Da domenica Alitalia lascia il 72% dei suoi voli da Malpensa: in una domenica normale, ce ne sarebbero stati 380 nello scalo milanese, mentre oggi sono solo 102, 51 in partenza e 51 in arrivo. Già oggi però sono partiti i voli legati agli slot che Alitalia ha lasciato liberi. Il primo a decollare è stato il volo delle 9.40 per Napoli di AirOne che così ha inaugurato la sua presenza nello scalo milanese. Altro volo di oggi è stato quello per Budapest, che finora
Alitalia e Malev facevano in code sharing e che oggi compie direttamente la compagnia di bandiera ungherese.
Fiumicino saluta senza enfasi l'arrivo dei nuovi voli Alitalia che fanno il pieno di passeggeri. Sono partiti quasi tutti a pieno regime i primi collegamenti spostati, con l'entrata in vigore del nuovo orario estivo della Compagnia, da Milano Malpensa sullo scalo della Capitale. Un passaggio che segna l'avvio del trasferimento della maggior parte dei voli intercontinentali sull' Hub romano. Il primo volo ex Malpensa arrivato a Fiumicino è stato, con un quarto d'ora d'anticipo, alle 6, l'AZ 675 da S.Paolo del Brasile, con 270 passeggeri; il primo partito, alle 9.45, l'AZ 630 per Miami con 201 viaggiatori. Mobilitati, per monitorare il nuovo quadro, tutti gli staff di coordinamento operativo di Enac, Alitalia ed Adr, mentre il personale di Adr Security ha anticipato i turni di servizio. Per Alitalia, questa giornata di grande svolta operativa, segna in un solo giorno, è già quindi dal primo del nuovo orario estivo, lo spostamento da Malpensa sul Leonardo da Vinci di quasi la totalità dei circa 180 voli previsti. Gran lavoro questa mattina per agli addetti aeroportuali ed ad ai varchi di sicurezza, soprattutto nella zona transiti, per regolare gli aumentati flussi di traffico che hanno provocato delle file ai controlli di sicurezza, tra le 9 e le 10, poi rientrate. Adr mette in campo oggi anche del personale che agevolerà i passeggeri nelle informazioni nella zona transiti. Per far fronte al maggiore traffico di passeggeri ed aeromobili su Fiumicino, Aeroporti di Roma ed Enac hanno già messo a punto una serie di misure che si intensificheranno ulteriormente nei mesi estivi, tra cui un aumento delle postazioni per i controlli di sicurezza.
Gli altri voli intercontinentali trasferiti da Malpensa a Fiumicino sono quelli per Damasco (AZ 832 delle 22.40), Dubai (AZ 746 delle 12.45) e Beirut (AZ 824 delle 12.15 e 826 delle 22.40). Dal 1 aprile sarà la volta di quelli diretti a Teheran (AZ 756 delle 20.50), Lagos-Accra (AZ 844 delle 15.10) e Osaka (AZ 792 delle 12). In pari tempo aggiungono nuove frequenze rispetto all'attuale operativo i collegamenti con Caracas, Buenos Aires, Tunisi e Algeri. I nuovi voli vengono tutti operati con aeromobili Boeing 767, tranne quelli per Buenos Aires (B777), Osaka (B772), Damasco e Teheran (Airbus A320). In totale, col nuovo orario estivo le rotte Alitalia a Fiumicino (77 in tutto, di cui 23 nazionali, 40 internazionali e 14 intercontinentali) passano da una frequenza settimanale di 1.406 a 1.601 (946 nazionali; 567 internazionali e 88 intercontinentali). A Malpensa, invece, le rotte AZ scendono a 38 (9 nazionali, 26 internazionali e 3 intercontinentali) con una frequenza settimanale di 366 voli (133 nazionali, 220 internazionali e 13 intercontinentali).
