Il delitto perfetto non esiste, ma il giallo perfetto sì. Il caso Marrazzo ci è stato servito - slow food - a tavola con la fantasia del grande Chandler e la sapienza elegante di George Simenon. Gli ingredienti ci sono tutti: luci rosse, ricatti, trans, droga, bugie, criminalità, politica, spioni. Altro che escort, frequentazione di minorenni, feste “allegre” nei palazzi del potere. Il nostro giallo cancella il passato antico e le storie recenti.
E’ cominciata con una incursione di tre carabinieri dei Ros nell’appartamento di un trans grazie alla segnalazione di un confidente. Invece che trovare droga, trovano il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, che s’intrattiene con una trans, nome d’arte Natalie, in un appartamento di Via Gradoli a Roma. La droga c’è ma quanto basta per rendere più vivace la serata. I carabinieri filmano la scena con un telefonino, e invece che contestare eventuali reati, spaventano Marrazzo e gli chiedono soldi.
Marrazzo firmerà due assegni, che nessuno incasserà mai. Ricatto non consumato. Nel frattempo il video della scena arriva alla redazione di un settimanale, Chi, Gruppo Mondadori, Gruppo Fininvest, famiglia Berlusconi. Il quale ne viene a conoscenza grazie alla figlia, Marina, Presidente della Mondadori, e chiama a telefono Marrazzo per informarlo della cosa ed avvertirlo che una copia è nelle mani di un’agenzia.
Marrazzo racconta frottole ai magistrati in una prima fase e poi decide di dire la verità. Naturalmente è costretto a dimettersi. Lo scandalo è enorme, la Regione Lazio, fino a quel momento, targata PD, è perduta o quasi.
Quattro carabinieri finiscono in manette, arrestati dai loro colleghi
Due mesi dopo il pusher che approvvigiona i trans della materia prima – le “sedute” con la droga sono molto richieste - viene trovato morto in un motel per infarto. Nessuno sembra farci caso. Sapremo successivamente che si chiama Gianguerino Cafasso, aveva 36 anni, alloggiava in una camera d’albergo di Via Salaria, stanza 406, aveva assunto un miscuglio letale di cocaina e eroina, aveva lasciato la sua casa visitata da sconosciuti perché aveva paura, tanta paura.
Il 20 novembre viene trovato il cadavere di Brenda - Wandell Mendez Paes, 32 anni, brasiliana - in Via Due Ponti a Roma, nel monolocale in cui il trans abitava. Brenda ha filmato un incontro di Marrazzo con una sua amica, tale Michelle, di cui si sono perse le tracce.
Lo scandalo Marrazzo si trasforma in una storia criminale, aggrovigliata, tenebrosa. Non più gossip politico ma noir scritto a quattro mani. Brenda è il personaggio chiave del ricatto a Piero Marrazzo. Gestisce i video, ha chiamato lei i carabinieri? Stava per lasciare la sua casa giusto come Gianguerino Cafasso.
Aveva paura, quanto Gianguerino, detto Rino? Una decina di giorni prima Brenda era stata rapinata e picchiata da una banda di rumeni nel quartiere in cui si prostituisce. Gli rubano il cellulare.
Com’è morta Brenda? Che cosa ha ucciso Rino? I ricatti, le bande criminali locali, il potere spaventato dai segreti che i due conservano?
La Procura della Repubblica di Roma apre due fascicoli: Brenda e Rino potrebbero essere stati assassinati. Né infarto, né suicidio, né incidente? Probabilmente li hanno ammazzati o, in subordine, riguardo a Brenda un pesante avvertimento si sarebbe trasformato in tragedia.
