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Terremoto, l'articolo di Giacomo Di Girolamo

15 aprile 2009 12:59
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Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo.
So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede.
Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste.

Master mediazione familiare
Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.
Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera.
Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.
Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.
Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo.
Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.
C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?
Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.


Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.
Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa?
A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata.
Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.
Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.
Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.
Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.
E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

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Anonimo 18 settembre 2009   18:16
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 settembre 2009. Visualizza »

io sono terremotato di girolamo e non ti do ne del signore ne del lei.il rispetto e' una cosa che lei non merita.non mandi soldi.noi non  abbiamo bisogno dei soldi di un ipocrita come lei.i soldi che lo stato si mangia va avanti da anni ma i soldi degli sms ecc vanno a persone in crisi completa.le auguro presto di trovarsi nella nostra situazione e di non ricevere aiuti dai concittadini de pur per lei vitali.ma la sicilia non ha solo lei perche' mia moglie e' siciliani e la sicilia e' la patria della solidarieta'.

Io non voglio sembrare cattiva, ma concordo col pensiero di Di Girolamo.

La mia famiglia fatica ad arrivare a fine mese, certo un euro lo posso anche dare, però non l'ho fatto. Non per cattiveria, davvero, ma devo pensare a come far andare avanti la mia di famiglia, visto che davvero siamo indebitati fino al collo.

Dopodiché si è smesso di parlarne.

 

Concordo con lui:

Primo, perché quei deficienti che aprivano cantieri, non hanno pensato che l'Abruzzo è un fottutissimo terreno sismico, costruire case normali è da perfetti idioti, visto che a lasciarci le penne sono la povera gente che ci vive dentro.

Secondo, perché il terremoto era stato previsto con un margine di errore di una settimana, ciò significa che avevano tutto il tempo di fare le valigie belle e mettersi al sicuro. Ma visto che la gente è diffidente, non hanno dato possibilità a nessuno, anzi hanno dato dei bugiardi criminali a chi queste cose le aveva viste.

Terzo, ci sono dei bastardi che lucrano su queste cose, e lo sappiamo tutti benissimo. Erano stati concessi dei soldi per la costruzione delle case, ma il capitale si è misteriosamente ridotto.

Ora gli abruzzesi si ritrovano nelle tende, col freddo che sta arrivando, vi ricordo che siamo a settembre.

I pochi che hanno una casa, vivono in misere casette di legno, che con un altra scossa cadranno di nuovo e quindi saremo ancora punto e accapo.

Noi diamo i soldi, e dove finiscono? Non all'abruzzo. Ma sempre ai soliti.

 

Mi dispiace, ma questo non mi va.

La beneficienza non è una tassa.

Anonimo 18 giugno 2009   15:49
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 giugno 2009. Visualizza »

Uno di quelli che mantiene la lucidità per capire la differenza tra vera beneficenza e speculazioni ipocrite atte a coprire le colpe sotto il velo di un buonismo disgustoso. Hai tutto il mio rispetto. Grazie del tuo articolo.

 

Michela Bentivoglio

io sono terremotato di girolamo e non ti do ne del signore ne del lei.il rispetto e' una cosa che lei non merita.non mandi soldi.noi non  abbiamo bisogno dei soldi di un ipocrita come lei.i soldi che lo stato si mangia va avanti da anni ma i soldi degli sms ecc vanno a persone in crisi completa.le auguro presto di trovarsi nella nostra situazione e di non ricevere aiuti dai concittadini de pur per lei vitali.ma la sicilia non ha solo lei perche' mia moglie e' siciliani e la sicilia e' la patria della solidarieta'.

Anonimo 18 maggio 2009   19:17
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 maggio 2009. Visualizza »

Per cortesia, evitiamo di parlare di sti cucuzzi, la storia, l'italianità ecc... capito?  L'Italia è stata fatta con la distruzione della Sicilia e del Sud.  Adesso basta con la retorica nazionalista.  Mi fermo qui...

mi spiace per lei mi scusi,ma l'unificazione D'Italia è stata fatta grazie all'aiuto di tutti gli italiani ,tra cui pure mio padre e sono del "Nord",e questo suo sottolineare ancora sud significa che non ha capito nulla che dovrebbe esistere un'Italia unita e distruggere la Storia è non aver capito nulla della vita. E per quanto riguarda la donazione di un semplice Euro Signor Girolamo in effetti cosa ci costa farlo pur se c'è sotto il marciume uno lo fa per sua libera volontà e senza obbligo e spera sempre che a qualcosa di positivo porti ed è a questo solo a cui dobbiamo puntare: vedere il bene,il volontariato, gli aiuti umanitari cose di cui ci si dimentica spesso,ma del male se ne parla troppo,certe polemiche sono assolutamente inutili,non portano a nulla di positivo un saluto e un Grazie a tutti

Anonimo 11 maggio 2009   10:42

Uno di quelli che mantiene la lucidità per capire la differenza tra vera beneficenza e speculazioni ipocrite atte a coprire le colpe sotto il velo di un buonismo disgustoso. Hai tutto il mio rispetto. Grazie del tuo articolo.

 

Michela Bentivoglio

Anonimo 25 aprile 2009   22:16

sei grande,non mollare!!!

sei tutti noi!

mi sono disgustata a leggere alcuni commenti,specie di abitanti del nord ma....compatiamoli..loro non sanno che UOMII abbiamo nella nostra terra, quelli come te,e tutti quelli che ti sosterranno!!!

non fermarti,abbiamo bisogno della tua forza!!!

Anonimo 24 aprile 2009   19:07

Sono pienamente e totalmente d'accordo con il pensiero di Giacomo Di Girolamo, ha espresso in un articolato concetto quello che mi rodeva dentro dal giorno del terremoto e dai giorni dei vari disastri (alluvioni e quant'altro) che puntualmente avvengono per gravi responsabilità dei soliti furbi e che mai pagano per questo.

Vorrei aggiungere che ancora paghiamo una tassa inserita nell'accise della benzina per la guerra in Abissinia, forse è ora quantomeno di aggiornare la motivazione di emergenza.

Complimenti per aver spiegato che la solidarietà è un bene sociale, ma noi italiani essendo capaci di tutto siamo riusciti a trasformarla nella speculazione emotiva.

Massimo Signorile

Anonimo 23 aprile 2009   14:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 aprile 2009. Visualizza »

Signori, provocazione a parte, se proprio vogliamo dirlo la colpa qua è di tutti. In primis chi non ha rispettato le normative, poi chi non ha eseguito i controlli, successivamente chi non ha imposto i controlli. E qui ci siamo dentro tutti. Chi di voi signori (accusati ed accusatori) non si è mai accorto che qualcosa non va? Chi ha mai fatto qualcosa??

