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"Per l'Abruzzo non dono neanche un euro"
La provocazione shock parte dalla Sicilia

di Dario La Rosa
15 aprile 2009 12:23
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www.siciliainformazioni.com

 "Per l'Abruzzo? Non dono neanche un euro". Non è il messaggio di un uomo senza cuore, un antagonista che non si commuove davanti alla tragedia del terremoto. E' invece la rabbia di chi ha visto troppe volte andare in fumo parole di solidarietà e interventi che sarebbero dovuti essere risolutivi.
Autore del messaggio che sta facendo il boom tra gli internauti e che ha lasciato la sua eco anche sulla prima pagina di Repubblica è un giovane giornalista di Marsala, Giacomo Di Girolamo - direttore del sito marsala.it - che ha espresso così la sua rabbia contro il non fare.
"Ho raggiunto il mio limite di rassegnazione - racconta a siciliainformazioni.com - per questo ho deciso di non donare l'euro. In Italia la solidarietà è utilizzata come un paravento. Ci costringono a pensare in termini di unità quando invece è proprio dalla diversità che nasce il rispetto per gli altri".
Quello di Di Girolamo è un j'accuse contro la politica dell'inefficienza.


"Ero pieno di amarezza per i fatti legati al terremoto - dice - ho messo il mio pensiero nero su bianco, poi Facebook ha amplificato le cose. Penso che non si possa chiedere aiuto alla popolazione che già paga le tasse ed ha diritto a vivere secondo le regole. Il governo, in quanto rappresentante del popolo italiano, è il primo ad essere responsabile di tragedie come questa. Per questo motivo dovrebbe fare più che chiedere e, soprattutto, non dovrebbe farsi pubblicità con le tragedie altrui. Credo ci sia un limite in cui si supera la decenza".
Sembra il pensiero di uno che vuole iniziare la carriera politica, ma su questo fronte Di Girolamo è chiaro: "Ho espresso solo il mio pensiero, non ho alcuna intenzione di convincere altre persone a fare come me. Fa piacere, però, che queste riflessioni abbiano acceso un dibattito. Evidentemente il problema è sentito".
Oltre alla scelta d'opposizione cosa vorresti che si facesse adesso?
"Vorrei che si facesse quello che non è stato fatto nel Belice o in Irpinia. Il principio dell'autodeterminazione dovrebbe essere il cardine delle azioni future. Si parla di new town e sembra più uno slogan pubblicitario che la parola con cui si indica la ricostruzione. Devono essere i cittadini a scegliere del proprio futuro, non possono essere politici che, per forza di cose, sono stati lontani da quei territori".
Però le case non ci sono più e bisogna pur affrontare il problema velocemente.
"Lo credo anche io, forse con la crisi economica che viviamo ci sarà un po' di coscienza in più. Basterebbe soltanto che ognuno di noi facesse il proprio dovere con coscienza".

 

Leggi l'articolo di Giacomo Di Girolamo

 

 

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Anonimo 30 aprile 2009   19:02
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ma sfortunatamente lo stato italiano esisteva già, e quello che è successo nel belice è una e delle tante offesa ai siciliani!

e chi l'avrebbe arrecato queste offese?

Di soldi ne sono partiti tanti ed a destinazione corretta si dice ne siano arrivati ben pochi....

Avessero dato un assegno ad ogni terremotato,questo vivrebbe in villa.

Anonimo 28 aprile 2009   17:44
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 aprile 2009. Visualizza »

meno male che ai tempi di POGGIOREALE,SALAPARUTA,GIBELLINA

Silvio non faceva politica!

 

ma sfortunatamente lo stato italiano esisteva già, e quello che è successo nel belice è una e delle tante offesa ai siciliani!