Ciò di cui dispongono gli inquirenti, tuttavia, è niente rispetto a quello che si aspettano di conoscere: esito di esami tossicologici, contenuto di un hard disk del computer trovato nel monolocale di Brenda, tabulati telefonici di ben quattro cellulari spariti, tre di proprietà di Brenda ed uno posseduto da Rino. La Procura ascolta, un po’ frastornata, le dichiarazioni di trans, amici, amiche, tassisti che raccontano circostanze, fatti, episodi, cifre che in molti casi vengono smentite o risultano contraddittorie.
Un esempio, forse il più eclatante. Il portatile di Brenda: secondo i pm, in una prima fase, non appartiene a Brenda che non ne possedeva alcuno e no sapeva usarlo. Viene accertato però che Brenda invece aveva un portatile e lo adoperava con grande destrezza.
Un altro elemento. Brenda ha paura, vuole scappare via, per questo nel suo appartamentino vengono trovate due valigie pronte per il trasloco. Fugge perché teme per la sua vita? Così appare all’inizio. Poi arrivano le testimonianze di altri trans: era stata sfrattata per morosità, doveva lasciare il monolocale. Un tugurio squallido di una persona indigente. Ma Brenda ha appena ottenuto trentamila euro da Marrazzo, secondo una trans, l’amica più intima, che si chiama China, la quale racconta a Bruno Vespa, a Porta a porta, e non ai magistrati della grossa somma ricevuta da Brenda per una prestazione. Come crederci? Brenda viene sfrattata e possiede un sacco di soldi. Alcune ore prima della morte ha ricevuto da un misterioso cliente circa seicento euro dopo un incontro on the road.
China e qualche altra sostengono che Brenda non aveva paura di nessuno, l’amica Alessia invece riferisce che “non metteva quasi più il naso fuori”.
E’ tutto nebuloso, incoerente. Pare di guardare una scena attraverso alcuni specchi che la ritraggono in modo diverso. Tutto congiura perché non si possa essere certo di alcunché.
Proviamo a fare l’inventario delle certezze. Da qualche parte bisogna partire.
1) Piero Marrazzo era un noto frequentatore di trans, solo che non sapeva di essersi fatto questo fama e s’incontrava con le trans credendo di non destare sospetti. Sicché al momento giusto, quando qualcuno ha deciso di guadagnar soldi da quella frequentazione o di toglierlo di mezzo dalla Regione Lazio della quale era il Presidente, è stato un gioco da ragazzi. Fotografie, video e chi più ne ha più ne mette. Le prove dello scandalo viaggiano sue due livelli paralleli, quello dei trans, pusher, banditi di strada, e l’altro, il livello delle stanze dei bottoni, o meglio nelle anticamere, le agenzie fotografiche o le riviste di gossip.
2) I ricattatori cercano di fare il colpaccio e domandano cifre impossibili. C’è il pusher Rino che cerca soldi, c’è Brenda (assai probabilmente), ci sono i carabinieri del blitz che (forse) insieme a Brenda tengono le fila del ricatto. Un giro vorticoso all’interno di un mondo criminale, il quartiere in cui i trans si prostituiscono, consumano droga per sé ed i clienti, probabilmente in qualche caso ricattano. E su tutto c’è l’ombrello, interessato, del crimine organizzato.
3) Piero Marrazzo dapprima mentisce ai giudici: nessuno ricatto, dice. Poi rivela di avere pagato con degli assegni, che però non vengono incassati.
4) Gianguarino Cafasso e Brenda, il cui vero nome è Wendell Mendez Paes, 32 anni da compiere, sono morti, e la trans Michelle, protagonista del video ricattatorio, è sparita.
5) Brenda è morta per esalazione di ossido di carbonio. E’ scoppiato un incendio, partito da una borsa posta vicina al letto. Quando sono divampate le fiamme, era ancora viva. Sotto il cadavere non c’è fuliggine. Il corpo non presenta cenni di violenza. Non si trovano mozziconi di sigaretta né altro elemento che giustifichi il divampare dell’incendio. Si trovano, invece, un computer semisommerso nel lavandino (il cui rubinetto gocciola), un flacone di Minias, barbiturico a gocce, vuoto, bottiglie di whisky vuote, quattro sacchi d’immondizia pieni e le due valigie piene. La porta d’ingresso è chiusa ad una sola mandata, ma Brenda ha dato il mazzo di chiavi ad altri. E c’è un secondo accesso al monolocale.