Se vi accorgete che un alergo diventa scuola e non rispetta le normative e non fate nulla siete colpevoli. Non voglio rincarare la dose, ma chi ha perso i figli in strutture del genere è colpevole. Lo sapeva e non ha fatto nulla!! E come andare in macchina non mettersi la cintura e morire in un incidente. Di chi è la colpa se non avevi la cintura?? Tua in primis, poi di chi non ti costringe a metterla. I nostri politici non ci costringono a rispettare le regole e quindi noi non lo facciamo. Ma se non rispetti le regole la colpa e prima di tutto tua, poi di chi te le dovrebbe imporre. Questo è un punto fermo su cui TUTTI dovremmo essere d'accordo. Siamo noi che DOBBIAMO costringere lo stato a farci rispettare le regole, è un cane che si morde la coda. E adesso ve la prendete con un giornalista che mette in luce concetti NON DISCUTIBILI. Se io sapessi che mio figlio frequenta un albergo decadente non lo manderei più a scuola!! Se non dovessi mandarlo più a scuola mi incazzerei!! Se mi incazzassi protesterei!! E con me si unirebbero altri. Così costringerei lo stato a prendere provvedimenti. Ma in Italia no! Questo è impossibile, perchè siamo sempre pronti a far finta di niente, a fregarcene, per poi fare i solidali!! Noi non siamo solidali! Siamo incivili e come tali ci becchiamo le catastrofi. La nostra solidarietà deve essere mirata a NON FARE ACCADERE PIù LE CATASTROFI. Questa è solidarietà. Quello che facciamo in questi giorni è un vano tentativo di recupero. Ma cosa recuperiamo? In questi casi si perde ben più che la faccia. Chi non ha pianto per i bambini di San Giuliano?? Ho pianto tutte le volte che ne parlavano, e nel contempo vi erano migliaia di istituti ridotti nella stessa maniera. Ci sono state proteste? Ci sono state movimentazioni da parte dello stato? Nessuno ha fatto niente ed ora chi non ha fatto niente ne subisce le conseguenze. Si chiaro parlo di chi sapeva e non ha fatto nulla, chi non sapeva si becca la catastrofe e la distruzione della propria vita senza poter fare nulla. Loro vanno aiutati, ma anche presi ad esempio, perchè quello che è capitato a loro un giorno capiterà a noi, se non faremo qualcosa.

 

Spero che chi ha avuto la reazione sbagliata si ricreda, perchè questo è anche colpa sua. Noi non siamo solidali, non siamo civili, non siamo uno stato unito. Pensiamo solo a farci la guerra, ci dilaniamo da soli. Eppuure eravamo uno stato fiorente.

Forse la differenza con gli altri stati è proprio questa noi siamo uno stato non una nazione.

 

Sono quelli come noi che tengono in piedi la baracca.

 

Con rabbia (la cordialità inquesti casi la scordo!)

Federico Quaglia

Sono assolutamente d'accordo con te, apprezzo c'ho che hai scritto al contrario di qualche altro commentatore...La colpa in primis è nostra che ci ribelliamo tanto per,la politica è lo specchio della nostra società,la società italiana è menefreghista! Fa tante rivoluzioni solamente per rimanere vecchia! Capisco la rabbia di Giacomo,ed è una persona squisita e per niente ignorante come altri hanno scritto, non vedo perchè un giornalista non possa dare la propria opinione attraverso un articolo,qualcuno ha scritto che un giornalista deve fare inchieste e dire nomi e cognomi ma non deve farlo necessariamente,lui ha scritto in un momento di rabbia quello che realmente accade in Italia. Il nostro menefreghismo, il nostro cinismo ha ucciso un Paese e continuerà ad uccidere.

Io non voto e non voterò mai,finchè l'Italia rimarrà un Paese di sole parole e mai di fatti, io non ho nessun motivo di votare,non cambia mai niente,destra o sinistra o che sia...

Anonimo 23 aprile 2009   14:32
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 aprile 2009. Visualizza »

Signori, provocazione a parte, se proprio vogliamo dirlo la colpa qua è di tutti. In primis chi non ha rispettato le normative, poi chi non ha eseguito i controlli, successivamente chi non ha imposto i controlli. E qui ci siamo dentro tutti. Chi di voi signori (accusati ed accusatori) non si è mai accorto che qualcosa non va? Chi ha mai fatto qualcosa??

Se vi accorgete che un alergo diventa scuola e non rispetta le normative e non fate nulla siete colpevoli. Non voglio rincarare la dose, ma chi ha perso i figli in strutture del genere è colpevole. Lo sapeva e non ha fatto nulla!! E come andare in macchina non mettersi la cintura e morire in un incidente. Di chi è la colpa se non avevi la cintura?? Tua in primis, poi di chi non ti costringe a metterla. I nostri politici non ci costringono a rispettare le regole e quindi noi non lo facciamo. Ma se non rispetti le regole la colpa e prima di tutto tua, poi di chi te le dovrebbe imporre. Questo è un punto fermo su cui TUTTI dovremmo essere d'accordo. Siamo noi che DOBBIAMO costringere lo stato a farci rispettare le regole, è un cane che si morde la coda. E adesso ve la prendete con un giornalista che mette in luce concetti NON DISCUTIBILI. Se io sapessi che mio figlio frequenta un albergo decadente non lo manderei più a scuola!! Se non dovessi mandarlo più a scuola mi incazzerei!! Se mi incazzassi protesterei!! E con me si unirebbero altri. Così costringerei lo stato a prendere provvedimenti. Ma in Italia no! Questo è impossibile, perchè siamo sempre pronti a far finta di niente, a fregarcene, per poi fare i solidali!! Noi non siamo solidali! Siamo incivili e come tali ci becchiamo le catastrofi. La nostra solidarietà deve essere mirata a NON FARE ACCADERE PIù LE CATASTROFI. Questa è solidarietà. Quello che facciamo in questi giorni è un vano tentativo di recupero. Ma cosa recuperiamo? In questi casi si perde ben più che la faccia. Chi non ha pianto per i bambini di San Giuliano?? Ho pianto tutte le volte che ne parlavano, e nel contempo vi erano migliaia di istituti ridotti nella stessa maniera. Ci sono state proteste? Ci sono state movimentazioni da parte dello stato? Nessuno ha fatto niente ed ora chi non ha fatto niente ne subisce le conseguenze. Si chiaro parlo di chi sapeva e non ha fatto nulla, chi non sapeva si becca la catastrofe e la distruzione della propria vita senza poter fare nulla. Loro vanno aiutati, ma anche presi ad esempio, perchè quello che è capitato a loro un giorno capiterà a noi, se non faremo qualcosa.