Anonimo 17 aprile 2009   17:53
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 aprile 2009. Visualizza »

Ogni volta che c'è un sisma ci ritroviamo a fare sempre gli stessi discorsi  dopo aver  versato lacrime, vere o fasulle che siano. Se è vero che nove passanti su dieci interpellati su chi ci governa non sanno rispondere con sicurezza io sono convinto che dieci passanti su dieci interpellati sulla mappa sismica d'Italia non sanno di che si tratta. E' bene che tutti i cittadini sin dalle prime classi elementari imparino le peculiarità del nostro territorio  che oltre ad essere verde e circondato da uno splendido mare è anche sismico. Purtroppo difronte al terremoto ci comportiamo come l'uomo delle caverne, speriamo che la caverna resista e non ci seppellisca. Siccome i morti ci sono sempre e tanti e la ricostruzione richiede sacrifici di tutti i cittadini  sarebbe ora di cominciare a fare le cose con criterio lasciando perdere le clientele, il politicamente corretto, le radici che ognuno di noi le ha nei posti più impensati e spesso più insicuri ,  fare ciò che c'è da fare rispettando tutte le norme tecniche di costruzione in zone sismiche. Prima di tutto  scegliedo il territorio che dia maggiore affidamento. Altrimenti dobbiamo rassegnarci a sacrificare al dio Molloch  un continuo tributo di vite umane.  

 

infatti.

Ma L'Italia e' un paese che subisce,oltre i Sismi,anche le Alluvioni.

I tanto cari Borghi Medioevali nacquero nei cocuzzoli per ragioni difensive di quell'epoca.Ma si sa che le frane,x sisma o per alluvione,vanno dall'alto verso il basso.L'Abruzzo ha avuto un sisma da territori classificati da I Grado,ma era classificato di II Grado,quindi le norme ammesso che fossero rispettate,chiedevano MINORI COEFFICIENTI DI SICUREZZA.

Anonimo 17 aprile 2009   15:47
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 aprile 2009. Visualizza »

è davvero molto semplice trovare qualche milòiardo di euro per ricostruire l'abruzzo

 

è molto semplice: basta recarsi al seggio e far mettere a verbale che ci si
rifiuta di prendere le schede e votare in modo da far risparmiare l'euro
all'anno che ogni scheda votata fa destinare al finanziamento pubblico dei
partiti.

è molto semplice: ogni voto alle europee dà ai partiti 5 euro, ogni voto
alle amministrative altri 4 euro per scheda.
non è meglio usarli per ricostruire l'aquila?

Eh he!Ma loro (i politici) furbetti ci hanno già pensato!Mica hanno legato il finanziamento elettorale all'effettivo esercizio del voto.MICA FESSI!Basta semplicemente essere iscritti alle liste elttorali per far loro avere i dindini!!!Quindi...sarebbe indispensabile chiedere la cancellazione dalle liste del proprio comune...Credo sia meglo praticare altre strade...

Alessandro Accardo Palumbo

Anonimo 17 aprile 2009   10:17

è davvero molto semplice trovare qualche milòiardo di euro per ricostruire l'abruzzo

 

è molto semplice: basta recarsi al seggio e far mettere a verbale che ci si
rifiuta di prendere le schede e votare in modo da far risparmiare l'euro
all'anno che ogni scheda votata fa destinare al finanziamento pubblico dei
partiti.

è molto semplice: ogni voto alle europee dà ai partiti 5 euro, ogni voto
alle amministrative altri 4 euro per scheda.
non è meglio usarli per ricostruire l'aquila?

Anonimo 16 aprile 2009   23:01

una provocazione utile a far riflettere su un inefficenza dello stato…impossibile che palazzi di appena trent’anni crollino! Di Girolamo ci ha fatto notare come gli errori commessi dallo stato in passato sono stati commessi ancora oggi senza nessun passo avanti….allora a ke serve donare soldi in beneficenza??una vincita alla lotteria per lo stato?magari il governo potrà riflettere su ciò…invece di pensare se costruire il ponte o no,perchè non si cerca di costruire un stato in cui vegono fatte delle leggi e poi rispettare??il potere esecutivo fa parte del governo!se esso non funziona c’è qlk cosa che non va…io italiana chiedo all MIO stato più sicurezza.

Anonimo 16 aprile 2009   20:13

SCUSATE,  FORSE L'AVETE DIMENTICATO CHE IL NOSTRO GOVERNO HA RIFIUTATO GLI AIUTI DI MOLTI STATI AMICI.