6) Le ultime ore di Brenda sono ricostruite dai testimoni. C’è un cliente, sconosciuto, con un furgone bianco, che la paga profumatamente. C’è Veronica, amica trans, con cui trascorre alcune ore sul posto di “lavoro”, le concede una ricetta per l’acquisto dei barbiturici in una farmacia distante 200 metri dall’abitazione di Brenta (Via Due Ponti). C’è un tassista che accompagna Brenta dal “lavoro” alla casa di Veronica. A lui Brenta chiede se non l’ha riconosciuta, è “quella di Piero Marrazzo”. E’ notte, Brenta va in farmacia a piedi da solo. Non ha paura, evidentemente.
7) Le ultime ore di Gianguarino Cafasso non sono così movimentate, ma non meno confuse. Rino ha paura ma si da da fare per vendere il video che possiede. Lo mostra a due giornaliste di Libero, ne propone la vendita per 500 mila euro. Gianguarino Cafasso il 15 luglio tenta di vendere un video i cui protagonisti sono Marrazzo, Natalie e Michelle. Ai possibili acquirenti, due giornalisti, si vanta di avere in mano mezza Roma. “Incasso e vado via”, dice, “Ho già pronti i documenti per scappare. Se resto qui mi fanno fuori”. Al padre confessa di sentirsi in pericolo. Qualcuno è entrato a casa sua in sua assenza. Da una settimana ha abbandonato la sua casa, vive in albergo, un motel in Via Salaria, camera 406, dove il 12 settembre trovano il suo cadavere. Prima di morire assume droga, il miscuglio micidiale, che la sua compagna Jennifer, si sarebbe rifiutata di prendere. Aveva un odore strani, riferisce. Un pusher esperto non ingerisce roba così. E’ per questo che la Procura sospetta che sia stato avvelenato da quella dose. E’ stato costretto ad assumerla? Jennifer, tuttavia, smentisce il padre di Rino. Non è affatto vero che Rino si sentiva braccato, tutt’altro, e non è nemmeno vero che si era trasferito in albergo per paura. Stavano cambiando casa, dovevano trasferirsi all’Ostiense ed avevano lasciato la loro abitazione. A chi credere? Singolare coincidenza: Brenda e Rino erano in fuga e si sentivano minacciati per alcuni, stavano cambiando casa e non avevano timore di nulla secondo altri. C’è chi mente spudoratamente. Rino è uno dei personaggi chiave. E’ lui, secondo gli indizi fin qui raccolti, che organizza la trappola di Via Gradoli ai danni di Piero Marrazzo. Brenta è la sua alleata? Agisce insieme ai carabinieri ricattatori? Brenta è una trans che parla, custodisce molti segreti, ruba immagini ai clienti, si ubriaca, si droga, è gelosa di Natalie. Una ricattatrice dissoluta? Ci sono testimonianze che lo smentiscono. Di lei si dice tutto e il suo contrario. Piero Marrazzo sostiene di non avere subito da Brenta alcun ricatto. Eppure uno dei carabinieri ricattatori, tale Giorgio, e successivamente Brenda, cercano Marrazzo alla Regione, ma incontrano il filtro della segreteria. Le telefonate arrivano in una giornata cruciale, successiva alla trappola di Via Gradoli. E China, amica intima di Brenda, sostiene di avere visto un sacco di soldi a casa di Brenda, 28 mila euro, e di avere avuto 500 euro in regalo. Sono soldi che Brenda avrebbe ricevuto da Marrazzo dopo un “incontro”. Decisamente troppi per una prestazione. China mente? Perché dovrebbe? E’ China che smentisce la paura di Brenda e la sua fuga da Via Gradoli. Le valigie sono piene perché Brenda è stata sfrattata e deve andarsene. C’ chi, fra i giornalisti che hanno ricostruito i fatti, ritiene che Brenda sia stata tirata dentro a forza nella vicenda Marrazzo e che comincia a morire quando Natalie fa il suo nome a proposito della trappola e del video. Natalie la sospetta di essere una ricattatrice o di avere avuto parte nel ricatto.