 

Spero che chi ha avuto la reazione sbagliata si ricreda, perchè questo è anche colpa sua. Noi non siamo solidali, non siamo civili, non siamo uno stato unito. Pensiamo solo a farci la guerra, ci dilaniamo da soli. Eppuure eravamo uno stato fiorente.

Forse la differenza con gli altri stati è proprio questa noi siamo uno stato non una nazione.

 

Sono quelli come noi che tengono in piedi la baracca.

 

Con rabbia (la cordialità inquesti casi la scordo!)

Federico Quaglia

Sono assolutamente d'accordo con te, apprezzo c'ho che hai scritto al contrario di qualche altro commentatore...La colpa in primis è nostra che ci ribelliamo tanto per,la politica è lo specchio della nostra società,la società italiana è menefreghista! Fa tante rivoluzioni solamente per rimanere vecchia! Capisco la rabbia di Giacomo,ed è una persona squisita e per niente ignorante come altri hanno scritto, non vedo perchè un giornalista non possa dare la propria opinione attraverso un articolo,qualcuno ha scritto che un giornalista deve fare inchieste e dire nomi e cognomi ma non deve farlo necessariamente,lui ha scritto in un momento di rabbia quello che realmente accade in Italia. Il nostro menefreghismo, il nostro cinismo ha ucciso un Paese e continuerà ad uccidere.

Io non voto e non voterò mai,finchè l'Italia rimarrà un Paese di sole parole e mai di fatti, io non ho nessun motivo di votare,non cambia mai niente,destra o sinistra o che sia...

Anonimo 22 aprile 2009   17:24

Gentile amico, comprendo il suo animo, ferito da un evento sconvolgente qual è il terremoto. E comprendo pure il suo sdegno per la solita politica, il solito giornalismo, il solito pietismo e moralismo. Comprendo la sua rabbia nei confronti dei responsabili sciacalli. Tuttavia non è ragionevole restare prigionieri di una emotività che soffoca e genera solo sconforto. Eventi drammatici come il terremoto ci interrogano sul senso della vita, ci mettono davanti al Mistero della Vita. E per Guardare il mIstero dell'esistenza, la nostra e quella del prossimo, abbiamo bisogno di qualcosa di più della nostra pur giusta rabbia, del nostro sdegno o  della nostra solidarietà. 

Abbiamo bisogno della Compagnia di Colui che s'è fatto Speranza attraverso la più umile e la più alta delle Sue creature. 

Enrico 

Anonimo 22 aprile 2009   16:22

Io sto con te Giacomo.  E con il tuo coraggio di schierarti comunque con chi in Italia ha sempre da perdere. Punto e basta. Alberto Ruan da Trieste.

Anonimo 22 aprile 2009   15:53

Questo articolo è ipocrita, ecco perché:
Tutti maligni e colpevoli politici, e va bene, siamo d'accordo perché le responsabilità se le possono dividere come vogliono ma ce le hanno.
Ma poi questo di girolamo che cosa ci consiglia?
comprare con un euro i giornali scritti da "bravi giornalisti"??? ah quelli sono bravi, e non hanno colpe degli scempi compiuti dai politici...
Eh no, di girolamo non sa, non conosce e tanto meno applica - come forse la maggior parte dei gironalisti italiani - un principio base del giornalismo: la funzione di watchdog, cioè di cane da guardia che controlla per conto dei cittadini che ogni potere svolga correttamente la sua funzione, che i politici siano onesti, che i magistrati siano indipendenti e che le case non siano costruite con la sabbia. NON E' DA BRAVI GIORNALISTI SCOPRIRLO DOPO CHE SONO CADUTE!
Ovviamente per svolgere correttamente questo compito, con oggettività e deontologia, dovremmo correggere 3 o 4 impercettibili aberrazioni del sistema d'informazione in Italia:

1. Tutti gli organi di stampa sono espressione di rappresentanze sociali, politiche, economiche, sindacali ed è ormai diventato ovvio per tutti né crea disturbo nel cittadino medio che i massimi quotidiani in italia siano di quel partito, della fiat, del berlusca, della confindustria e che ognuno di noi segua tendenzialmente gli organi di informazione che confermano le propie idee.
2. La presenza e le regole dell'Ordine dei giornalisti impediscono, a parte le sopracitate forze sociali,  di esprimere liberamente il proprio pensiero, poiché il libero cittadino se non fa parte di questa casta NON PUO' fondare e gestire alcun organo a carattere informativo, nemmeno di quartiere, con ciò contravvenendo ai principi base della costituzione stessa
3. Il giornalismo si basa prettamente sull'opinionismo sociologico/politico invece che sulla cronaca oggettiva e sull'inchiesta.
4. E proprio per questo tali "bravi giornalisti", in teoria deontologicamente equidistanti dalle forze politiche, sempre più li vediamo zompare nella politica (Marrazzo), e cosa ancor più VIRTUOSISTICA, tranquilli come pasque ritornano a fare i giornalisti (Ferrara, Badaloni, Gruber) o addiruttura tenersi entrambe le attività (Guzzanti e svariati giornalisti di giornali di partito).

Il giornalismo italiano coincide talmente tanto con l'opinionismo, di cui è perfetto esempio l'articolo di di girolamo, che anche venissero a mancare all'improvviso tutti i lacciuoli che rendono il nostro sistema informativo fazioso e connivente, tale è l'abitudine dei giornalisti a interpretare come loro lavoro il "dire la propria opinione e intepretazione dei fatti" che ci vorrebbero una decina di generazioni prima che avessimo una classe giornalistica che giudichi, finalmente, che l'essenza del giornalismo è lo scovarli quei fatti.

Quindi perchè invece di "regalarci" il suo sdegno e la sua rabbia, di cui mi sbatto altamente, il caro di girolamo NON FA IL SUO LAVORO e comincia a fare inchiesta per "regalarci" nei suoi articoli, non più opinionistici, ma giornalistici, i NOMI E COGNOMI e LE PROVE di chi sbaglia, per malignià o incapacità.
Non sono né il primo né  il più utopista a pensarla così, perché tale invito alla stampa lo urla da tempo gente molto più acculturata e lucida di me, ad esempio il compianto Pasolini... che di girolamo oltre alle poesie si legga "io so" la prossima volta, evitado di rendersi ridicolo defindenosi "italiano, povero tra i poveri che rivendica il diritto di dire quello che pensa" poiché - purtroppo - fa parte della casta che questo diritto ce l'ha in barba agli altri.


