“Trecento euro a voto, i prezzi
della 'ndrangheta sono lievitati”

“Nelle ultime elezioni siciliane ci sono stati voti comprati dalla mafia”. A darne l’annuncio in un intervento a Montecitorio, durante la discussione sul disegno di legge anticorruzione,  è stato Elio Vittorio Belcastro, ex sottosegretario del governo Berlusconi, e vice segretario nazionale del Movimento Noi Sud, asse portante del gruppo dei Responsabili alla Camera, cui si deve la permanenza dell’esecutivo per oltre un anno dopo la scissione finiana nel Pdl. “I prezzi sono fortemente lievitati”, spiega Belcastro nel suo intervento. In Calabria nelle ultime regionali sono arrivati a 70 euro a voto”.

Il deputato Udc Roberto Rao ha invitato Belcastro a recarsi in Procura della Repubblica per esporre i fatti. “Se sa, denunci alla procura”, ha detto, “Altrimenti il comportamento omissivo e omertoso e le insinuazioni striscianti rischiano di generare una sensazione di complicità di questo Parlamento con fatti gravissimi come questi». E il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione, ha rincarato la dose: “Il cittadino che ha notizie di reato”, ha ricordato, “ha il dovere morale di portarle a conoscenza della magistratura”.

Belcastro, a questo punto, ha fatto alcune precisazioni. La sua denuncia è “de relato”, gli è stato riferito che ci sarebbe stato  “un aumento dei prezzi, alle ultime elezioni in Calabria si arrivata massimo a 70 euro per un voto”.

Fatta questa premessa, tuttavia, accusa Rao di avere tentato di intimidirlo. “Sono un uomo libero che denuncia fatti gravi”, ha osservato “e non credo che Rao voglia tapparmi la bocca. Di ciò che sono a conoscenza sarei pronto a riferire. Non mi sarei aspettato una denuncia contro chi denuncia, ma una richiesta di approfondimenti ulteriori, uno stimolo alle procure”.

Il Fatto quotidiano ha “sparato” la notizia in apertura on line e sulle elezioni siciliane appena concluse è arrivata l’ennesima tegola, dopo le dichiarazioni del cardinale di Palermo, Paolo Romeo, e il declassamento della Sicilia da parte dell’agenzia di rating inglese, Fitch.

Elio Vittorio Belcastro è un avvocato molto noto in calabria. Il suo studio legale assiste la maggior parte dei boss della ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro: i Piromalli, i Molè, i Bellocco, i Pesce e i Crea. Belcastro ha fatto parlare di sé per alcuni episodi che l’hanno visto protagonista di polemiche politiche e non solo.

Nel maggio del 2011, durante un servizio della trasmissione televisiva Le Iene, prende a schiaffi l’inviato Pif che gli aveva consegnato un biglietto satirico nei suoi confronti. In giugno del 2011 suggerì l’opportunità di considerare un cambio di atteggiamento per uscire dalla crisi: “Dobbiamo tutelare i nostri interessi, essere meno cedevoli e servili. E mostrarci con una punta di mafiosità positiva“.  Un mese dopo questa provocazione, il 28 luglio 2011 venne nominato Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV. Qualche giorno dopo la “promozione”, dovuta al sostegno del governo,  subì le critiche della stampa per essersi rifiutato, durante un’intervista con Giuseppe Cruciani, di provare a definire che cosa fosse il protocollo di Kioto.

In settembre del 2011, l’ex sottosegretario si oppose all’installazione del sistema Safety Tutor, per il controllo della velocità media dei veicoli, lungo il tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, compreso tra gli svincoli di Bagnara e Scilla, nel 5° macrolotto, dove sono in corso i lavori di realizzazione della nuova autostrada. L’iniziativa dell’Anas, affermò Belcastro, è “una provocazione offensiva per il territorio”.

Quanto al curriculum parlamentare, il 3 novembre 2011 ha lasciato  il gruppo parlamentare di Popolo e Territorio per aderire al Gruppo misto della Camera, dichiarando di voler comunque sostenere il Governo Berlusconi IV. Il 7 novembre 2011 Belcastro fonda con altri due deputati di Noi Sud, ex Popolo e Territorio Arturo Iannaccone e Americo Porfidia la componente ” Noi per il Partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud).

In aprile 2102, intervistato da Klaus Davi, ha sostenuto che nella sua Calabria ci sono pochi omosessuali e che i meridionali sono di gran lunga più virili dei padani. “È notorio, sarà il sole, il peperoncino, il sesso è una cosa facile per i meridionali. Se non ci fossero i meridionali, al Nord la natalità sarebbe più bassa… Il Nord è una riserva di caccia importante per i meridionali”.

  1. Paolo GULINELLO 1 novembre 2012, 14:10

    La verità -al di là dell’auspicabile referendum tra siciliani cui accenna il Presidente Crocetta- è che ci hanno coglionato quando ci dicevano che c’era la fila dei privati che volevano finanziare il ponte : falsissimo… non ce n’è neanche uno e per questo il project financing non si è mai quagliato ( costo elevatissimo sottostimato; ricavi pedaggi sovrastimati, così recitava il rapporto finale degli economisti della Bocconi incatricati dal Governo Prodi di dare una valutazione sul preventivo).

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