8) L’8 novembre alle 22,30 i carabinieri ricevono la segnalazione di una rapina, quando arrivano sul posto, trovano Brenda in preda ad una disperazione incontrollata, va in escandescenze, prende a testate la capotta di una vettura. Racconta di essere stata derubata del suo cellulare. Anche il suo mazzo di chiavi è sparito. La stessa sera della rapina a Brenda un’altra trans di nome Thialma subisce l’irruzione in casa di due uomini con coltelli e bastoni. Anche lei ha “incontrato” Piero Marrazzo.
Il caso Marrazzo propone uno scenario ben diverso dal mondo gaio e giulivo delle escort e delle accompagnatrici, delle feste hollywoodiane di Villa Certosa e delle serate di Villa Grazioli. Le molestie sessuali del giornalista dell’Avvenire procurano un sorriso di compatimento. Le notti brave del Premier con Patrizia D’Addario sul lettone di Putin destano tenerezza.
Fra Via Salaria e Via Flaminia vive il sottobosco notturno delle trans e dei piccoli criminali, dello spaccio di droga e della prostituzione. Ricatti, crimini, traffico di stupefacenti. Il fatturato della criminalità è alto. E’ come se i velari di scena fossero stati cambiati velocemente da una mano esperta, dietro le quinte.
Il sottosuolo di Roma. E due cadaveri. Morti per caso? O la rappresentazione perfetta dell’incidente, anzi due incidenti. Roba da professionisti.
Rosario Priore, il magistrato che ha indagato su crimini efferati compiuti da terroristi e spioni deviati, è di un pessimismo cupo: l’Italia è un paese anomalo, sfortunato, i fatti dive gono inestricabili. Volutamente inestricabili.
C’è chi suggerisce di guardare ai risultati che lo scandalo ha conseguito – risultati politici e d’immagine - e di imparare perciò il cirillico per leggere gli eventi; c’è anche chi, allargando le braccia, ricorda che quando il gioco si fa duro sono i duri che scendono in campo.
Non è stato acceso un fuoco di sbarramento, sarebbe in corso un’offensiva, fatta di rappresaglie e avvertimenti. Una danza di libellule nel sottosuolo romano. La leggiadria del Bolscioi con la proverbiale perfezione dei movimenti. Spade che s’incrociano con la leggerezza di ali di velluto. Suggestioni, forse. Se ci trovassimo effettivamente sulla scena di due delitti, dovremmo affermare, come Borges, che non c’è altro da scrivere. Proprio nulla. Si può solo copiare.
CVD: presunto "video hard" della Mussolini e Gianni Penacchi su Il Giornale commenta: "vedi che ad innescare il ventilatore, gli schizzi giungono dappertutto e senza fine? Andrebbe ricordato a quanti hanno acceso il caso Noemi e poi il rosario (laico e progressista, s’intende) delle escort e dei festini. Quando si stappa l’ampolla dei veleni si spalancano voragini di miasmi, il vaso di Pandora diventa un soprammobile inoffensivo, e la politica più che imbarbarirsi si fa nauseante".
Iniziamo col dire che le "frequentazioni" del Marrazzo erano note fin dal 2005, prima ancora di diventare Presidente della Regione Lazio, quindi male ha fatto il PD a candidarlo. Si evince, pertanto, la sfrontatezza e l'impunità di certa classe politica che si crede immune da qualsiasi critica. Ma non voglio buttarla in "caciara", perchè alla fin fine si tratta di uno squallido episodio di malcostume, purtroppo, frequente con i tempi che corrono.