Paolo Nanni

Anonimo 22 aprile 2009   15:21
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 aprile 2009. Visualizza »

Quindi non vuole donare nulla "perchè al potere c'è Berlusconi". Mi sembra una posizione da fanatico.

Poi magari "donerà" a qualche attorucolo di sinistra che "dirà" di voler fare una scuola in qualche angolo sperduto del mondo e si sbaferà il tutto alla faccia degli anti-berlusconiani.

Ma questo mescolare solidaRIETà E pOLITICA è veramente ignobile.

Quindi uno di centro-destra non dovrebbe far nulla se in occasione d'una alluvione o d'una frana ci fosse per caso al Governo il centro-sinistra ! Ma questo CHE MODO DI RAGIONARE E' ?

Dunque il Governo non doveva far nulla per la munnizza "di sinistra" di Napoli ?

Questo barbutello proprio non ha nozione di cosa sia UN GOVERNO NAZIONALE. E' un immaturo.

Lasci perdere chi è al governo adesso o prima, lo accetti per quello che è uno sfogo del tutto legittimo che rispecchia ottimamente l'essere Italiano tra le righe di un'emergenza, dopo un po' ci stufiamo di pulire il zerbino altrui, preferiamo pulire il ns. angoletto. lasci fare e come diceva totò. Mi faccia il piacere.

Anonimo 22 aprile 2009   15:20
L'utente ha risposto al commento anonimo del 22 aprile 2009. Visualizza »

Quindi non vuole donare nulla "perchè al potere c'è Berlusconi". Mi sembra una posizione da fanatico.

Poi magari "donerà" a qualche attorucolo di sinistra che "dirà" di voler fare una scuola in qualche angolo sperduto del mondo e si sbaferà il tutto alla faccia degli anti-berlusconiani.

Ma questo mescolare solidaRIETà E pOLITICA è veramente ignobile.

Quindi uno di centro-destra non dovrebbe far nulla se in occasione d'una alluvione o d'una frana ci fosse per caso al Governo il centro-sinistra ! Ma questo CHE MODO DI RAGIONARE E' ?

Dunque il Governo non doveva far nulla per la munnizza "di sinistra" di Napoli ?

Questo barbutello proprio non ha nozione di cosa sia UN GOVERNO NAZIONALE. E' un immaturo.

Lasci perdere chi è al governo adesso o prima, lo accetti per quello che è uno sfogo del tutto legittimo che rispecchia ottimamente l'essere Italiano tra le righe di un'emergenza, dopo un po' ci stufiamo di pulire il zerbino altrui, preferiamo pulire il ns. angoletto. lasci fare e come diceva totò. Mi faccia il piacere.

Anonimo 22 aprile 2009   13:29

Quindi non vuole donare nulla "perchè al potere c'è Berlusconi". Mi sembra una posizione da fanatico.

Poi magari "donerà" a qualche attorucolo di sinistra che "dirà" di voler fare una scuola in qualche angolo sperduto del mondo e si sbaferà il tutto alla faccia degli anti-berlusconiani.

Ma questo mescolare solidaRIETà E pOLITICA è veramente ignobile.

Quindi uno di centro-destra non dovrebbe far nulla se in occasione d'una alluvione o d'una frana ci fosse per caso al Governo il centro-sinistra ! Ma questo CHE MODO DI RAGIONARE E' ?

Dunque il Governo non doveva far nulla per la munnizza "di sinistra" di Napoli ?

Questo barbutello proprio non ha nozione di cosa sia UN GOVERNO NAZIONALE. E' un immaturo.

Anonimo 22 aprile 2009   13:15

Concordo e sottoscrivo!

Ottima analisi di tutto quello che c'è stato "attorno" a questa catastrofe e posizione perfettamente condivisa.

Anonimo 21 aprile 2009   14:53

Pienamente d'accordo!

Vorrei fare una domanda: poiche' al governo ci vanno quelli da noi votati, sia dell'una che dell'altra parte, e chiunque vada continua pressapoco il cammino precedente, non e' che la situazione e' diventata irreversibile o poco reversibile?

Anonimo 21 aprile 2009   12:07

Complimenti per la posizione presa per altro da me pienamente condivisa, bisogna avere il coraggio di vedere la realtà per quella che è, e non come il sistema vuole farci credere che sia.

Aprite gli occhi, pensate con la vostra testa e ogni volta che vi chiamano per fare il vostro dovere di cittadini andando a votare ricordatevi che se siamo messi così la colpa è solo nostra, siamo stati noi con i nostri voti che abbiamo permesso a chi è in politica di portarci ad un livello da terzo mondo. Ai politici interessa solo il POTERE e non fanno assolutamente nulla nell'interesse del cittadino.

Giacomo spero di vederti e sentirti ancora ospite di Santoro

Fa bene sentire anche l'altra versione dei fatti e quando questa versione da fastidio a chi è al potere vuol dire che si è sulla strada giusta.

Stefano

Anonimo 21 aprile 2009   10:10
L'utente ha risposto al commento anonimo del 21 aprile 2009. Visualizza »

Caro Girolamo

 

sono pienamente d'accordo con te e credo sia il caso di cominciare una resistenza attiva contro questa ipocrisia della classe politica . Siamo in un paese che le voci fuori del coro sono additate come communisti , come se fosse una vergona, mentre permettiamo ai fascisti di governarci e di passare come i sostenitori delle libertà.

Vi date magari un appuntamento ,mitra in spalla, su Monte Pellegrino ? Oppure a Sapri ?

Anonimo 21 aprile 2009   09:42

Caro Girolamo

 

sono pienamente d'accordo con te e credo sia il caso di cominciare una resistenza attiva contro questa ipocrisia della classe politica . Siamo in un paese che le voci fuori del coro sono additate come communisti , come se fosse una vergona, mentre permettiamo ai fascisti di governarci e di passare come i sostenitori delle libertà.

Anonimo 20 aprile 2009   18:38

A commento invio la mail con cui ho risposto all'amica che mi ha mandato l'articolo.

 

OK, Margie.

Ho letto l'articolo di quel Siciliano.

Anche a me piace essere provvocatorio, gettare sassi negli stagni, parlare per iperboli tanto per farmi capire.

Quindi ti invio l'ultima lettera che ho mandato al Corriere della sera.

Forse avrei dovuto inserire un'ultima domanda: "Ma dove siamo stati noi Italiani nelli ultimi 50 anni per permettere questo scempio. Chi abbiamo votato. A quale partito ci siamo iscritti. Quale sindacato ci ha rappresentato. Non è che forse ce ne siamo fregati sperando che altri ci togliessero le castagne dal fuoco. E se investiti di un ruolo pubblico ci siamo adeguati all'andazzo comune intascando la nostra parte della tangente. Perchè non abbiamo il coraggio di ammettere che siamo tutti colpevoli".

