Italia perde posizioni nella lotta ai gas serra, dal 41/o posto scende al 44/o nella classifica dei 57 Paesi a maggiori emissioni di Co2. Lo rileva il Climate Change Performance Index del German Watch, il Rapporto internazionale che valuta la qualità degli interventi per la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati ed emergenti che, insieme, producono oltre il 90% dei gas climalteranti a livello mondiale. Per il nostro Paese ha collaborato Legambiente. Il rapporto è stato presentato a Poznan, in Polonia, in occasione della 14/a Conferenza Onu sul clima che, iniziata il 1/o dicembre, l'11 e il 12 ospiterà i ministri di 189 Paesi per la discussione finale di alto livello. Un summit che si pone a metà strada tra la road-map di Bali, in Indonesia, nel 2007, e il vertice Onu del 2009 a Copenaghen da dove si attende un nuovo Protocollo di Kyoto con impegni di riduzione più decisi e più globali.
Un accordo globale che deve includere necessariamente anche Usa, Cina, India e Russia e le economie in crescita, Brasile, Messico, Sudafrica, Corea, Indonesia, Australia. A sottolinearlo il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, presente a Poznan per il Governo italiano. La vera sfida sui cambiamenti climatici "va saldata con quella per la crescita economica dei paesi in via di sviluppo", ha detto il ministro sottolineando che "la sfida di Poznan è la sfida della concretezza una sfida in cui l'Italia intende agire da protagonista oggi in Polonia e domani da Presidente del G8, in vista del grande appuntamento di Copenaghen del dicembre 2009". Secondo il ministro "l'Occidente non deve indicare limiti e ipotizzare sanzioni, ma deve piuttosto fornire tecnologie a basso contenuto di carbonio e strumenti finanziari adeguati".
Intanto la lotta all'effetto serra è sempre più dura per l' Italia. Secondo il German Watch, che, spiega Legambiente, si occupa degli interventi positivi e strutturali di ogni singola nazione nel campo del riscaldamento globale, Svezia, Germania e Francia si piazzano nel terzetto di testa, mentre in quarta e quinta posizione, a sorpresa, ci sono India e Brasile. In ultime posizioni arrivano Arabia Saudita, Canada e Usa. L'Italia, riferisce Legambiente, perde terreno rispetto alla scorso anno, quando era al 41/o posto e precede di poco Paesi come la Polonia e la Cina, con le stesse performance negative del Giappone. Si tratta di "una performance disastrosa" per Legambiente, secondo cui "a salvare l'Italia dagli ultimissimi posti della classifica, le poche ma importanti misure adottate in questi anni, come il conto energia per la promozione del fotovoltaico o gli incentivi del 55% per l'efficienza energetica. Misure che paradossalmente sono proprio quelle finite nel mirino dell' attuale governo".
Per salvare il Pianeta è partito anche il conto alla rovescia per Earth Hour 2009, l'Ora della Terra, l'evento globale per il clima lanciato dal Wwf che spegnerà le luci sabato 28 marzo tra le 20.30 e le 21.30, cioé fra 115 giorni. Al black out volontario hanno già aderito 74 città in 62 Paesi del mondo, da Mosca a Las Vegas, da Oslo a Singapore e Instanbul. L'obiettivo è 1.000 città e un miliardo di persone in tutto il mondo.