Considerato che la cosa era nota (pare che il nostro eroe andasse agli appuntamenti con l'auto di rappresentanza), ma non succedeva niente, può darsi che qualcuno (carabinieri compresi) abbia voluto "provare" a spillare soldi, ammonendo e ricattando alla buona, (nessun fesso sarebbe andato alla banca a riscuotere gli assegni) l'esimio personaggio. La cosa sarebbe riuscita e non avremmo saputo nulla se non avessero rotto le uova nel paniere i Carabinieri che, saputo del coinvolgimento di suoi elementi, sono intervenuta d'ufficio. Di tutta questa storia, infatti, non ci sono state denunce, spiate o interventi della magistratura. Sono stati i benemeriti Carabinieri ad arrestare le 4 mele marce (motu proprio) e neanche si sarebbe saputo nulla, se non fossero stati costretti a spiegare il perchè di quegli arresti.
Dopo, è chiaro, è scoppiato lo scandalo. Cosa dire, considerando che il Marrazzo è di sinistra, nei filmati ci saranno personaggi di tutto e di più (clericali compresi), la cosa finirà "a pizza e fichi" e dopo tante indagini, interviste a psicologi, sociologi, interviste a magistrati ed inchieste televisive (escluso Anno Zero), la cosa piano piano finirà nel dimenticatoio ed il nostro eroe, dopo essersi purgato in un convento, tornerà in televisione con tutti gli arretrati maturati durante l'aspettativa per mandato politico.
Tutto troppo "semplice"... Tutto troppolegato a "casualità"... Non ci credo... Non si giustificherebberoi morti ammazzati, elemento "non secondario di comprensione": non sono omicidi "alla Norman Bates" di Psyco, dove un killer psicopatico uccideper "lioberarsi" di mammà asfissiante e dei fantasmi dell'infanzia. Qui imorti servono a "segare" la continuità della memoria. Qui si uccide per far dimenticare...
E se dietro c'è il vaticano?
Sono un po' confuso ma dietro Brenda non c'era qualcun altro?
Anonimo Viandante
Iniziamo col dire che le "frequentazioni" del Marrazzo erano note fin dal 2005, prima ancora di diventare Presidente della Regione Lazio, quindi male ha fatto il PD a candidarlo. Si evince, pertanto, la sfrontatezza e l'impunità di certa classe politica che si crede immune da qualsiasi critica. Ma non voglio buttarla in "caciara", perchè alla fin fine si tratta di uno squallido episodio di malcostume, purtroppo, frequente con i tempi che corrono.
Considerato che la cosa era nota (pare che il nostro eroe andasse agli appuntamenti con l'auto di rappresentanza), ma non succedeva niente, può darsi che qualcuno (carabinieri compresi) abbia voluto "provare" a spillare soldi, ammonendo e ricattando alla buona, (nessun fesso sarebbe andato alla banca a riscuotere gli assegni) l'esimio personaggio. La cosa sarebbe riuscita e non avremmo saputo nulla se non avessero rotto le uova nel paniere i Carabinieri che, saputo del coinvolgimento di suoi elementi, sono intervenuta d'ufficio. Di tutta questa storia, infatti, non ci sono state denunce, spiate o interventi della magistratura. Sono stati i benemeriti Carabinieri ad arrestare le 4 mele marce (motu proprio) e neanche si sarebbe saputo nulla, se non fossero stati costretti a spiegare il perchè di quegli arresti.