 

Facile dire "Piove, Governo ladro".

Più difficile dire "Piove quindi adesso vado io al governo e sarò onesto ed efficente".

 

Diglielo al tuo amico Siciliano, sono disposto ad incontrarlo per sentire cosa ne pensa

Alberto.

 

 

Caro Romano,

vorrei sapere il Suo parere su alcune domande che mi pongo.

Come hanno fatto i giovani di altri paesi a vivere la precarietà senza lo statuto dei lavoratori, la scala mobile, l'equo canone, l'inamovibilità degli statali e tutte le garanzie sindacali.

Perche quasi tutti gli altri stati sono presidenziali e nessuno teme il rischio della dittatura o del sultanato, come lo chiama il Prof. Sartori.

Come fanno le altre magistrature a chiudere i processi in cinque anni.

Perche all'estero i rei sono in galera e da noi a spasso.

Perchè negli altri paesi le tasse sono più basse ma le pagano tutti.

Come mai gli Italiani sono così individualmente geniali e non riescono a concludere nulla neanche in una riunione di condominio.

Perchè tutti i paesi cristiani rispettano la Chiesa senza subirne intromissioni nella legislatura.

Cosa vuol dire che noi abbiamo fatto il rinascimento e gli altri l'illuminismo.

Grazie.

alberto.cogni@virgilio.it

 

 

 

 

Anonimo 19 aprile 2009   21:37

Pienamente d'accordo.

www.ilpuntoimproprio.splinder.com

Anonimo 18 aprile 2009   20:36

Una persona per bene ,per fare il proprio Dovere, non mette in campo paragoni con "altri" peggiori". Perchè questo diventa un Alibi. Non mi interessa se "altri" rubano. Questo non sarà mai sufficiente a far rubare anche me.

Il Bene ha bisogno di Esempi. Non di polemiche fuori posto e fuori misura . Giusto per farsi la famoa di "nuovo Savonarola".

Non è questo il giusto modo-

Anonimo 18 aprile 2009   18:18

Signori, provocazione a parte, se proprio vogliamo dirlo la colpa qua è di tutti. In primis chi non ha rispettato le normative, poi chi non ha eseguito i controlli, successivamente chi non ha imposto i controlli. E qui ci siamo dentro tutti. Chi di voi signori (accusati ed accusatori) non si è mai accorto che qualcosa non va? Chi ha mai fatto qualcosa??

Se vi accorgete che un alergo diventa scuola e non rispetta le normative e non fate nulla siete colpevoli. Non voglio rincarare la dose, ma chi ha perso i figli in strutture del genere è colpevole. Lo sapeva e non ha fatto nulla!! E come andare in macchina non mettersi la cintura e morire in un incidente. Di chi è la colpa se non avevi la cintura?? Tua in primis, poi di chi non ti costringe a metterla. I nostri politici non ci costringono a rispettare le regole e quindi noi non lo facciamo. Ma se non rispetti le regole la colpa e prima di tutto tua, poi di chi te le dovrebbe imporre. Questo è un punto fermo su cui TUTTI dovremmo essere d'accordo. Siamo noi che DOBBIAMO costringere lo stato a farci rispettare le regole, è un cane che si morde la coda. E adesso ve la prendete con un giornalista che mette in luce concetti NON DISCUTIBILI. Se io sapessi che mio figlio frequenta un albergo decadente non lo manderei più a scuola!! Se non dovessi mandarlo più a scuola mi incazzerei!! Se mi incazzassi protesterei!! E con me si unirebbero altri. Così costringerei lo stato a prendere provvedimenti. Ma in Italia no! Questo è impossibile, perchè siamo sempre pronti a far finta di niente, a fregarcene, per poi fare i solidali!! Noi non siamo solidali! Siamo incivili e come tali ci becchiamo le catastrofi. La nostra solidarietà deve essere mirata a NON FARE ACCADERE PIù LE CATASTROFI. Questa è solidarietà. Quello che facciamo in questi giorni è un vano tentativo di recupero. Ma cosa recuperiamo? In questi casi si perde ben più che la faccia. Chi non ha pianto per i bambini di San Giuliano?? Ho pianto tutte le volte che ne parlavano, e nel contempo vi erano migliaia di istituti ridotti nella stessa maniera. Ci sono state proteste? Ci sono state movimentazioni da parte dello stato? Nessuno ha fatto niente ed ora chi non ha fatto niente ne subisce le conseguenze. Si chiaro parlo di chi sapeva e non ha fatto nulla, chi non sapeva si becca la catastrofe e la distruzione della propria vita senza poter fare nulla. Loro vanno aiutati, ma anche presi ad esempio, perchè quello che è capitato a loro un giorno capiterà a noi, se non faremo qualcosa.

 

Spero che chi ha avuto la reazione sbagliata si ricreda, perchè questo è anche colpa sua. Noi non siamo solidali, non siamo civili, non siamo uno stato unito. Pensiamo solo a farci la guerra, ci dilaniamo da soli. Eppuure eravamo uno stato fiorente.

Forse la differenza con gli altri stati è proprio questa noi siamo uno stato non una nazione.

 

Sono quelli come noi che tengono in piedi la baracca.

 

Con rabbia (la cordialità inquesti casi la scordo!)

Federico Quaglia

Anonimo 18 aprile 2009   15:55

gentile direttore, innanzitutto ti dò del tu perchè siamo colleghi. mi chiamo lino nazionale e sono iscritto all'ordine dei giornalisti d'abruzzo, elenco professionisti.

