A Milano è saltata la sentenza del processo a Fabrizio Corona per l' inchiesta sui presunti ricatti ai vip; a Torino l'udienza del processo sull' incendio alla ThyssenKrupp; a Palermo quella sull' inquinamento ambientale in cui è imputato anche il sindaco Diego Cammarata; a Parma è stato aggiornato al 9 dicembre il processo sul crac Parmatour, uno dei filoni dell' inchiesta Parmalat; A Roma rinviata al 9 maggio l' udienza al giovane accusato di aver investito e ucciso due ragazze irlandesi. Ha paralizzato quasi completamente l' attività degli uffici giudiziari italiani lo sciopero delle udienze proclamato oggi dai penalisti per protestare contro il sovraffollamento nelle carceri, l' inasprimento del 41 bis e per la legalità della pena. L' adesione è stata altissima - ha fatto sapere l' Unione delle Camere Penali - in molti casi pressoché totale.
La partecipazione allo sciopero è stata totale a Milano, Venezia, Bari, Palermo, Roma, Modica, Ragusa, quasi totale a Firenze, molto alta a Torino. Nelle sedi in cui l'adesione è stata totale, si sono celebrati solo i procedimenti a carico di detenuti. L' iniziativa - ha spiegato il presidente dell' Ucpi, Oreste Dominioni "vuole porre in termini forti e costruttivi il problema del carcere, indicando anche ipotesi di soluzione che diventano sempre più urgenti alla luce dei recenti fatti tragici. Le morti in carcere hanno una frequenza ormai allarmante ed assolutamente non tollerabile. Per questo vanno incentivate le sanzioni alternative al carcere, rilanciando l'utilizzo delle misure previste dalla legge Gozzini. Vanno irrobustite le strutture rieducative e va recuperata la possibilità del lavoro in carcere".
Secondo I penalisti, è inoltre necessario "ridurre drasticamente il numero di detenuti in attesa di giudizio, che attualmente supera il 60% del totale delle presenze in carcere. Infine va recuperata la vivibilità ambientale del carcere: non si tratta tanto di costruire carceri nuove, quanto di utilizzare le risorse disponibili per bonificare le carceri esistenti e prevedere istituti riservati ai detenuti in attesa di giudizio". La mobilitazione per richiamare l' attenzione sulle precarie condizioni di vita nelle carceri avrà un seguito domani a Napoli con la "Giornata per la legalità della pena", manifestazione per il rispetto dei principi costituzionali e delle norme in materia di esecuzione della pena. In mattinata in Piazza dei Martiri, sarà allestita una cella virtuale e illustrato in modo dettagliato il reale percorso detentivo, dall'ingresso in istituto alla cella.
Nel pomeriggio, nel teatro Politeama, incontro-dibattito sull'emergenza carcere al quale parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, dell'avvocatura, della magistratura, delle religioni, delle associazioni, dei sindacati, con l'intervento di politici e dei garanti dei diritti dei detenuti. A seguire, concerto "Per la legalità della pena" con Enzo Avitabile.