Dopo, è chiaro, è scoppiato lo scandalo. Cosa dire, considerando che il Marrazzo è di sinistra, nei filmati ci saranno personaggi di tutto e di più (clericali compresi), la cosa finirà "a pizza e fichi" e dopo tante indagini, interviste a psicologi, sociologi, interviste a magistrati ed inchieste televisive (escluso Anno Zero), la cosa piano piano finirà nel dimenticatoio ed il nostro eroe, dopo essersi purgato in un convento, tornerà in televisione con tutti gli arretrati maturati durante l'aspettativa per mandato politico.
Francamente, io tutto questo "mistero misterioso" non lo vedo. Nella sua puntigliosa ricostruzione, l'autore dell'aticolo esattamente nota che "Il caso Marrazzo propone uno scenario ben diverso dal mondo gaio e giulivo delle escort e delle accompagnatrici, delle feste hollywoodiane di Villa Certosa e delle serate di Villa Grazioli. Le molestie sessuali del giornalista dell’Avvenire procurano un sorriso di compatimento. Le notti brave del Premier con Patrizia D’Addario sul lettone di Putin destano tenerezza".
Appunto! Come se qualcuno avesse voluto dire: "ma che volete giocare con gli scandali di regime? E giochiamo! Però non crediate che siamo ancora ai tempi dei festini con le "prostitute vergini", i finti nobiluomini siciliani, le "monete" senza valore e i loro memoriali tipo film di Totò! Ve li diamo noi gli scandali! Oggi: trans drugs and rock 'n' roll. E, se non vi basta, pure morti ammazzati veri, altro che funzionarucoli di periferia collezionisti del Il Male... Allora "la vogliamo finire o no?"
Ecco... tutto mi sembra chiarissimo... Perchè a voi no? Causa trans e pusher morti, governatori sputtanati, chiappe d'oro non ancora disvelate (vedi che "priu"). O forse è perchè non è chiaro chi ha scritto tutta questa storia? Ehhh, maallortasiete proprio fessacchiotti... Perchè è chiaro cosa è successo, tempo fa, a un aereo di linea dell'Itavia nei cieli di Ustica? E' chiaro cosa è successo, tempo fa, llastazione ferroviaria di Bologn? E' chiaro cosa è successo, tempo fa, .... Bhè, lasciamo perdere. Qui c'è solo lo spazio per un commento mica per l'Enciclopedia Bitannica!
Indizi da non trascurare:
1 - Gli assegni di Marrazzo non vengono incassati - 2 - il filmino viene lo stesso divulgato => sono compatibili con l'ipotesi del ricatto?
3 - Il PC viene immerso nel lavandino (i circuiti possono essere danneggiati, non però la memoria del disco rigido) => Trattassi di gesto inconsulto di un incompetente che vuole fare sparire prove o non invece azione meditata di esperti che vogliono depistare o fare emergere fatti compromettenti?.
4 - alla luce dei punti 1 e 2, i rappresentanti delle forze dell'ordine coinvolti sono semplici malavitosi o facenti parte di settori deviati dei servizi segreti?
In superficie c’è la trama che si svolge seguendo il modello del romanzo giallo tradizionale, con i personaggi che fanno il verso a quelli canonici, imitandone le mosse e le battute. Dietro la trama, l’ordito è costituito dalle condizioni di precaria emergenza delle viados che movimentano la vita di gente comune e di notabili, mentre i cittadini vivono subendo la condizione di “dimenticati dallo Stato”. Ma a prescindere da come si risolverà il giallo, la storia su cui concentrarsi è quella dello Stato corrotto che, paradossalmente, contiene in sé il seme di una grande ricchezza che potrebbe germogliare, se solo gli italiani addormentati dal Grande Fratello, dall'Isola dei Famosi, dai programmi TV spazzatura in genere, dai problemi di sopravvivenza quotidiana, finalmente si svegliassero e cominciassero a rimuovere tutta la sporcizia che ci circonda (da Berlusconi a Bersani, da Luxuria a Ventola, da Vespa a Greggio) e riscoprendo le risorse sane di cui dispongono.
Ecco l'epilogo del giallo.
paolo.maldini@katamail.com