Confermato, dalla Cassazione, l'arresto di un 'maniaco' da spiaggia - Francesco L.C. di 28 anni - che approfittava di giovani ragazze distese sulla spiaggia, al mare, per sfregare il suo pene contro i loro piedi. Con la scusa di fare un massaggio rilassante, infatti, il ventottenne si accovacciava e allentava i bermuda per venire a diretto contatto con i piedi delle sue vittime.
Una prima volta aveva "colpito" sul litorale romano di Ostia, l'ultima - quella che gli è costato l'arresto per violenza sessuale - su quello palermitano di Mondello, ed era stato denunciato da una ragazzina minorenne e dalla sua amica che aveva assistito alla scena dello sfregamento.
Senza successo, in Cassazione, l'imputato ha sostenuto la tesi della "possibile accidentale fuoriuscita del pene dal costume" e, comunque, della "innocuità" del suo comportamento. I supremi giudici - con la sentenza 7122 - lo hanno lasciato in prigione sottolineando la gravità della sua condotta, la presenza di precedenti e l'incapacità di "reprimere gli stimoli sessuali perfino in un luogo affollato ed in pieno giorno". Convalidata, dunque, l'ordinanza di custodia emessa dal Tribunale di Palermo lo scorso 24 luglio.