Cronaca • Cronache italiane

Nel Napoletano come a Nicolosi, agente in borghese reagisce, uccide il rapinatore e ferisce il complice.

20 febbraio 2008
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Agente in borghese reagisce a rapina: morto il bandito, ferito il complice. A Giugliano, un grosso centro a nord di Napoli, un tentativo di rapina finisce nel sangue. Solo ieri, in un altro tentativo di rapina nel catanese, due banditi erano stati uccisi e un terzo ferito da un gioielliere poi indagato per omicidio per legittima difesa. I due malviventi di oggi, armati solo di pistole giocattolo, erano usciti di prigione grazie all'indulto.

Nelle loro intenzioni doveva essere un colpo

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facile, ma non avevano fatto i conti con il destino: colui che avevano deciso di rapinare, dopo averlo visto prelevare una somma di denaro in banca e pedinato fin sotto alla sua abitazione, era un agente di polizia penitenziaria in borghese. L'uomo, dopo essere stato aggredito e minacciato, ha reagito e ha esploso alcuni colpi con la sua pistola d'ordinanza. Il rapinatore ucciso si chiamava Francesco Primicerio, di 30 anni, il ferito è Ciro Merolla, di 44. Merolla è ricoverato in ospedale in condizioni ritenute gravi, ma l'uomo non sarebbe in pericolo di vita. I due rapinatori hanno una lunga serie di precedenti penali per diversi reati. L'aggressione all'agente di polizia penitenziaria è avvenuta sotto casa sua. I rapinatori, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Giugliano, lo hanno seguito dalla banca fino alla sua abitazione, a corso Campano. L'agente aveva prelevato 3 mila euro e a bordo di un ciclomotore aveva fatto ritorno a casa.

Nel percorso, però era stato seguito dai rapinatori, che erano a bordo di un Honda Sh 125, con la targa coperta da nastro adesivo. Sotto l'abitazione i due sono entrati in azione e lo hanno minacciato con una pistola, poi rivelatasi un'arma giocattolo priva del tappo rosso. L'agente penitenziario ha reagito estraendo la pistola di ordinanza, con la quale avrebbe esploso 3-4 colpi. Poco dopo la tentata rapina l'uomo, che presta servizio presso il carcere di Secondigliano, è stato interrogato nella caserma dei carabinieri di Giugliano dai sostituti procuratori della Repubblica presso il tribunale di Napoli, Criscuolo e Parascandalo. 

Fonte: Adnkronos
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