La Corea del Nord ha lanciato oggi 7 missili dalla sua costa est, in quello che appare un gesto di sfida contro Washington nel giorno della festa nazionale americana del 4 luglio. I primi tre missili sono stati stati lanciati attorno alle 8 del mattino (ora locale). Lo riferisce l'agenzia stampa sudcoreana Yonhap, citando fonti della sicurezza. I lanci sono avvenuti da una base presso il porto di Wonsan, che si affaccia sul mare del Giappone.
L'emittente radio Kbs, citando fonti militari sudcoreane, ha spiegato che si è trattato di test di Scud con gittata compresa tra i 400 e i 500 chilometri. Non è escluso, comunque, che siano stati testati anche missili Rodong a medio raggio, tra i mille e i 1.400 chilometri.
"E' una provocazione in aperta violazione delle risoluzioni 1695, 1718 e 1874 del Consiglio di sicurezza Onu che vietano alla Corea del Nord qualsiasi attività con missili balistici", ha affermato in una nota il ministero degli Esteri di Seul, citato dall'agenzia Yonap.
Anche il capo gabinetto del governo di Tokyo, Takeo Kawamura, ha definito i lanci "una provocazione grave contro la sicurezza dei Paesi vicini, Giappone compreso, che viola la risoluzione del Consiglio di Sicurezza".
Già due giorni fa, Pyongyang aveva lanciato altri quattro missili sul mare del Giappone, con una portata di 120-160 chilometri. I nuovi lanci avvengono in un momento di rinnovata tensione nell'area, dopo un nuovo test nucleare nordcoreano, ripetuti test missilistici e un rafforzamento delle sanzioni Onu.
Dopo il lancio di sette missili balistici da parte della Corea del Nord - ulteriore provocazione del "regno eremita" nel giorno dell'indipendenza americana, gli Stati Uniti ribadiscono l'appello a Pyongyang a "non aggravare le tensioni". "La Corea del Nord - ha detto un portavoce del dipartimento di Stato americano, Karl Duckworth - dovrebbe astenersi da azioni che aggravano le tensioni e concentrarsi sui colloqui per la denuclearizzazione e l'attuazione degli impegni assunti con la dichiarazione del 19 settembre del 2005".