Niscemi, frenata della Procura: "Lorena incinta? Non ci risulta". Si valuta la possibilità di un'indagine sulla fuga di notizie

02 giugno 2008
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Colpo di freno della Procura dei minori di Catania sulla presunta gravidanza di Lorena Cultraro, la studentessa di 14 anni di Niscemi (Caltanissetta), strangolata da tre giovani, gettata in una vasca per l'irrigazione e trovata da un contadino il 12 maggio scorso. Ieri, fonti qualificate avevano rivelato che dagli esami istologici effettuati sul cadavere era emerso che la vittima aspettava un bambino. Oggi, la replica dei magistrati che, pur non smentendo la circostanza, hanno precisato che gli esami non sarebbero stati ancora completati e che non sarebbero stati comunicati loro, neanche informalmente, gli esiti delle analisi sullo stato dell' adolescente.

 

La Procura, inoltre, ha fatto sapere che sta valutando se trasmettere gli atti ai colleghi di Caltanissetta perché si indaghi sulla fuga di notizie. "Il dato clinico - dicono i pm - sarebbe comunque irrilevante ai fini dell'inchiesta, visto che l'omicidio è avvenuto perché i tre indagati erano convinti che la ragazza fosse incinta di uno di loro".

Sicinform

 

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, Lorena Cultraro é stata violentata dai tre minorenni, arrestati dai carabinieri poche ore dopo il ritrovamento del cadavere, e poi massacrata a calci e pugni, prima di essere strangolata con un cavo della tv. Il corpo è stato poi gettato in una vasca per l'irrigazione. I tre ragazzi, Alessandro A. di 17 anni, Domenico D.M. (che ha compiuto 17 anni il mese scorso) e Giuseppe G. di 16 anni, tutti di Niscemi, accusati dell'omicidio, hanno confessato ai giudici di aver ucciso Lorena perché la ragazza aveva detto di aspettare un bimbo da uno di loro. "Voleva incolparci tutti e tre - ha detto agli inquirenti Alessandro - perché sicuramente uno di noi l'aveva messa incinta". A quel punto è scattato il piano per ucciderla. Lorena è stata portata in un casolare di campagna, fatta spogliare e poi strangolata. L'autopsia non ha potuto accertare la gravidanza che al momento della morte sarebbe stata in uno stadio inziale. Per questo motivo il medico legale, Maria Berlich ha prelevato alcuni campioni dalla vagina sui quali ha effettuato esami istologici che avrebbero dato esito positivo.

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