Chi ha fame può rubare o deve rivolgersi alla Caritas? La Cassazione offre risposte diverse

Chi ha fame può rubare o deve rivolgersi alla Caritas? La Cassazione offre risposte diverse

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.18248 del 7gennaio 2016 ha affermato che non risponde del reato di furto colui che si sia impossessato di generi alimentari per fame, ricorrendo in questo caso la causa di non punibilità dello stato di necessità. Secondo l’art. 54 del cod. pen. agisce in stato di necessità, è non è pertanto punibile, chi abbia commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Il fatto : uno straniero, senza fissa dimora ed occupazione si era impossessato, in un supermercato, di due porzioni di formaggio ed una confezione di wurstell, per il valore complessivo di 4 euro. Aveva pagato alle casse soltanto una confezione di grissini ed aveva nascosto gli altri generi alimentari sotto la giacca. Processato per il reato di furto era stato condannato sia pure con il riconoscimento della attenuate di avere cagionato al supermercato un danno di lieve entità.

La Corte di Cassazione, andando di contrario avviso, ha ritenuto che nella fattispecie l’imputato aveva agito in stato di necessità e lo ha ritenuto non punibile ai sensi dell’art. 54 c.p. sopra citato. Ha infatti sostenuto la Corte che : “la condizione dell’imputato e le circostanze in cui è avvenuto l’impossessamento della merce, dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per fare fronte ad una immediata ed imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità”.

In altri termini i giudici hanno ritenuto che l’imputato, impossessandosi di quei pochi generi alimentari, agì al fine di evitare un danno grave alla di lui integrità fisica( intesa anche come diritto alla salute) che sarebbe stata inevitabilmente compromessa dalla mancata alimentazione. E d’altra parte lo stato di indigenza non poteva considerarsi a lui imputabile né era altrimenti evitabile dato che l’esigenza di evitare il danno grave che sarebbe derivato dalla mancata alimentazione, non lasciava altra scelta se non quella di rubare i generi alimentari.

Va tuttavia detto, che con la sentenza16056 del 24 aprile 2006, la stessa Corte di Cassazione aveva sostenuto che lo stato di bisogno economico non è idoneo ad integrare lo stato di necessità, atteso che alle esigenze degli indigenti e dei bisognosi si può provvedere con la moderna organizzazione sociale per mezzo degli istituti di assistenza. E proprio in questi giorni la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una donna che in un supermercato si era impossessata di sei pezzi di parmigiano. Hanno sostenuto i giudici . “Se aveva bisogno di mangiare poteva rivolgersi alla Caritas”.

 

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