Mistero Rap a Palermo:
il progetto non decolla

Mistero Rap a Palermo: <br /> il progetto non decolla

Il contratto d’acquisto dei beni mobili dell’Amia, siglato a fine febbraio per una cifra pari a cinque milioni di euro, sembrava l’atto di nascita, il nuovo inizio. Invece Risorse ambiente Palermo, Rap, procede a rilento con il contratto di servizio che non ha ancora trovato la sua compiuta forma di definizione.

La premessa scaturita dagli annunci di febbraio, dotava Rap non solo di strumenti pratici e di lavoro, e di una titolarità che già da mesi esercitava, ma soprattutto le forniva una legittimazione a tracciare schemi nuovi e metodi di gestione più lontani dagli esiti che l’Amia ha prodotto in questi anni a Palermo.

Per come Marino l’ha voluta, Rap non è solo la società ripulita dai debiti che darà lavoro ad oltre duemila dipendenti, ma “una società che vuole centrare i propri obiettivi, al passo con i tempi, secondo un piano industriale fatto di obiettivi precisi, e di una mentalità nuova che deve soppiantare quanto di sbagliato c’è stato finora”. Ma finora, oltre agli auspici, c’è stato poco.

Una congruità dei costi che era troppo lievitata da ridefinire, ed in particolare, l’impossibilità, sancita dalla legge, di occuparsi della manutenzione stradale e per cui non è prevista la possibilità di affidamento diretto a chi già svolge un pubblico servizio, hanno invece lasciato al palo la società guidata da Sergio Marino, che nonostante mantenga un atteggiamento fiducioso sulla vicenda, è costretto ad attendere di fatto che la nuova delibera superi l’iter, ancora in viaggio, tra tecnicismi e difficoltà.

Una delle soluzioni al vaglio dovrebbe essere la modifica statuaria in grado di consentire alla Rap di occuparsi di manutenzione stradale. Bisognerà vedere se questo, inserendo di fatto la manutenzione come attività e non eccezione, basterà a sbloccare le cose.

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  1. la rap non ce la fa a mantenere pulita la città e in più dovrebbe avere la manutenzione delle strade?boh

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  2. Avete presente la chiusura della Favorita? Lo stesso la RAP. L’AMIA doveva fallire e si doveva ripartire da zero. Ora a fallire sarà l’AMAP, per il carico di personale che Orlando ha in programma , che rende necessario il ritorno dell’AMAP ad Azienda Speciale del Comune (si torna , cioè, alla Municipalizzata!. Tutti gli economisti europei scrivono che il vero peso della economia italiana sono le troppe aziende pubbliche, e Orlando che fa? Invece di vendere quote delle aziende comunali, invece di privatizzare i servizi, torna alle municipalizzate!

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    • E certo, così Ollando può ricrearsi il suo bel bacino di voti, visto che ormai gli amici della Gesip lo vorrebbero prendere a mazzate.

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