per alcuni aspetti condivido ciò che dici a proposito dell'errore umano (della mancata copertura del pozzo, delle strutture realizzate non conformi alla normativa). Ma che colpa ne hanno coloro i quali hanno subito tutto ciò e che oggi si ritrovano senza più nulla, senza i propri cari, senza un'attività, costretti ad "emigrare" in altre città. io abito sulla costa teramana, esattamente a cologna spiaggia. ospitiamo circa mille "sfollati", anche se questo termine non mi piace affatto! lungo la costa teramana ci sono circa 20 mila terremotati. alberghi pieni, tutti che stanno dando una mano. devi sapere che noi abruzzesi ci spezziamo, ma non ci pieghiamo. e anche una volta spezzati non indietreggiamo neppure di un metro, neanche dinanzi ad un terremoto. un mio collega, giustino parisse vice capo redattore del quotidiano il centro, giornale per il quale ho prestato la mia opera per ben 21 anni, ha perso due adorabili figli di 18 e e 16 anni, il padre e ha la madre in gravi condizioni. Mi sai dire che colpa ne ha lui? faccio solo questo esempio. ma ne potrei fare ancora altri mille. Non credo sia colpa di questa gente. Per fortuna non tutti la pensano come te e non fanno ricadere "colpe" su queste povere persone che oggi non hanno più nulla. i responsabili verranno individuati e puniti severamente, per ciò che è accaduto alla casa dello studente, all'ospedale san salvatore, alla sede della questura. Chi ha sbagliato, stanne certo, pagherà!!! ma non può ora dire che non darà nulla solo perché altri hanno sbagliato. la tua opinione va rispettata ma personalmente non la condivido affatto. non sono neppure il tipo che dice "possano bruciare le vostre città, che l'etna vi travolga..." come ho letto da qualche parte. No, assolutamente no! sarò il primo se dovesse capitarvi qualcosa di simile, ma spero in cuor mio che mai accada, a dare il mio contributo. Potrei dire che la mafia l'avete creata voi, che i giudici falcone e borsellino li avete uccisi voi siciliani, che il sindacalista pio la torre lo avete ucciso voi, che non parteciperei mai ad una manifestazione di solidarietà nei confronti delle famiglie che hanno perso un caro vittima della mafia! perchè la mafia del resto si identifica nella sicilia. Mai tutto ciò. Sarei in prima fila a dare il mio contributo... lo stato ha sconfitto più volte la mafia in questi ultimi anni. lo stato sconfiggerà anche coloro i quali hanno realizzato quelle strutture a l'aquila, stanne certo!

ti saluto cordialmente.

Ah, sono convinto che anche tu abbia dato qualcosa al nostro abruzzo...

Anonimo 18 aprile 2009   10:24

Condivido pienamente la posizione di Giacomo, il volontariato, la solidarietà deve essere un supporto alle istituzioni e non sostituirLe... Da troppo tempo lo Stato utilizza i denari pubblici per i costi della politica poi delega alla società civile e al volontariato quelli che dovrebbero essere i suoi doveri verso i cittadini. Non risparmia con il Referendum, con i costi della politica, con il ponte sullo stretto...ma chiede ai cittadini di sostenere le spese per la ricostruzione.

Sono pienamente solidale con chi soffre, ma lo Stato non mi deve usare per coprire le sue negligenze!!!! Adriana

Anonimo 18 aprile 2009   10:08

 Pensavo di essere sola a pensarla nello stesso modo. grazie. Hai espresso quello che ho dentro di me.  

Solo con il dolore e la sofferenza si riesce a capire a chi hai dato in mano la sorte del tuo paese. 

Servirà a qualche cosa? chissà. Chissà se riusciranno a capire che quello che gli è successo è colpa di una classe politica che ha pensato solo al loro profitto e ai loro interessi. Non ci scordiamo che l'Abruzzo è stata governata prima della Democrazia Cristiana poi dal Centro Sinistra (ex Democrazia Cristiana) e dalla Destra, percui non potevano avere quello che hanno avuto. 

Dobbiamo ricominciare tutto da capo creando un'uomo diverso, più umano, non ipocrita. Uniamoci, non lasciamo in mano a questa gente la nostra vita. Con questo terremoto hanno fatto il pianto del coccodrillo, prima uccidono le persone con il loro profitto e poi piangono alla loro morte. Popolo Italiano, rialziamoci e ricostruiamo una società diversa, se no, è la nostra fine. PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNIAMOCI. Rocordiamoci che questa frase non è vecchia o antica. La storia si ripete.

Ciao a tutti Luciana 

 

Anonimo 17 aprile 2009   18:16
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farei crollare la vostra città...e morire i vostri cari....poi ne riparliamo!

per colpa dello stato non devono pagar le conseguenze gli aquilani. non mi auguro che succeda la stessa cosa a voi...perchè io che ho perso col terremoto dell'aquila la mia migliore amica...so cosa significa e so cosa si prova!


egregio signore credo che lei non abbia colto la provocazione filosofica del di girolamo. che chiaramente ha donato e proviene da una famiglia che ha donato. la questione é altra. rilegga. claudia nicchiniello
Anonimo 17 aprile 2009   15:24

farei crollare la vostra città...e morire i vostri cari....poi ne riparliamo!

per colpa dello stato non devono pagar le conseguenze gli aquilani. non mi auguro che succeda la stessa cosa a voi...perchè io che ho perso col terremoto dell'aquila la mia migliore amica...so cosa significa e so cosa si prova!


Anonimo 17 aprile 2009   15:17
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Non posso aggiungere altro : hai perfettamente ragione.

Guido Chiappo

ah si??? ha ragione?? farei crollare la vostra città...e morire i vostri cari...poi ne riparliamo...

non è giusto che per colpa dello stato ci rimette l'aquila e gli aquilani!

 

Anonimo 17 aprile 2009   10:17

Il concetto è giusto.. ma secondo me ha trovato il momento sbagliato o diciamo che è un po' in ritardo per tutta questa polemica e questo cinismo.

In questa vita siamo di passaggio..

La beneficienza non rovina questo paese, ma piuttosto gente come lei Di Girolamo che seduto comodamente davanti all'ultimo modello del suo nuovo pc con la sua tazza di the o caffè accanto e magari pure una bella sigaretta distensiva .... a polemizzare il suo Paese..

Ma perchè non espatria in qualche paese lontano?

Mi chiedo.. qui forse sono io a bestemmiare.. ma se il caro Giacomo si trovasse in meno di venti secondi senza più una casa, un lavoro, una famiglia, siamo sicuri che non accetterebbe l'aiuto di nessuno?

 

 

Certo si sarebbero potute risparmiare tutte queste vittime.... se avessero controllato tutte le case.. ma con i se non si va lontano.

Spero e confido che questo brutto avvenimento sia di esperienza per migliorare le condizioni, ma sicuramente questo "qualunquismo" non arriva da nessuna parte.

Sensibilizzare i Politici e chi ci governa mi fa sorridere, condivido sicuramente di congelare gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager...

facciamo un referendum e mettiamolo ai voti.

 

 

 

Io ci credo nella solidarietà, credo nell'euro e credo che l'unione di tutti noi sia importante per chi oggi si trova in questa situazione.

 

 

Se penso a tutti i giovani e bambini innocenti che hanno perso la vita e mi confronto con il sign. Di Girolamo che dice di non voler aiutare perchè è stanco....mi viene la pelle d'oca.

