Prodotti alimentari cinesi 'alla melamina' anche in Italia. I primi tre test risultati positivi riguardano due campioni di latte, sequestrati a Modugno (Bari), ed un campione di yogurt sequestrato in punti vendita etnici a Poggio Marino (Napoli). Il rischio melamina, dunque, arriva nel nostro Paese, anche se il sottosegretario alla Salute Francesca Martini - che oggi ha reso noti i risultati delle ispezioni dei carabinieri dei Nas su prodotti cinesi dopo l'allarme, lo scorso settembre, del latte contaminato in Cina - precisa: "La situazione è sotto controllo, ma la guardia resta alta". Ed anche il ministro dell'Agricoltura Luca Zaia, elogiando l'operazione del Corpo forestale dello Stato che oggi ha sequestrato a Napoli 10 quintali di latte sospetto proveniente dalla Cina, ha ribadito la linea di "tolleranza zero nei confronti di chi sofistica gli alimenti". Complessivamente, dal 22 settembre al 13 ottobre, sono state ispezionate dai Nas 855 strutture che si occupano di importazione e distribuzione di prodotti alimentari cinesi e sono stati prelevati 127 campioni, inviati ai competenti laboratori di analisi. Finora sono pervenuti i risultati dei 48 campioni inviati all'Istituto zooprofilattico di Teramo, che mostrano, appunto, tre positività alla melamina. Campioni in cui, ha spiegato il Comandante dei Nas Cosimo Piccinno, la presenza di melamina era "consistente": "Sono stati rilevati - ha precisato - dai 3 ai 22 milligrammi di melamina per chilogrammo, contro un limite previsto pari a 2,5 milligrammi". Non si tratta - ha aggiunto - di una quantità letale, ma comunque nociva". A destare allarme, ha però avvertito Piccinno, è il fatto che si tratta "in sostanza di alimenti destinati all'infanzia". Al momento comunque, ha affermato dal canto suo il direttore generale sicurezza alimenti al ministero del Welfare Silvio Borrello, "non ci sono pervenute segnalazioni di conseguenze alla salute dei cittadini". Non è allarme, insomma, ma sicuramente la preoccupazione cresce dopo i primi test positivi in Italia: "La situazione è sotto controllo - ha commentato Martini - ma l'impegno del governo è mantenere alta l'allerta e continuare i controlli". "Questo scandalo - ha proseguito - ha evidenziato un mondo di illegalità che si stava infiltrando nel nostro Paese. E' l'occasione per fare pulizia". E dal sottosegretario arriva un duro giudizio dell'operato delle autorità cinesi: lo scandalo del latte alla melamina, ha detto, è "uno dei più grandi attentati alla salute globale del pianeta ed una delle più grandi frodi alimentari perpetrate, e ad oggi l'Organizzazione mondiale della Sanità non ha ricevuto ancora dalla Cina alcun aggiornamento epidemiologico sul caso". Una risposta, indirettamente, arriva però dallo stesso premier cinese Wen Jiabao, che, in un'intervista esclusiva alla rivista Science, annuncia che in Cina sarà predisposta una nuova regolamentazione riguardante il cibo e la sicurezza alimentare. Intanto, però, l'Italia procede sulla linea del rigore e, proprio per assicurare controlli ancora più stringenti, il governo ha deciso di concentrare in soli 4 'punti di accesso' l'entrata in Italia di prodotti alimentari provenienti dalla Cina: si tratta degli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, e dei porti di Genova e Napoli. Rientra, invece, l'allarme per una partita sospetta di dieci tonnellate di materie prime per integratori provenienti sempre dalla Cina, e destinate ad un'azienda italiana, sequestrata a Genova: le analisi non hanno evidenziato la presenza di melamina. Ma l'avvertimento lanciato oggi dal sottosegretario Martini resta valido: Non fare uso di questa tipologia di prodotti se "acquistati su Internet o venduti attraverso canali di distribuzione non controllati".