PERCHE' ??? .  IO ANCORA NON L'HO CAPITO!!!

Anonimo 16 aprile 2009   19:49

Ogni volta che c'è un sisma ci ritroviamo a fare sempre gli stessi discorsi  dopo aver  versato lacrime, vere o fasulle che siano. Se è vero che nove passanti su dieci interpellati su chi ci governa non sanno rispondere con sicurezza io sono convinto che dieci passanti su dieci interpellati sulla mappa sismica d'Italia non sanno di che si tratta. E' bene che tutti i cittadini sin dalle prime classi elementari imparino le peculiarità del nostro territorio  che oltre ad essere verde e circondato da uno splendido mare è anche sismico. Purtroppo difronte al terremoto ci comportiamo come l'uomo delle caverne, speriamo che la caverna resista e non ci seppellisca. Siccome i morti ci sono sempre e tanti e la ricostruzione richiede sacrifici di tutti i cittadini  sarebbe ora di cominciare a fare le cose con criterio lasciando perdere le clientele, il politicamente corretto, le radici che ognuno di noi le ha nei posti più impensati e spesso più insicuri ,  fare ciò che c'è da fare rispettando tutte le norme tecniche di costruzione in zone sismiche. Prima di tutto  scegliedo il territorio che dia maggiore affidamento. Altrimenti dobbiamo rassegnarci a sacrificare al dio Molloch  un continuo tributo di vite umane.  

Anonimo 16 aprile 2009   16:35
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 aprile 2009. Visualizza »

 Chiaramente, Lei ha la coda di paglia.  Non ho polemizzato con nessuno;  ho solo osservato che il politico Silvio Berlusconi è iellato, che sempre le sue vittorie elettorali hanno portato sfortuna al nostro paese.  Ho accennato a fatti, non ho attizzato alcuna polemica.  Semmai, provocatorie -- scioccamente provocatorie -- sono le Sue affermazioni, faziose e perfino volgari.

meno male che ai tempi di POGGIOREALE,SALAPARUTA,GIBELLINA

Silvio non faceva politica!

 

Anonimo 16 aprile 2009   16:33

non ho tempo di leggere tutti i commenti,ma,questa provocazione,mi pare sia riuscita ad aprire la discussione.

Personalmente ritengo che la volonta' dei Cittadini aquilani debba avere un peso relativo,essendo condizionata piu' dai sentimenti che dalla ragione e dalla scienza..Porta a Porta ha mostrato le mappe dei sismi e spiegato che in quella zona ci saranno sempre.E nessuno puo' dire che la massima Magnitudo sia stata raggiunta,perche' non sappiamo cosa succede esattamente "sotto".Intanto si parla di 10.000 (diecimila!)scosse

di cui tre o 4 hanno superato la magnitudo 5,fin'ora.

Ora se io fossi un aquilano accetterei di buon grado di avere una nuova costruzione antisismica in una New Town da far nascere in un sito meno tormentato e

con spazi piu' adatti ad una eventuale futura emergenza.e,dopo, dormirei piu' tranquillo.

Ma ormai si e' perso il buon senso,perche' essendo stata un'idea nata dal Premier,ecco che in tanti gli devono dare addosso,e riscoprono come sono "suggestivi" i vecchi borghi ed i centri ad elevatissima densita' abitativa.

Perfino un leader sindacale adesso ci si e' messo di mezzo predicando che non bisogna disperdere l'identita' di quelle

popolazioni.E che dovrei dire io della mia identita' di palermitano che si ritrova i figli all'estero,pur in assenza di un

terremoto fisico?La mia famiglia ,come quella di tanti altri Siciliani del duemila,

si e' piu' che dimezzata e dispersa,ma sembra che questa diaspora non interessi nessuno.

Tornando a S.B.,la prossima volta che vuole raggiungere un obiettivo,gli consiglio di dichiarare esattamente l'opposto.

