Alessandro è presidente Gea - dice Lippi - Inevitabilmente ho avuto modo di parlare con Luciano Moggi anche della Gea allorquando si è prospettata la possibilità che mio figlio Davide iniziasse a lavorare con la stessa Gea. Alessandro Moggi che conosco bene è diventato poi amico di mio figlio Davide durante le trasferte di coppa. Mio figlio decise di diventare procuratore sportivo dopo aver preso la decisione di smettere di giocare al calcio. Dopo avergli consigliato come genitore, visto che non era riuscito a sfondare nel mondo del calcio, di trovarsi una collocazione, gli consigliai di occuparsi del marketing ed ebbi modo di inserirlo nell'ufficio marketing della Juve. Ciò avvenne nel 1997 e Davide rimase li due anni e poi mi comunicò la decisione di iniziare la collaborazione con Moggi Jr e la Gea".

Lippi spiega a tal proposito al pm che "i ruoli sono rimasti distinti sempre nettamente nel senso che anche con mio figlio non mi sono mai direttamente interessato delle modalità con le quali acquisiva le procure sportive e nei confronti di quali giocatori tanto è vero che una volta ho appreso dai giornali dell'esistenza di indagini giudiziarie e mi sono dovuto informare per sapere quali giocatori della Nazionale facessero capo a Gea".Rapporti che datavano da una denuncia fatta dalla As Roma e da Baldini per un presunto ricatto dopo la vicenda delle false fidejussioni.

Alla fine Auricchio ha detto di aver avuto rapporti di amicizia con l'ex ds della Roma. Sempre oggi sono sfilati come testimoni due calciatori, Davide Baiocco, attualmente in forze al Carania e Riccardo Allegretti, ora alla Triestina. Baiocco ha spiegato che dopo due anni in serie A al Perugia voleva fare "il salto di qualità".

"Il mio vecchio procuratore Giovanni Allegrini non me lo consentiva - ha detto Baiocco - e quindi feci un sondaggio con altri procuratori, Pastorello, Accardi e altri, e alla fine scelsi Alessandro Moggi e la Gea spontaneamente". "Ebbi incontri con Moggi jr insieme con mio padre - ha aggiunto Baiocco -. Alla fine del 2002 andai alla Juve dove firmai per quattro anni ma ero utilizzato poco e decisi di tornare in provincia a Reggio Calabria. Poi lasciai Moggi Jr dal quale non ho mai subito pressioni".

Fonte: Ansa
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