E' stato tradito dalle impronte digitali che aveva lasciato 14 anni fa su un foglio di carta nell'appartamento a Roma dove aveva strangolato e ucciso per rapina con una calza di nylon una donna anziana, il nomade giostraio, italiano, H.M., di 31 anni, arrestato dalla nuova unità speciale per gli omicidi non risolti da anni, la "Cold Case", istituita dalla Squadra mobile di Roma sei mesi fa.
L'uomo, allora minorenne, di 17 anni, uccise Liliana Grimaldi, di 74 anni, per rapinarla di pochi soldi e qualche gioiello ed è stato arrestato alle 5 di stamani dai poliziotti di questo reparto della sezione omicidi, al suo secondo caso svelato, dopo quello dell'omicidio di una barista, Maria Scarfò, uccisa il 29 dicembre del 2000, per il quale fu arrestato Sabatino D'Alfonso, di 45 anni, incastrato dal dna del liquido seminale lasciato sul corpo e sui vestiti della vittima. "Grazie alle nuove tecniche investigative - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il capo della Squadra mobile Vittorio Rizzi - è stato possibile risalire all'omicida che aveva lasciato delle impronte digitali su un foglio di carta, prima di strangolare la vittima con una calza di nylon.
All'epoca l'arrestato era minorenne e non avremmo potuto rintracciarlo visto che è stato schedato solo nel 2006". L'assassino, secondo gli investigatori, faceva parte di una famiglia specializzata in rapine a domicilio ai danni di anziani, specialmente nei quartieri attorno all'Eur, dove il giostraio abitava.
La vittima viveva in piazza dei Navigatori a poche centinaia di metri dalla sua abitazione. Le vittime venivano agganciate con un inganno: i rapinatori si fingevano volontari per la raccolta di abiti per i non vedenti o portavano regali o saluti di parenti alle loro vittime. Una volta entrati in casa riuscivano a guadagnarsi la fiducia degli anziani, li narcotizzavano con un sonnifero nel caffé o in una bevanda che si facevano offrire e quindi li rapinavano.
"Nel caso della signora Grimaldi - ha detto Rizzi - qualcosa deve essere andato storto nel meccanismo e i rapinatori hanno perso il controllo strangolando la donna". La madre dell'arrestato, Irma Agostina Glaudì, di 56 anni, é attualmente ricercata per undici rapine sempre ad anziani e sempre con le stesse modalità, la sorella Natasha, arrestata nel 2004, deve rispondere dell'omicidio di un anziano, Paolo Simeoni, morto per l'eccessiva somministrazione di un sonnifero, mentre un'altra sorella, Simona, e il fratello Giovanni sono accusati di altre rapine.
Tre i casi analoghi di rapina nella zona ancora da chiarire. Il giostraio è accusato di omicidio a scopo di rapina ed è stato portato nel carcere di Regina Coeli. L'inchiesta è stata coordinata dal pm della Procura dei minorenni di Roma Anna Di Stasio.