Se gli stava a cuore la vita degli aquilani,avrebbe dovuto affermare che la ricostruzione andava fatto esclusivamente

nei medesimi siti della distruzione.Solo cosi' gli avrebbero chiesto una "new town".

Anonimo 16 aprile 2009   14:16
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( Hmmm  devo avere toccato un nervo scoperto!  Certo, deve essere dura per lui ammettere che il suo dio è scalognato!  Sconvolto com'è, Il poverino non s'accorge neppure di cadere in contraddizione nello spazio di una singola frase:  da un lato mi accusa di superstizione, dall'altro mi invita a regalare il corno rosso a Veltroni e Franceschini che –– parole sue –– sarebbero "super-sfigati".  Scommetto che intanto tocca anche ferro.  Che pena!)

Ma quale "nervo scoperto" ! Si può rispondere seriamente ad un'osservazione pacchiana ?

In realtà siete alla frutta degli "argomenti"

Anonimo 16 aprile 2009   11:45
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Se poi ti resta qualche centesimo,dopo le tue "folli" donazioni, comprati anche un fazzoletto per asciugarti il sudore !

Contro Berlusconi siamo dunque arrivati alla Superstizione ?

Vi rivolgete,si vede, ad un target assai elevato.

Ricorrerete anche al Woo Doo giamaicano ?

Il corno ,poi, forse è meglio regalarlo a Veltroni e Franceschini.

Nell'Italia d'oggi i "super-sfigati" mi sembrano proprio loro !

( Hmmm  devo avere toccato un nervo scoperto!  Certo, deve essere dura per lui ammettere che il suo dio è scalognato!  Sconvolto com'è, Il poverino non s'accorge neppure di cadere in contraddizione nello spazio di una singola frase:  da un lato mi accusa di superstizione, dall'altro mi invita a regalare il corno rosso a Veltroni e Franceschini che –– parole sue –– sarebbero "super-sfigati".  Scommetto che intanto tocca anche ferro.  Che pena!)

Anonimo 16 aprile 2009   11:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 aprile 2009. Visualizza »

anzichè polemizzare contro un governo che presta attenzione, date qualche consiglio utile, e non fare come tutti quelli di sinistra che parlano tanto e non concludete un c...zo

PC

 Chiaramente, Lei ha la coda di paglia.  Non ho polemizzato con nessuno;  ho solo osservato che il politico Silvio Berlusconi è iellato, che sempre le sue vittorie elettorali hanno portato sfortuna al nostro paese.  Ho accennato a fatti, non ho attizzato alcuna polemica.  Semmai, provocatorie -- scioccamente provocatorie -- sono le Sue affermazioni, faziose e perfino volgari.

Anonimo 16 aprile 2009   11:06

Sono d'accordo a metà, guarda che anche se non mandi un centesimo in solidarietà, chi dovrà arricchirsi in maniera illecita si è già messo in moto, e non era neanche necessario che il Berlusca proclamasse la ricostruzione veloce o la "new town", parola orribile che sottointende lo sradicamento da quì per mettere chissà dove (vedi Belice); Proprio durante le scosse i palazzinari del malaffare si sfregavano le mani perchè sanno che fra un pò di tempo cominceranno a piovere centinaia di bigliettoni, al netto della solidarietà, per la "RICOSTRUZIONE" parola magica che ad alcuni farà dimenticare la crisi che tutti gli altri continueranno a subire e nè tu caro Di Girolamo, nè io nè nessun'altro potrà farci niente. Possiamo indignarci e protestare ma fino a quando l'iniziativa sarà pubblica non cambierà nulla.

Ma siccome la solidarietà è fatta di tante cose io la esprimo così rivolgendomi idealmente al Sindaco ed alle istituzioni in generale.