 

Signor Dottor Di Girolamo, lei continui a pagare le tasse, poi se le capita e trova una bella giornata di sole ..

se ne vada in campagna, si tiri su le maniche e si metta a zappare la terra..

zappa oggi, zappa domani.. ha visto mai che riesce anche a trovare una completa indipendenza (tra pomodori, patate e zucchine!) per non trovarsi più costretto a pagare le tasse e soprattutto a far sentire a noi la sua rabbia ed il suo sdegno di essere italiano.

Saluti,

Antonella

Anonimo 17 aprile 2009   08:09
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Per cortesia, evitiamo di parlare di sti cucuzzi, la storia, l'italianità ecc... capito?  L'Italia è stata fatta con la distruzione della Sicilia e del Sud.  Adesso basta con la retorica nazionalista.  Mi fermo qui...

La tua non riesce invece nemmeno ad essere retorica nazionalistica. E' solo cabaret regionalistico.

Anonimo 17 aprile 2009   07:06

non c'è una parola, una virgola, un pensiero nell'articolo che io non sottoscriva pienamente! con tutta la rabbia che ho in corpo e la vergogna di essere italiana e lo schifo per politici, di destra, centro e sinistra, amministratori, dirigenti, costruttori, ecc. ecc., la saluto cordialmente.

piera da sassari

Anonimo 17 aprile 2009   06:26
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sono pienamente d'accordo peccato ke ho gia donato il mio euro ai terremotati se lo sapevo nn lo facevo. STATO VERGOGNATI

La provocazione di Di Girolamo coglie nel segno, è condivisibile al 100%. Ma donare è il vero segno di civiltà. Lo Stato DEVE fare la sua parte... ma anche TUTTI NOI! Non prendiamocela con i terremotati.
Io sono d'accordo con Di Girolamo, ma ho donato, e donerei ancora.

A chi si è "pentito" di avere "dato l'obolo", dico di pensare a quei bambini, anziani, malati, gente che ora... non ha nulla! Combattere l'emergenza aiutando i volontari, senza dimenticare le ragioni espresse da Di Girolamo.

 

Complimenti ancora per l'articolo.

 

Emanuele Bucci

Anonimo 16 aprile 2009   23:13
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Per cortesia, evitiamo di parlare di sti cucuzzi, la storia, l'italianità ecc... capito?  L'Italia è stata fatta con la distruzione della Sicilia e del Sud.  Adesso basta con la retorica nazionalista.  Mi fermo qui...

sono pienamente d'accordo peccato ke ho gia donato il mio euro ai terremotati se lo sapevo nn lo facevo. STATO VERGOGNATI

Anonimo 16 aprile 2009   20:51
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Gentile Direttore,

Sono le Azioni che contano…

Condivido tutto quello che sostiene, ma non l’azione.

Si dona perché c’è un bisogno oggettivo, proprio perché la politica si frega tutti i soldi e specula.

La sua protesta non andava fatta “dopo”… ma prima. A che serve non essere solidali?

Siamo Italiani. Al governo c’è il più grande farabutto della storia. Di che si stupisce? Che siamo un paese di fanfaroni? Idioti? Dalla facile emozione e dalla corta memoria?

Tutto vero. Tra un mese nessuno si ricorderà più nulla, e già ora ci sono persone che si sono rotte le scatole delle richieste di solidarietà.

Una volta provai a far politica. Tutti mi rimproveravano, quando urlavo o scrivevo dello schifo della politica: “Fai qualcosa!”.

Allora non capivo, ma, come diceva Mahatma Gandhi, “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.” A che serve urlare, scrivere, inveire, se poi tutto rimane com’è?

Ecco, tutto rimarrà com’è.

Chi ci guadagnerà sarà, al solito, il tizio che abbiamo come presidente del consiglio e tutta la sua cosca di amici imprenditori (o definiti tali!).

Ma la gente non ha più casa, non ha più un lavoro, e nemmeno più la sensazione di poter avere un futuro normale. Vivono nelle tende; insieme ad anziani e bambini che se la fanno addosso, con gente che russa, che è insonne, con chi non è autosufficiente. Per andare al bagno, sporco, fanno la fila. Non mangiano carne, non bevono vino, non possono più sdraiarsi sul divano a vedere un film in famiglia.

A che serve trattenere l’euro per protesta? A far rimanere queste povere anime nello sconforto più nero? Vuole affamarli per la sua protesta? Loro che c'entrano?

Siamo un paese fatto così! Siamo "italiani", e con tutto il negativo del significato di questa parola. Ed è qui che viviamo, e bisogna accettare questo dato di fatto o scappare via.

Ma i poveri, almeno i poveri… difendiamoli noi, i “poco meno poveri”, perché siamo e saremo gli unici a farlo... e un giorno potrmmo essere noi ad aver bisogno di questi aiuti. E a chi ci rivolgeremo se non alla pietà della gente come noi? Alla politica?

Distinti saluti,

 

Patrizio Pace

Per cortesia, evitiamo di parlare di sti cucuzzi, la storia, l'italianità ecc... capito?  L'Italia è stata fatta con la distruzione della Sicilia e del Sud.  Adesso basta con la retorica nazionalista.  Mi fermo qui...

Anonimo 16 aprile 2009   18:59

coraggio la società ha bisogno di tanto coraggio e tu con quello che hai scritto lo hai dimostrato...!!!!!!!!!!

continua così non sarai mai solo....!!!!

Anonimo 16 aprile 2009   17:05

Non posso aggiungere altro : hai perfettamente ragione.

Guido Chiappo

Anonimo 16 aprile 2009   16:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 aprile 2009. Visualizza »

 

Caro Giacomo,

Avevo buttato giù alcune righe con le quali, in maniera molto succinte, sfogavo la mia ira contro le istituzioni.

Non ti nascondo che dopo avere visto il programma “Ballarò”, andato in onda ieri sera, in cui presenziava un illustre economista, ho cambiato radicalmente idea.

È stato lo stesso studioso a raccontare il passaggio che avviene, in seno agli istituti di credito, con il denaro raccolto per i terremotati, che ammonta a svariati milioni. Il lucrare, da parte delle banche, con le tre graduali transazioni, è qualcosa di fantascientifico. Da non crederci!

Si apprendeva, inoltre, che le case costruite in Irpinia, ed assegnate ai senza tetto, sono costate Lire 1.300.000.000 cadauna. (Attenzione alle cifre: unomiliardotrecentomilioni ca-da-u-na) Non occorre essere esperti in economia, anche l’ultimo degli uscieri di Via della Conciliazione, saprebbe fare quattro conti, e dedurne che: se quegli appartamenti, considerati case di civile abitazione, fossero state costruiti con dei lingotti d’oro, anziché in foratini, avrebbero avuto un costo inferiore.