"La giornata di oggi segna una pagina positiva nella storia della mobilità sia lombarda che italiana". E' quanto ha rilevato il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, in occasione dell'apertura della superstrada Malpensa-Boffalora. Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti, fra gli altri, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni e il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. Secondo Ciucci "la superstrada Malpensa-Boffalora è un'infrastruttura importante per la viabilità regionale, ma anche nazionale, poiché potenzia e migliora notevolmente i collegamenti viari con l'aeroporto di Malpensa". La Malpensa-Boffalora, ha rilevato il presidente dell'Anas, consente "di velocizzare i collegamenti tra l'aeroporto e molte zone della Lombardia e del Piemonte (in particolare Novara e Torino)", oltre che offrire "un collegamento alternativo" tra Milano e lo scalo varesino: "si alleggerisce così il traffico sull'autostrada A8 dei Laghi", che rappresentava l'unica via di accesso a Malpensa per chi proveniva dal capoluogo lombardo e che "si è andata progressivamente saturando".
Incontro importante, decisivo, quello previsto lunedì prossimo per riprendere il confronto tra Air France-Klm e le nove sigle sindacali che rappresentano i lavoratori di Alitalia. Jean-Cyril Spinetta ha messo le mani avanti: "Non posso andare oltre", ha scritto ai sindacati inviando da Parigi la sua proposta di accordo. Lunedì troverà un fronte sindacale che si è schierato compatto sul no ma che é anche nella delicatissima situazione di dover prendere atto che la trattativa con i francesi è oggi l'unica strada percorribile per evitare il fallimento di Alitalia. I tempi sono stretti. Resta al momento fissato alla mezzanotte di lunedì il termine ultimo per raggiungere una intesa, condizione che i francesi ritengono necessaria per portare avanti l'operazione. Il cda di Alitalia, che deve dire l'ultima parola sulla possibilità di dare più tempo al confronto (Air France è d'accordo), potrebbe tornare a riunirsi subito dopo l'incontro con i sindacati. Sul tavolo il delicatissimo equilibrio della cassa: la liquidità è agli sgoccioli, ed i 148 milioni recuperati in extremis (vendendo le azioni Air France in portafoglio e incassando crediti di imposta dallo Stato) danno fiato ma non permettono di guardare molto lontano.
E' per questo motivo che la Filt-Cgil ha detto di temere "decisioni irreversibili", una resa. Il rischio fallimento mette d'accordo i sindacati sulla necessità di non chiudere la porta del confronto. E' più rigida la posizione dei piloti ma lunedì, al tavolo con Spinetta, ci sarà anche l'Anpac che ieri aveva disertato il confronto tra sigle. "Nessuna spaccatura. Tutti diciamo no, con posizioni più o meno decise", dice il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, che rappresenta 1070 piloti sui 2070 di Alitalia: Accettando la proposta dei francesi, spiega, i piloti "pagherebbero un prezzo altissimo: on lo permetteremo. Le distanze restano incolmabili". Da Parigi sono arrivate aperture sul nodo delle attività dei servizi, come la disponibilità ad includere nel perimetro dell'offerta tutte le attività di handling e manutenzione leggera di Fiumicino, ma nessun passo indietro sul numero degli esuberi per i piloti, salito a 507 dopo la decisione dei francesi di rinunciare agli aerei full-cargo di Alitalia prevedendone una graduale chiusura. "Il piano è cambiato", e così i piloti, che guardavano con favore alla soluzione francese, sono ora "molto scettici". Trattare per evitare il fallimento è la posizione, appena più sfumata, dei leader di Cgil, Cisl, Uil, Ugl.
Dicono no ad un accordo ad "ogni costo", ma riconoscono che "allo stato non c'é alcuna alternativa alla trattativa con Air France", come dice il numero uno della Cgil Guglielmo Epifani. Il dibattito politico continua ad essere acceso, ma l'ipotesi di una cordata italiana non è sul tavolo delle trattative. Ed i sindacati ne prendono atto. "Trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte, i francesi", dice il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Una alternativa? "Quando si vedrà si valuterà", e comunque "se c'é" dovrà fare "una proposta migliorativa rispetto a quella di Air France". Per il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, "c'é una trattativa in corso e va portata avanti con un negoziato". I sindacati hanno "il dovere di tentare - dice - perché altrimenti dovremo fare i conti con un fallimento". Un commissariamento modello Parmalat non sarebbe la soluzione, dice il leader della Uil Luigi Angeletti: il gruppo di Collecchio "aveva un problema finanziario ma sul piano industriale funzionava, e in questo caso invece le cose non stanno così".