Egr. Sig. Sindaco sarebbe, secondo me, opportuno che la ricostruzione non venga gestita nè da Lei nè da nessun'altro che se da un lato avete tutte le buone intenzioni di fare presto e bene dall'altro non siete i diretti interessati al dramma, per inciso non sò e non mi interessa sapere in quali condizioni siano le case dei componenti del suo consiglio comunale e la sua, ma di una cosa sono certo non siete i proprietari di quel 47 % di abitazioni distrutte o inagibili.  Quindi metta in rete i nomi ed i relativi numeri di conto corrente, in barba alla privacy, di chi è rimasto senza casa così che ognuno di noi possa sapere a chi và il proprio contributo, così anche lo Stato saprà con certezza a chi avrà ricostruito la casa, e non in un'altro posto ma esattamente lì dove era prima.

In questo modo, credo si otterrà da un canto di aver risparmiato un fiume di danaro della collettività in ricostruzione di un'altra città e dall'altro canto di aver fatto veramente partecipi i benefattori per aver contribuito alla giusta causa.

Poi se qualcuno sara talmente C.....ne da farsi costruire una casa di cartone bè questi saranno C...i suoi.

De vulgari eloquentia          

    

Anonimo 16 aprile 2009   10:08

 

Caro Giacomo,

Avevo buttato giù alcune righe con le quali, in maniera molto succinte, sfogavo la mia ira contro le istituzioni.

Non ti nascondo che dopo avere visto il programma “Ballarò”, andato in onda ieri sera, in cui presenziava un illustre economista, ho cambiato radicalmente idea.

È stato lo stesso studioso a raccontare il passaggio che avviene, in seno agli istituti di credito, con il denaro raccolto per i terremotati, che ammonta a svariati milioni. Il lucrare, da parte delle banche, con le tre graduali transazioni, è qualcosa di fantascientifico. Da non crederci!

Si apprendeva, inoltre, che le case costruite in Irpinia, ed assegnate ai senza tetto, sono costate Lire 1.300.000.000 cadauna. (Attenzione alle cifre: unomiliardotrecentomilioni ca-da-u-na) Non occorre essere esperti in economia, anche l’ultimo degli uscieri di Via della Conciliazione, saprebbe fare quattro conti, e dedurne che: se quegli appartamenti, considerati case di civile abitazione, fossero stati costruiti con dei lingotti d’oro, anziché in foratini, avrebbero avuto un costo inferiore.

In Cina gente senza scrupoli come questa viene messa in ginocchio con i polsi legati dietro la schiena e, alla stessa velocità del suono, si fa loro omaggio di un pallottola alla nuca. Ma se questa legge venisse attuata nel nostro Paese, le cartucce per giustiziare queste persone, verrebbero caricate a salve come la cannonate sparate, a mezzogiorno, dal Gianicolo.

Cordialità.

Gianni D’Amico.

Anonimo 16 aprile 2009   10:04

Quì il problema non è se inviare 1 o 2 € o magari 10 o 15 attraverso banca o c/c postate o non so che altro. Se lasciarsi prendere dalla commozione per le disgrazie a vario titolo che accadono troppo spesso in questo paese, nel quale abbiamo bisogno delle ronde "private" per dare sicurezza ai cittadini, nella certezza poi di avere di avere nel tempo un'altro esercito di disoccupati da stabilizzare. La questione è chiara. C'è una indignazione diffusa in tutto il territorio nazionale per ciò che accade dappertutto e quindi è normale che un cittadino, qualunque esso sia, (nel caso specifico Giacomo Di Girolamo) scriva un commento indignato. Giacomo Di Girolamo ha scritto quello che pensava più giusto fare tentando di farlo arrivare alla comunity. La cosa peraltro gli è riuscita molto bene. Complimenti! Io però mi sono appuntato questo nome e cognome perchè sono certo anzi certissimo che in futuro andrà ad occupare uno scranno al parlamento. Non me ne voglia, succede sempre così. E' normale. E' successo ai più insospettabili operai di stabilimenti Fiat o Tyssen o alle vedove di mafia essere coinvolti in progetti politici per accaparrare voti o simpatie.

Io al di la di tutto il mio piccolo anzi piccolissimo contributo l'ho dato pur pensandola esattamente cole Giacomo Di Girolamo e aggiungerei di Dario La Rosa.

