A Palermo, un "segnalibro" del tempo che fu viene cancellato. Tolta la giostra storica di Villa Sperlinga

16 giugno 2008
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A Villa Sperlinga, da decenni, c'era una modestissima giostrina, dove generazioni di giovani rampolli della Palermo bene e meno bene si sono divertiti a girare, scegliendo a volte un'automobilina, a volte un cavalluccio, a volte la buffa caricatura d'un cartone animato, un Dumbo o una giraffina, adesso non ricordo, sotto lo sguardo vigile di genitori e nonni e baby-sitter. Accanto alla giostra, proprio piccina perchè poteva avere un diametro massimo di quattro metri, c'era un baracchino dipinto in verde dove - nei giorni di apertura - stava in bella mostra un ricco corredo di giocattoli in plastica di poco prezzo che le mamme spinte dalle frigne e dai capricci dei propri figlioli acquistavano per poche lire (sì, quando ancora c'era la Lira) e dove era anche possibile comprare un sacchetto di mangime per i piccioni e coriandoli e stelle filanti in tempo di Carnevale. La giostrina, nel corso degli anni, ha avuto degli alti e dei bassi. Per lunghi periodi è stata chiusa, ma poi - quando riapriva - si rinnovava immutata la gioia delle frequentazioni da parte dei più piccini e dei genitori che li accompagnavano. E' anche successo che i bimbi d'un tempo, diventati genitori, vi abbiano portato i propri figli, attivando una consuetudine trasmessa per così dire “trans-generazionale”. Quando la giostrina era in funzione risuonavano nello spiazzale della villa le grida di gioia dei bimbi e le musiche che accompagnavano il movimento un po’ cigolante della giostra: due o tre motivetti sempre ricorrenti, tipo canzoncine e refrain dello Zecchino d'Oro nei tempi più antichi e qualche motivetto dei cartoni animati della Disney in tempi più recenti. L'altro giorno, ho notato che la giostrina - da molti mesi silente - era tutta circondata dalla stringa segnaletica bianco-rossa, come se ci fosse l'esigenza di delimitare una sorta di "crime scene" in villa: insomma, pane per i denti di Montalbano - si sarebbe potuto pensare! Ed invece no, quel nastro segnaletico stava semplicemente ad indicare "lavori in corso". Ma quali lavori? Mi piange quasi il cuore a dirlo: erano i lavori per lo smantellamento della giostrina che, dopo anni di confortante presenza anche quando era immobile e silente, ci ha lasciato per sempre, quasi in punta di piedi. Nel giro di pochi giorni, è stata fatta piazza pulita: dapprima sono stati rimossi la sovrastruttura, il baracchino adiacente e il casotto della biglietteria e, infine, anche il basamento di cemento che si elevava dal terreno cirocostante con due gradoni e dove, in tempi successivi, per ovviare all'inconveniente degli scalini era stato anche fatto un piccolo scivolo per facilitare nell'accesso i genitori di bimbi disabili, ma anche i più piccini spinti dalla mamma sul passeggino. Pensate: una giostrina il cui gestore, un omettino piccolo piccolo, sempre taciturno ed una sigaretta alla Yanez sempre pensolante dalle sue labbra spenta o accesa, aveva anche pensato all'abbattimento delle barriere architettoniche!!! Dicono alcuni che già il Comune ha dato l'appalto per la costruzione - nello stesso sito - di una giostra più moderna e funzionale. Rimosso il nastro segnaletico, alla fine dei lavori, rimane soltanto come traccia della giostra un cerchio più scuro che spicca sul terreno ben chiaro circostante. Chissà se quella nuova riuscirà a soppiantare nel ricordo e nel cuore di tanti la modesta giostrina del tempo che fu: anche se sarà più bella e scintillante, fatta di cavallucci altalenanti con l'accompagnamento di musiche più moderne, non riuscirà certamente a colmare un doloroso vuoto della memoria. Ma i nostalgici siamo soltanto noi che abbiamo vissuto queste trasformazioni. Noi, in fondo, siamo quelli "sbagliati"... I più giovani che oggi frequentano Villa Sperlinga - intendo dire i giovani adolescenti, viziati dai troppi indumenti ed accessori super-griffati e da automobiline-scooter da 10.000 Euro, oltre a stazionare per ore in un preoccupante vuoto di iniziative e di motivazione, in accessi di vandalismo e di bravate (basati sull'asserto "Vediamo chi è più forte") rompono le panche di pietra, divellono le staccionate di legno che delimitano alcune aiuole, sollevano pesanti griglie di ghisa che filtrano nei tombini le acque piovane, lanciandole, come segno di forza, nella vasca vicina, dove di pesci rossi sottoposti al bombardamento di questi oggetti e di altre assortite immondizie non ce n'è più nemmeno l'ombra. Sono certo che loro non si sono accorti della demolizione della giostrina... e di questo sinceramente mi dolgo, perchè penso che la vita è più povera se non si prova ogni tanto quel sottile, prezioso, sentimento della nostalgia.
 
 
Di Maurizio Crispi
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Anonimo 26 giugno 2008   12:57

Non posso che farle i miei complimenti per la piacevolissima stesura dell' articolo e perchè condivido pienamente quanto scrive sulla disattenzione, dei giovani adolescenti di oggi, alle piccole cose che danno un reale senso alla vita e creano emozioni che si ripropongono tali anche dopo parecchi anni! Un pò per deformazione professionale e un pò per attaccamento alla memoria storica di un luogo mi piacerebbe pensare che da qualche parte "almeno" ci sono conservati degli scatti fotografici che raccontano di questo posto, come di molti altri, cari nei ricordi dei palermitani che li hanno vissuti.

M. Teresa

Anonimo 17 giugno 2008   23:30

Buonasera,

innanzitutto mi congratulo vivamente per la Vostra bellissima rivista on-line che seguo quotidianamente grazie alla segnalazione di un'amica giornalista.

Poi circa l'articolo in questione, vorrei rivolgermi, se possibile, al suo autore..."Gentile Dr.Crispi, anch'io ho frequentato spesso con i miei genitori ed il mio fratellino (all'epoca) la mitica giostrina di Villa Sperlinga, e per molti anni. E' con "dolore" pertanto che apprendo, tramite il suo bellissimo quanto struggente "pezzo", della sua distruzione...mi ha talmente colpito il suo articolo che ho pensato di "postarlo" sul mio blog, citandone ovviamente la fonte ed il suo nome...che tristezza però e quanta, quanta nostalgia...nessuno al giorno d'oggi invero credo possa capire ciò che si provava e quanto ci si divertiva e si era felici con molto, molto poco...sono nata nel 1964 e tutta quella zona era la mia casa...a proposito di casa...non mi è mai mancato nulla sebbene vivessi in una famiglia monoreddito...e almeno una volta alla settimana si andava a piedi o con le bici a Villa Sperlinga...la ringrazio per questo bel tuffo nel mio passato e nel passato di una Palermo trasformata ed irriconoscibile...

Diotima di Mantinea

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