Centosessanta detenuti morti dall'inizio dell'anno a oggi. Ad aggiornare il tragico dato è l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, che raggruppa i Radicali Italiani e le associazioni Il Detenuto Ignoto", Antigone, A Buon Diritto", Radiocarcere e Ristretti Orizzonti. Il suicidio di Massimiliano Menardo, 36 anni, avvenuto l'altro ieri nel carcere di Sondrio, porta a 66 il numero dei detenuti suicidi dall'inizio dell'anno, avvicinando sempre più il drammatico picco di 69 casi registrati nel 2001, mentre il totale dei morti 'di carcere' sale a 160.
"Mai come in questo momento appare necessaria e inderogabile una riflessione sulle cause che determinano il maggiore sovraffollamento delle carceri nella storia della Repubblica, non dovuto ad un aumento della criminalità - sottolinea l'Osservatorio in una nota - quanto piuttosto all'utilizzo della custodia cautelare come vera e propria 'anticipazione della pena' (dovrebbe essere una misura eccezionale, i detenuti in attesa di processo erano invece oltre 31mila al 30 settembre), ma anche ad una minore concessione di misure alternative alla detenzione (fino al 2006 il numero di detenuti e quello degli ammessi a misure alternative era pressoché uguale, oggi abbiamo oltre 65mila detenuti e 13mila persone in misura alternativa)".
Dunque, "le carceri sono strapiene anche perché vi si trovano troppi imputati - il 40% dei quali è destinato ad essere assolto (dal 2002 al 2007 lo Stato ha speso 212 milioni di euro come riparazione per le ingiuste detenzioni) e troppi condannati con condanne minime (quasi 10mila hanno meno di un anno di pena residua) che potrebbero scontare in misura alternativa". Le morti sono più frequenti tra i carcerati in attesa di giudizio, rispetto ai condannati, "in rapporto di circa 60 a 40: mediamente, ogni anno in carcere muoiono 90 persone ancora da giudicare con sentenza definitiva e le statistiche degli ultimi 20 anni dicono che 4 su 10 sarebbero stati destinati ad una assoluzione, se fossero sopravvissuti. In definitiva - conclude l'Osservatorio - ogni anno 30-35 dei morti in carcere erano probabilmente innocenti".