Francesco Scorsone

Anonimo 16 aprile 2009   09:53

Finalmente qualcuno che riesce a scrivere quello che anche io penso

 

Anche io ho pianto, non solo per la commozione ma anche e sopratutto per la rabbia.

Mi sono iscritta a geologia subiro dopo il terremoto dell'Irpinia, quando si diceva che i geologi sarebbero stati impiegati per studiare il territorio e ed evitare nuove tragedie sono passati quasi 20 anni (dalla mia laurea), io faccio altro come tanti laureati in geologia e la gente muore ancora per le stesse cose.

Non solo ma si continua a lucrare sulle spalle della gente (soprattutto del Sud), restando impuniti e continuando a fare i politici e i costruttori e ovviamente noi continuamo a tacere e a subire.

Anonimo 16 aprile 2009   09:36
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 Nella speranza che arrivi a destinazione, non nelle tasche del ladruncolo di turno, un Euro lo manderò anch'io, anzi ne manderò due.  Colgo l'occasione per osservare che ... 'sto Berlusconi porta proprio sfortuna!  Ogni volta che lui va al potere, a dir poco arriva una crisi economica.  Stavolta, insieme con la crisi più ampia e profonda dopo quella del '29, è arrivato anche il terremoto più devastante dopo quello del ... (uno a scelta, tra Belice, Friuli, Irpinia...).  Mi sa che con l'ultimo Euro vado a comprarmi un corno rosso...

Se poi ti resta qualche centesimo,dopo le tue "folli" donazioni, comprati anche un fazzoletto per asciugarti il sudore !

Contro Berlusconi siamo dunque arrivati alla Superstizione ?

Vi rivolgete,si vede, ad un target assai elevato.

Ricorrerete anche al Woo Doo giamaicano ?

Il corno ,poi, forse è meglio regalarlo a Veltroni e Franceschini.

Nell'Italia d'oggi i "super-sfigati" mi sembrano proprio loro !

Anonimo 16 aprile 2009   08:46
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 Nella speranza che arrivi a destinazione, non nelle tasche del ladruncolo di turno, un Euro lo manderò anch'io, anzi ne manderò due.  Colgo l'occasione per osservare che ... 'sto Berlusconi porta proprio sfortuna!  Ogni volta che lui va al potere, a dir poco arriva una crisi economica.  Stavolta, insieme con la crisi più ampia e profonda dopo quella del '29, è arrivato anche il terremoto più devastante dopo quello del ... (uno a scelta, tra Belice, Friuli, Irpinia...).  Mi sa che con l'ultimo Euro vado a comprarmi un corno rosso...

anzichè polemizzare contro un governo che presta attenzione, date qualche consiglio utile, e non fare come tutti quelli di sinistra che parlano tanto e non concludete un c...zo

PC

Anonimo 16 aprile 2009   08:35

Ho 71 anni e nella mia vita ne ho viste di calamità: Polesine, Vajont, Belice, India affamata, Irpinia, Friuli ecc. ecc. ecc.

Ho sempre sentito lamentarsi coloro i quali hanno subito perdite e lutti per non aver ricevuto tutto ciò che era stato raccolto ed ho sempre sentito che molti sciacalli si sono arricchiti sulla dabbenaggine degli Italiani.

Forse molti non sanno che ancora oggi paghiamo un'addizionale sulle tasse "pro Messina terremotata" ed un'altra, unitamente ad un aumento abbastanza salato sul costo della benzina,  "pro Firenze alluvionata".

Io non voglio essere cattivo ma penso che ci siano persone che preghino perchè avvengano sciagure, solo così si possono arricchire.

Vi ricordate la barzelletta circa la spartizione dei fondi per il Vajont? Erano in due e: questo per me (la metà), questo per te (l'altra metà) e questo per il Vajont. Se volete sapere cosa hanno destinato al Vajont sbattete la mano sinistra sull'avambraccio della mano destra, chiusa a pugno, ed agitate con forza. La barzelletta è sempre valida,

Non do un soldo mi sono scocciato. 

Anonimo 15 aprile 2009   19:16
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io concordo pienamente

 

MP

Concordo !!!