In Cina gente senza scrupoli come questa viene messa in ginocchio con i polsi legati dietro la schiena e, alla stessa velocità del suono, si fa loro omaggio di un pallottola alla nuca. Ma se questa legge venisse attuata nel nostro Paese, le cartucce per giustiziare queste persone, verrebbero caricate a salve come la cannonate sparate, a mezzogiorno, dal Gianicolo.

Cordialità.

Gianni D’Amico.

Bravissimo!!! Hai detto delle cose.purtroppo, vere. Peccato che già il mio obolo l'avevo dato, anche se con molte perplessità e riserve pr molte motivazioni d te espresse nell'articolo

Anonimo 16 aprile 2009   16:34

Gentile Direttore,

Sono le Azioni che contano…

Condivido tutto quello che sostiene, ma non l’azione.

Si dona perché c’è un bisogno oggettivo, proprio perché la politica si frega tutti i soldi e specula.

La sua protesta non andava fatta “dopo”… ma prima. A che serve non essere solidali?

Siamo Italiani. Al governo c’è il più grande farabutto della storia. Di che si stupisce? Che siamo un paese di fanfaroni? Idioti? Dalla facile emozione e dalla corta memoria?

Tutto vero. Tra un mese nessuno si ricorderà più nulla, e già ora ci sono persone che si sono rotte le scatole delle richieste di solidarietà.

Una volta provai a far politica. Tutti mi rimproveravano, quando urlavo o scrivevo dello schifo della politica: “Fai qualcosa!”.

Allora non capivo, ma, come diceva Mahatma Gandhi, “Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.” A che serve urlare, scrivere, inveire, se poi tutto rimane com’è?

Ecco, tutto rimarrà com’è.

Chi ci guadagnerà sarà, al solito, il tizio che abbiamo come presidente del consiglio e tutta la sua cosca di amici imprenditori (o definiti tali!).

Ma la gente non ha più casa, non ha più un lavoro, e nemmeno più la sensazione di poter avere un futuro normale. Vivono nelle tende; insieme ad anziani e bambini che se la fanno addosso, con gente che russa, che è insonne, con chi non è autosufficiente. Per andare al bagno, sporco, fanno la fila. Non mangiano carne, non bevono vino, non possono più sdraiarsi sul divano a vedere un film in famiglia.

A che serve trattenere l’euro per protesta? A far rimanere queste povere anime nello sconforto più nero? Vuole affamarli per la sua protesta? Loro che c'entrano?

Siamo un paese fatto così! Siamo "italiani", e con tutto il negativo del significato di questa parola. Ed è qui che viviamo, e bisogna accettare questo dato di fatto o scappare via.

Ma i poveri, almeno i poveri… difendiamoli noi, i “poco meno poveri”, perché siamo e saremo gli unici a farlo... e un giorno potrmmo essere noi ad aver bisogno di questi aiuti. E a chi ci rivolgeremo se non alla pietà della gente come noi? Alla politica?

Distinti saluti,

 

Patrizio Pace

Anonimo 16 aprile 2009   14:59

Ho letto il suo articolo sul terremoto in Abruzzo. Purtroppo, a differenza sua, l'sms l'ho inviato, anche se il dubbio che fosse "sprecato" l'avevo. Comunque sia le faccio i complimenti per quanto da Lei espresso in modo chiaro e preciso. Rimane l'amarezza nel vedere come le cose "non vanno" nel nostro Stato. Distinti saluti.

Vogrig Luca

Anonimo 16 aprile 2009   12:28

La ammiro per il coraggio che dimostra nell'esprimere il suo  pensiero. Sono sicuro che non è il solo a pensarla cosi.

Anonimo 16 aprile 2009   12:08

Moltissimo delle cose qui dette, degli eventi evocati, delle responsabilità denunciate, dell'amarezza espressa sono condivisibili. Tuttavia, affinché il tutto non si trasformi il "qualunquismo inutile", una domanda: Giacomo di Girolamo per quale partito ha votato e vota?

Lorenzo Mazzucato

Anonimo 16 aprile 2009   09:55

"Si rivolga ai tanti eccellenti evasori...".Parole sacrosante.

Aggiungerei: si obblighino i parlamentari europei,nazionali,regionali,gli alti burocrati e tutto lo stuolo di presidenti e amministratori dei tantissimi enti inutili e/o spendaccioni(vere sanguisughe di denara pubblico)a devolvere una una-due-tre ecc dlle loro mensilita' proprzionalmente ai loro vergognosi ed esagerati stipendi.

Del resto cosi' operando si avrebbe la conferma se lor signori provano una benche' minima parvenza di vergogna.

PS:Al Presidente del Consiglio che anni fa apparve in grandi manifesti come il Presidnt operaio lo invito a trascorrere un mese da operaio in Abbruzzo.

Anonimo 15 aprile 2009   19:25

Stu picciottu c' avi baddi di ferru.  Bravu è!

Anonimo 15 aprile 2009   18:58

 

Caro Giacomo,

Avevo buttato giù alcune righe con le quali, in maniera molto succinte, sfogavo la mia ira contro le istituzioni.

Non ti nascondo che dopo avere visto il programma “Ballarò”, andato in onda ieri sera, in cui presenziava un illustre economista, ho cambiato radicalmente idea.

È stato lo stesso studioso a raccontare il passaggio che avviene, in seno agli istituti di credito, con il denaro raccolto per i terremotati, che ammonta a svariati milioni. Il lucrare, da parte delle banche, con le tre graduali transazioni, è qualcosa di fantascientifico. Da non crederci!

Si apprendeva, inoltre, che le case costruite in Irpinia, ed assegnate ai senza tetto, sono costate Lire 1.300.000.000 cadauna. (Attenzione alle cifre: unomiliardotrecentomilioni ca-da-u-na) Non occorre essere esperti in economia, anche l’ultimo degli uscieri di Via della Conciliazione, saprebbe fare quattro conti, e dedurne che: se quegli appartamenti, considerati case di civile abitazione, fossero state costruiti con dei lingotti d’oro, anziché in foratini, avrebbero avuto un costo inferiore.

In Cina gente senza scrupoli come questa viene messa in ginocchio con i polsi legati dietro la schiena e, alla stessa velocità del suono, si fa loro omaggio di un pallottola alla nuca. Ma se questa legge venisse attuata nel nostro Paese, le cartucce per giustiziare queste persone, verrebbero caricate a salve come la cannonate sparate, a mezzogiorno, dal Gianicolo.

Cordialità.

Gianni D’Amico.

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