Anonimo 15 aprile 2009   19:09

D'accordissimo.  Meno male che non sono il primo a esprimirmi così!  Vi ricordo che dopo l'11 settembre la solidarietà è stata utilizzata (sotto l'ex presidente George Bush) per riscrivere le leggi usa in modo anticostituzionale.  Ecco come i governi usano i disastri per controllarci.  Accura che Berlusconi e quegli altri a Roma useranno la crisi per i propri scopi politici e/o personali.   

Anonimo 15 aprile 2009   19:03
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Caro Girolamo Di Giacomo, mi trovi perfettamente d'accordo. Il terremoto è diventato una "trance" mediatica. Molte funzioni istituzionali, appartenenti ad uno Stato democratico, sono state passate "in servizio" ai cittadini o a determinate categorie di operatori sociali. Anche la sanità pubblica mi sembra che si stia eccessivamente affidando all'associativismo; oggi, per ogni grave patologia, esiste un'apposita associazione di raccolta fondi.

Tuttavia, pur condividendo il suo pensiero, per sentimento umano effettuerò una donazione per i terremotati.

Giuseppe  

 Nella speranza che arrivi a destinazione, non nelle tasche del ladruncolo di turno, un Euro lo manderò anch'io, anzi ne manderò due.  Colgo l'occasione per osservare che ... 'sto Berlusconi porta proprio sfortuna!  Ogni volta che lui va al potere, a dir poco arriva una crisi economica.  Stavolta, insieme con la crisi più ampia e profonda dopo quella del '29, è arrivato anche il terremoto più devastante dopo quello del ... (uno a scelta, tra Belice, Friuli, Irpinia...).  Mi sa che con l'ultimo Euro vado a comprarmi un corno rosso...

Anonimo 15 aprile 2009   18:03
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concordo pienamente.....Sicilia indipendente!!!! solo così la Sicilia potra rinascere e affrontare con le proprie forze i propri demoni. O si Vince o si Muore.

Ma perchè non ti levi ? Ma possibile che in ogni cosa ,anche la più tragica,vedi solo l'occasione per i tuoi slogans solitari ?

Ma chi speri di convincere con questi "gridolini" ripetuti ed ossessivi ? Non ti senti un po' fuori posto ?

La Sicilia ha "affrontato i propri demoni" piuttosto malamente col terremoto del 68 di Gibellina e Salaparuta: le baracche sono ancora là. E qualche Sindaco si fece la villa e fu denunziato.

Anonimo 15 aprile 2009   15:16

Caro Girolamo Di Giacomo, mi trovi perfettamente d'accordo. Il terremoto è diventato una "trance" mediatica. Molte funzioni istituzionali, appartenenti ad uno Stato democratico, sono state passate "in servizio" ai cittadini o a determinate categorie di operatori sociali. Anche la sanità pubblica mi sembra che si stia eccessivamente affidando all'associativismo; oggi, per ogni grave patologia, esiste un'apposita associazione di raccolta fondi.

Tuttavia, pur condividendo il suo pensiero, per sentimento umano effettuerò una donazione per i terremotati.

Giuseppe  

Anonimo 15 aprile 2009   15:12

E' una provocazione inopportuna e di basso profilo.

Anonimo 15 aprile 2009   14:03
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ha ragione, tutta colpa di questo maledetto stato italiano!

rivoglio l'indipendenza della sicilia

concordo pienamente.....Sicilia indipendente!!!! solo così la Sicilia potra rinascere e affrontare con le proprie forze i propri demoni. O si Vince o si Muore.

Anonimo 15 aprile 2009   12:47

io concordo pienamente

 

MP

Anonimo 15 aprile 2009   12:41

ha ragione, tutta colpa di questo maledetto stato italiano!

rivoglio l'indipendenza della sicilia

Anonimo 15 aprile 2009   12:38

new town, social card, fiscal drag, ministero del welfare,... in genere i politici italiani usano l'inglese quando ce la devono mettere in quel posto. Suona moderno, accattivante, non si capisce bene e funziona allo scopo.

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